Ex Reggina, Giuseppe Praticò e la battaglia contro il Covid: “Un fulmine a ciel sereno”

Direttore generale sotto la gestione del padre Mimmo, l'imprenditore ha raccontato i difficili momenti vissuti dal 16 ottobre in poi, giorni in cui è risultato positivo al Coronavirus

Giuseppe Praticò

Storie di dura e forte attualità. Il 2020 è stato e continua ad essere segnato dal Covid-19 e una pandemia che ha colpito il mondo intero e messo a dura prova gran parte dell’umanità. Toccare con mano la sofferenza che può generare il Covid-19 è un’esperienza delicata e bisogna sentirsi fortunati a poterla raccontare, come Giuseppe Praticò, ex dirigente della Reggina ancora alle prese con il lungo percorso di ritorno alla normalità dopo aver fatto i conti con il Coronavirus.

Direttore generale amaranto nella precedente presidenza legata ovviamente al padre Mimmo, Giuseppe Praticò è risultato positivo al Covid-19 poco meno di un mese fa. I momenti difficili sul piano della salute non sono mancati, ma oggi con la speranza che il peggio sia passato ha deciso di affidare le sue sensazioni ai social. Come scritto dall’ex dg sul proprio profilo Facebook: “Il virus ha bussato alle porte della mia vita lo scorso 16 ottobre, presentandosi come un fulmine a ciel sereno! Inizialmente prima che il nemico invisibile entrasse nel mio corpo, ero scettico sulla sua pericolosità e ‘distratto’ sui dispositivi di protezione individuale. Rifiutavo l’idea che il maledetto potesse condizionarmi la vita.

Ma alla fine si sa, fin quando non si vivono le ‘malattie’ e – prosegue Praticò - determinate esperienze in prima persona, non si possono capire fino in fondo. È stato traumatico il ricovero in ospedale, essere presi con l’ambulanza del 118 a casa alle 22, andare via senza poter abbracciare mia moglie e mio figlio, i miei genitori fuori da casa a debita distanza , mi è sembrato un incubo, ma è stata la scelta migliore e direi obbligata. Questa esperienza di emergenza sanitaria, di isolamento, mi ha fatto capire quanto sofferenza c’è intorno a noi negli ospedali, quanto sia importante un semplice gesto di solidarietà tra malati, e quanto sia importante chiedere all' altro semplicemente: ‘Tu come stai?’

Mi sento – sottolinea ancora l’ex dg - un uomo molto fortunato perché in questi giorni ho ricevuto l’abbraccio virtuale di migliaia di amici che mi hanno aiutato tantissimo nei momenti di scoramento, mi ha colpito ed inorgoglito lo smisurato affetto nei miei confronti. Grazie ancora, spero di poterlo fare presto di persona. Ho avuto la conferma di quanto sia importante avere accanto una famiglia che ti ama: Antonella, Demetrio, i miei genitori, mia sorella e tutti i miei familiari mi hanno sostenuto e coccolato con un amore sconfinato.”

La testimonianza di Praticò permette a tutti di riflettere attentamente sul momento storico che stiamo vivendo, non sottovalutando per nessun motivo il pericolo a cui siamo costantemente esposti. Decisivo nella partita contro il Covid risulta l’operato del personale ospedaliero e l’ex amaranto ha spostato l’attenzione alle cure ricevute nella struttura reggina: “Ci tengo in particolar modo a ringraziare i medici del Gom con in testa il primario del reparto malattie infettive, dottor Foti, gli infermieri, gli oss e tutto il personale, sono stati bravissimi! Queste persone meritano grande rispetto! Ogni giorno con abnegazione si dedicano ai malati facendo i tripli salti mortali, a testimonianza che abbiamo delle ottime risorse umane nel campo della sanità in Calabria, mentre bisognerebbe recuperare tanto terreno dal punto di vista strutturale. Ringrazio i medici, amici di famiglia, che mi stanno accanto passo dopo passo  ancora oggi che il peggio è alle spalle.

Questa esperienza – conclude Giuseppe Praticò - mi ha insegnato che nella vita non bisogna dar nulla per scontato, tutto deve essere considerato importante in ugual modo, perché la vita è imprevedibile e forse è così bella proprio per questo. Lunedì effettuerò il tampone sperando che finalmente dia esito negativo in modo da poter tornare alla vita di tutti i giorni, mantenendo sempre alta la guardia contro questo maledetto. Vi voglio bene”

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