Lunedì, 14 Giugno 2021
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Aglietti l’uomo della gente: "Lo voleva il Verona in A, ma ha scelto Reggio. Infiammerà i tifosi"

Viaggio alla riscoperta del bomber amaranto ora di ritorno al Granillo come allenatore. I ricordi e gli aneddoti dell’ex centrocampista Marco Carrara, il dg di allora Franco Iacopino e il tifoso doc Gigi Miseferi

L'esultanza di Alfredo Aglietti in Reggiana vs Reggina nell'ultima di campionato 1995/96 (foto Diarcolor)

Reggio Calabria, anno 1994. La Reggina, orgoglio e amore del suo popolo, milita in Serie C. I sogni di gloria sono sempre vivi nella mente dei tifosi, ma dai pensieri alla realtà ci passa molto. Serve un tramite, un personaggio che prenda con sé tutte le speranze della gente e le trasformi in realtà con gesta prodigiose. Più facile leggere semplicemente Alfredo Aglietti, il resto è storia.

Gli anni precedenti furono difficili per la Reggina. Il sogno Serie A sfiorato per due volte nella gestione Scala, poi il capovolgimento di fronte e il ritorno in C. La svolta è l’estate del 1994, dove la campagna acquisti porta in riva allo Stretto anche un Alfredo Aglietti che già si vedeva affibbiata la nomina di bomber della categoria. Il gioco di squadra e la forza del gruppo superiore alle concorrenti hanno certamente fatto molto, ma la promozione in Serie B conquistata alla fine di quella storica stagione non sarebbe stata possibile senza i 20 gol dell’attaccante di San Giovanni Valdarno.

Capocannoniere, trascinatore assoluto e idolo dei tifosi letteralmente in delirio per lui. A ripensarci ancora, risuona nella mente quell’iconico coro “Dai Aglietti facci un gol…” cantato a squarciagola anche per la seconda e ultima stagione in amaranto durante la salvezza in Serie B e nuovamente intonato quando l’Aglietti mister si ripresentò al Granillo da allenatore avversario.

Un legame spontaneo e indissolubile con la gente di Reggio per Alfredo Aglietti, diventato simbolo di un’intera generazione di tifosi che con lui si sono appassionati a tutto ciò che abbraccia l’amaranto. Un rapporto che vivrà di altre pagine da qui in avanti, ma che merita una spolverata dal punto di vista di chi ha avuto l’onore e il piacere di vivere da vicino quei due anni d’oro.

La figura vista dalla dirigenza

Iacopino Franco-2Al centro delle operazioni societarie amaranto nel 1994 Aglietti si è trovato il direttore generale Franco Iacopino, (nella foto pagina Facebook), che ricorda così il bomber e il suo rapporto con la piazza ai nostri microfoni: “Abbiamo un Aglietti uomo, uno calciatore e uno allenatore. Il primo, ragazzo straordinario, umile, bravo e assolutamente non toscano perché non chiacchiera, è uno riservato.

Aglietti giocatore, invece, parlano i numeri. Attaccante che fa doppia doppia cifra è tanta roba con una vittoria di campionato. A questo si aggiunge poi l’operazione di trasferimento dal Pontedera alla Reggina. È stata intuizione e bravura del ds Gabriele Martino, il quale ha scambiato l’attaccante Mollica con Aglietti e un conguaglio a favore della Reggina. Quando è andato via dopo due anni al Napoli, ha fatto un’altra plusvalenza. Ha portato 38 gol in due anni e tanti soldi alle casse della società. In un ambiente dove il rapporto città-calciatore è un amore viscerale è diventato l’idolo assoluto, perchè i numeri gli hanno dato ragione. 

L’Aglietti allenatore ha fatto ottime squadre, ottenendo sempre i risultati prefissati e andando anche oltre. Anche qui i numeri sono a favore di Aglietti. Faccio un appello ai miei concittadini: dobbiamo dargli la possibilità di lavorare con entusiasmo, che non gli manca, ma anche tranquillità. Nei momenti critici dobbiamo fare quadrato e stargli sempre vicino. A lungo andare il suo lavoro ci porterà dei buoni frutti. Credo che farà bene anche a Reggio soprattutto perché ci sono queste premesse.

Lo volevo a Modena, quando veniva dal Novara, ma purtroppo il suo budget era troppo alto per la società di quel periodo. Oltre alla conoscenza di allora, oggi Taibi è stato molto bravo e convincente a farlo venire a Reggio Calabria perché in questo periodo Aglietti era stato attenzionato da parecchi club importanti quanto la Reggina. C’era la Serie A e squadre di primissima fascia di Serie B. Ha scelto Reggio perché è rimasto sempre legato all’entusiasmo dei tifosi. É stato bravo Taibi a portare gli argomenti giusti per convincerlo. L’Hellas Verona l’aveva cercato per sostituire Juric, perché riteneva di aver fatto un errore al tempo della promozione in A. Taibi ha fatto qualcosa di davvero importante in tempi record. É diventato un esperto del settore, ds che sa il fatto suo e questi sono i risultati.”

La stima dei compagni di squadra

Dalla dirigenza al campo, tutti i calciatori di quella mitica compagine hanno avuto in Aglietti una figura solida su cui aggrapparsi e sperare negli ultimi metri decisivi, quelli in cui conta avere un uomo che la butti dentro. Tra i componenti della rosa c’era anche Marco Carrara, centrocampista che alla Reggina ha giocato dal 1993 al ‘96. Per l’ex calciatore il ricordo del neo mister amaranto è davvero interessante: “Mi vengono in mente i primi suoi giorni in amaranto. Arrivò direttamente al ritiro a Melia di Scilla. La squadra veniva da un playoff perso contro la Juve Stabia immeritatamente, visto che li avevamo distanziati di 15 punti ma poi perdemmo. Arrivò Alfredo perché il nostro punto debole era che avevamo buoni attaccanti ma nessuno di loro riusciva a fare 20 gol. È stato preso all’ultimo dalla dirigenza, si è presentato ed era alto, dinoccolato e tutti han detto ‘ma dove dobbiamo andare?’ E invece grazie a Dio si è rivelato tutt’altra cosa. Magari era un giocatore non bellissimo da vedere ma con il tempo è migliorato moltissimo. Dentro l’area non aveva eguali. É stata la nostra salvezza, ne avevamo bisogno. Con uno così davanti era obbligatorio arrivare primi. Lui è un vero toscano, non te le manda a dire e fin dal ritiro rispondeva sempre, era davvero caratteriale e ci serviva proprio. Poi con lui mezza palla sporca si tramutava in rete.

Aglietti Carrara-2

Alfredo – riflette ancora Marco Carrara passando alla figura di allenatore - conosce benissimo la tifoseria di Reggio. Ho visto il video di quando è tornato al Granillo da avversario in panchina e quel coro emozionante che gli hanno tributato. La simbiosi è pazzesca e spero di vedere la Curva piena come gli anni passati, anche perché vorrà dire che saremo usciti dalla pandemia. Aglietti era un caratteriale da giocatore e credo sia rimasto così anche da allenatore e se dovrà fare delle scelte impopolari le farà per il bene della squadra senza guardare in faccia nessuno. Chi merita va in campo ed è stato il suo segreto negli anni. Il campionato vinto con il Verona, è subentrato verso la fine, perse la prima partita a Cittadella e poi il ritorno al Bentegodi fu un delirio. Giocò anche lì e in queste situazioni devi staccare un attimo il giocatore dall’allenatore, ma rimane sempre una persona di carattere senza paura di far scelte per il bene della squadra. Credo che possa veramente far bene. A Reggio c’è una società forte, il presidente è una sicurezza e credo possa fare bene. Ci vorrà qualcosa in più rispetto alla squadra di quest’anno però,  anche con il direttore Taibi che conosco bene, non credo sarà difficile costruire una rosa importante.”

Gli occhi del tifoso

I commenti raccolti da ReggioToday si concludono passando dal campo alle tribune e le vie di una città che all’epoca non poteva far altro che esaltarsi quando veniva chiamato in causa Aglietti. A rappresentare idealmente il tifo amaranto abbiamo ascoltato il noto attore e sostenitore della Reggina Gigi Miseferi, il quale ci rivela il suo personale ricordo: “Ho vissuto quella meravigliosa cavalcata anche negli allenamenti quando potevamo con Giacomo Battaglia, (foto pagina Facebook). Si andava a vedere la squadra giocare di domenica e ricordo trasferte bellissime. Aglietti, poi, era già abbastanza famoso a Reggio prima di arrivare perché quando giocava nel Pontedera riuscì a battere con un suo gol la Nazionale di Sacchi in amichevole. Arrivò già con questa fama.

Miseferi Battaglia stadio-2

Il ricordo che più mi lega a quell’annata è sicuramente una meravigliosa trasferta a Roma, con un vero e proprio esodo di reggini. Io e Giacomo eravamo i ‘pionieri’ in terra romana e vennero tanti amici per vedere la partita vinta al Flaminio contro la Lodigiani. Sono convinto che Aglietti infiammerà nuovamente i cuori dei tifosi, soprattutto quelli della mia età. Per i millennials c’è Google dove possono rinverdire i fasti di quel fantastico campionato in cui ci condusse alla Serie B. Vogliamo goderci questo ritorno nella speranza che Aglietti faccia un copia e incolla con quanto fatto da giocatore.”

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