Restyling A2, l'opinione di Pinto: "Mancata programmazione di interventi infrastrutturali"

I lavori sul tratto autostradale tra Campo Calabro e Santa Caterina proseguono. La situazione di disagio si poteva evitare, secondo l'esponente di ReggioLab, con "pochi e semplici interventi sulla viabilità dei quartieri settentrionali"

I lavori stradali non sono semplici da attuare e prima di vedere la luce in fondo al tunnel, poter mettere il timbro finale e completare le attività ci vuole tempo e pazienza. Sul territorio reggino sono di stretta attualità le mosse per rinnovare l'autostrada all'altezza tra Campo Calabro e Santa Cateria. Il tratto di strada sembra averne per le lunghe, con disagi generali che colpiscono gli automobilisti e Anas pronta a continuare le operazioni fino a novembre.

La situazione è stata commentata da Giuseppe Pinto, esponente di ReggioLab: "Da anni si parla di questo importante intervento di restyling su appena nove chilometri di autostrad. Era inevitabile che questi lavori autostradali avrebbero avuto pesanti impatti negativi sulla viabilità interna alla nostra città, soprattutto in questo periodo dell'anno con l'arrivo di turisti ed il ritorno di tanti emigrati. Quindi, oggi, parlare di “emergenza traffico” suona come una beffa nei confronti dei cittadini, imbottigliati in un inferno di lamiere che li costringe ad impiegare ore per percorrere piccole distanze. In tutta questa situazione, non c'è nulla da imputare ad Anas che sta accelerando il più possibile i lavori di manutenzione, per alleviare i gravi disagi degli automobilisti. Del resto, i lavori dei mesi scorsi per sistemare la rete stradale interna erano stati effettuati dalla società proprio in previsione dei lavori di manutenzione straordinaria del tratto autostradale”.

“Invece, – continua Pinto – ciò che è totalmente mancato in tutti questi anni è stata la programmazione di interventi infrastrutturali che oggi avrebbero reso quanto meno tollerabile il disagio.  Ma,  nel corso degli anni, si è sempre preferito parlare piuttosto che realizzare pochi e semplici interventi sulla viabilità dei quartieri settentrionali della città, cosa che avrebbe garantito una valida e reale alternativa. Ad esempio, la realizzazione del ponte sul torrente Gallico con collegamento diretto tra la via Marina di Gallico e quella di Catona avrebbe consentito di istituire il senso unico  sulla Nazionale, sino al completamento dei lavori di restyling. Analogamente, la sistemazione di via Cappelleri, che collega la Nazionale con la via Anita Garibaldi,   avrebbe allentato il traffico sia allo svincolo di Gallico e sia al quadrivio di Passo Caracciolo. Infine, la realizzazione di un attraversamento stabile del torrente Scaccioti avrebbe potuto collegare in modo agevole il quartiere di Gallico con il quartiere di Archi, sempre nell'ottica di alleggerire il volume veicolare sulla Nazionale. Tutte le opere citate, che avrebbero reso efficiente la rete stradale cittadina anche in condizioni di normalità, nel corso ormai di decenni, a vario titolo, sono state progettate, cantierizzate, rimodulate, modificate, abbandonate, riprese ma mai portate a termine."

"Una politica attenta ed interessata al bene comune - spiega l'esponente - avrebbe dovuto dedicarsi senza risparmio di tempo o di fatica alla costruzione di queste infrastrutture, vitali per lo sviluppo della città. E invece, non è accaduto nulla, su queste opere vige la consegna del silenzio, come se Reggio avesse necessità solo di grandi questioni ideali e non di un minimo di buon senso e di buona volontà che migliorerebbero ipso facto la qualità della vita dei cittadini”.

“Oggi non si vede neanche lontanamente un'idea di città, un progetto complessivo che indirizzi Reggio verso - conclude Pinto - la crescita e lo sviluppo, che devono necessariamente partire dal basso e dalle piccole cose. La città, per rialzarsi, ha bisogno di una scossa e di idee serie in grado di dare una speranza alle nuove generazioni che del futuro hanno sempre più paura”.

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