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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Il fatto

Tragedia sulla strada di Ortì: chi era Antonio Genovese e il ricordo delle persone che lo hanno amato

L'uomo è morto sulla strada franata che da Terreti giunge a Gambarie. È il momento del silenzio e del dolore, ma sui social la domanda è unanime: “Perché?”

Una vera e propria tragedia quella che nel pomeriggio di ieri ha portato alla scoperta che, quella frana, già di per sé grave, in realtà lo era ancor di più.

Un morto, una vittima. Antonio Genovese 56 anni, dipendente Idrorhegion, ma ancor prima marito e padre di 2 figli, è stato letteralmente travolto, all’interno della sua auto in transito, dalla terra, dai detriti, dalle pietre e quant’altro è venuto giù dalla montagna. 

E sono i giorni del profondo dolore, per la famiglia, per gli amici, per i colleghi che lo hanno amato e che se lo sono visti strappare via dalla propria vita così, improvvisamente e tragicamente.

Il decesso è stato immediato, così sembra che abbiano certificato le forze dell’ordine intervenute sul posto quando, scavando nella terra, si sono rese conto che, sotto quella parte di montagna franata, c’era sepolta un’automobile.

I commenti sui social

Così, al diffondersi della notizia, inizia l’indignazione e la ricerca dei perché di una tale tragedia: cementificazione, disboscamento, incendi. E poi c’è chi punta il dito sulla sicurezza delle strade, si ipotizzano “omissione o scarsità di controlli”. 

Le responsabilità verranno accertate ma adesso è il momento del silenzio e del raccoglimento nella convinzione che la natura che spiega tutta la sua forza e l’opera di devastazione dell’uomo siano due elementi che, combinati, possono essere devastanti. 
E sempre sui social il caro ricordo della comunità parrocchiale Terreti- Trizzino- Nasiti “vicina ad Anna, Lisa, Rosario per la perdita terrena del proprio caro. Si ferma e nel silenzio affida i tanti perché al Signore, offre preghiere per l’anima del caro amico e invoca lo Spirito affinché continui a stare vicino e guidare dal cielo i suoi familiari”. 

E ancora Guglielmo scrive. “Grande e grave perdita per le nostre comunità. Totò non era un semplice conoscente o parente. Era un amico, un grande amico. Un tragico e fatale destino ce lo ha rubato, a tutti noi, ma particolarmente ai suoi figli a sua moglie, a sua sorella e alla sua mamma. Da uomini e donne terreni siamo straziati dal dolore. Da Cristiani e credenti lo affidiamo alla misericordia Divina e preghiamo affinché venga collocato in Cielo al suo posto e possa ogni giorno guidare e curare la crescita dei suoi ragazzi e dare conforto a tutti i suoi cari”.

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