Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Approvato il bilancio di previsione 21-23, esulta la maggioranza in Consiglio comunale

Il centrosinistra: "La “nottata” sta per finire. Basta parlare dei debiti e delle stagioni politiche giudicate dalla storia e dai tribunali. Ora si punti a ridurre i residui attivi ed abbassare il fondo crediti di dubbia esigibilità"

L'intervento del sindaco Falcomatà in consiglio comunale

La maggioranza di Palazzo San Giorgio esprime "compiacimento per l’approvazione del bilancio di previsione 2021/2023 da parte del Consiglio comunale". Secondo il centrosinistra, infatti, "si avvia la fase di uscita dal Piano di riequilibrio attraverso un documento economico di programmazione inclusivo e costruito ascoltando e recependo i bisogni dei cittadini".

Nel loro intervento, i consiglieri comunali sottolineano le parole espresse in aula, nella seduta odierna, dal sindaco Giuseppe Falcomatà, rilanciandone "l’alto profilo che eleva il confronto ed il livello dell’intero civico consesso".
"Come detto dal sindaco Falcomatà – spiegano – questo bilancio segna la “fine della nottata”, il buio che era calato su Reggio ed i reggini a causa del debito e di un conseguente piano di riequilibrio che hanno costretto i cittadini ad immani privazioni e sacrifici".

"Condividiamo in pieno l’idea – aggiungono – che debba avviarsi una pacificazione anche rispetto alla stagione che ha prodotto il debito e sul debito stesso. Non vogliamo più tornare a parlare della pesante eredità del passato, non è più un argomento politico visto che è stato consegnato ai tre gradi giudizio delle autorità giudiziaria ed alla storia recente della città. Crediamo, come ha affermato il sindaco Falcomatà, non sia più produttivo per nessuno continuare a discutere di quel peso debitorio e di quelle scelte politiche che hanno portato al predissesto".

"Questa classe politica e dirigente – continuano - ha mostrato coraggio con un’unica certezza granitica che, dopo lo scioglimento per contiguità mafiose ed il piano di riequilibrio, dichiarare il dissesto sarebbe stato il colpo mortale per l’intero territorio. Una maggiore onestà intellettuale, da parte di tutti, nel riconoscere che alcune difficoltà nella gestione dei servizi sono figlie del fatto che si è scelta una linea di responsabilità per salvaguardare Reggio dalla devastazione del default, sarebbe stato più utile soprattutto per la comunità e per i cittadini".

"Adesso – spiegano dalla maggioranza – la strada dell’uscita dal Piano di riequilibrio è segnata e sarà anticipata se sarà positivo pure il parere della Corte dei conti. Di sicuro, in questi anni, di strada ne è stata fatta tantissima e, ogni anno che passa, il ricordo di quello che ci siamo lasciati alle spalle è sempre più sbiadito fin quando non sparirà completamente".

Il centrosinistra, poi, rifacendosi ancora una volta alle dichiarazioni del primo cittadino, riconosce e apprezza il tenore della discussione in aula che "è stato scevro dalle polemiche, facendo guadagnare la politica, l’amministrazione, l’opposizione, la città intera. Ciò che è passata oggi – affermano – è la certezza che i rappresentanti istituzionali lavorino, ognuno con le proprie sfumature, solo ed esclusivamente per il bene comune".

Anche i consiglieri di centrosinistra, così come fatto dal sindaco, sostengono si debba fare sempre e comunque qualcosa in più: "L’approvazione del bilancio preventivo, giunto nel mese di agosto, è frutto di un ritardo dovuto, in parte, alla sentenza della Corte costituzionale che ha bloccato iter d’approvazione nonostante il documento economico fosse già al vaglio della giunta già dallo scorso mese di aprile. Il bilancio preventivo deve essere approvato ad inizio anno e si deve lavorare su questo. Licenziarlo alla fine dell’anno significa avere paralizzato l’attività dell’Ente, non rendendo un giusto servizio alla città.

Da troppi mesi ci troviamo, infatti, con la città bloccata ed i cantieri fermi nell’attesa che il bilancio passi il
giudizio del consiglio comunale. Reggio, dunque, è paralizzata e non può essere ostaggio di lentezze e lungaggini burocratiche. L’autorevolezza di una classe politica, di maggioranza e di minoranza, si misura nell’arrivare agli appuntamenti previsti nel Tuel nei tempi e nei modi previsti dal Tuel stesso".

"Ad ogni modo – proseguono – quello discusso ed approvato è sicuramente il migliore bilancio possibile perché non esistevano possibilità di incidere diversamente su economie relative ad un Ente ancora in fase di piano di riequilibrio. L’indirizzo dato, quindi, si vedrà concretamente in fase di consuntivo. Solo per fare un esempio, la nostra società Castore da un canone di circa 3,5 milioni euro, grazie ai risparmi attuati in questi anni ed alle diverse transazioni, potrà contare su risorse di circa 5,5 milioni. E’ un importante salto di qualità, ma bisogna agire affinché queste diventino risorse strutturali".

Infine, secondo la maggioranza, sono due le battaglie da ingaggiare d’ora in avanti: "Ridurre i residui attivi ed abbassare il fondo crediti di dubbia esigibilità. E questo – concludono – si potrà fare attraverso l’aumento della riscossione contrastando, certamente, l’evasione tributaria, ma anche tramite la riscossione coattiva delle somme nei confronti di quelle persone censite, quindi conosciute dall’amministrazione, che non pagano.

Anche con piani di rateizzazione molto lunghi, abbiamo sempre messo il cittadino nella possibilità di saldare le quote dovute e sempre compatibilmente con la possibilità di portare il pane a casa. Questa, ovviamente, è la cosa più importante e che ci interessa ancora di più dei nostri compiti istituzionali. Chiaramente, siamo tutti padri e madri di famiglia e sappiamo possano sorgere delle difficoltà, ma sappiamo pure che le difficoltà non si devono trasformare in furbizie o in atteggiamenti che vanno a discapito degli altri. Questa è la madre di tutte le
partite".

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