Il consiglio regionale nella seduta di congedo vota la legge elettorale con la doppia preferenza

L'aula approva all'unanimità la nuova norma. Nel dibattito si sono registrati gli interventi fuori dal coro di Vito Pitaro e Filippo Mancuso, per il primo si tratta di "una legge vergognosa che mortifica le donne", il secondo non è convinto dall'abbinata obbligatoria

L'aula del consiglio regionale

Il consiglio regionale, nella sua seduta di congedo dopo la morte della presidente della giunta regionale Jole Santelli, ha votato la norma che modifica la legge elettorale regionale e inserisce la doppia preferenza di genere. 

Il voto è stato anticipato da diverse polemiche sulla gestione del parlamento calabrese da parte del presidente Mimmo Tallini da parte dell'opposizione. Il voto dell'aula è stato unanime anche se i consiglieri di maggioranza Vito Pitaro e Filippo Mancuso, nel loro intervento per dichiarazione di voto, hanno messo nero su bianco i rispettivi dubbi.

Per Vito Pitaro (Jole Santelli presidente), convinto di attirarsi le antipatie di una larga parte dell'elettorato femminile: "Parlare diversamente su questa legge potrebbe attirare le antipatie dell'elettorato, ma vorrei uscire da questa aula a testa alta per cui vorrei dire che questa legge, che oggi andrò ad approvare per evitare il rischio di ricorsi e dell'annullamento del voto, ma brevemente devo dire che quella che oggi approveremo è una legge vergognosa che mortifica di chi fa politica con passione e mortificata soprattutto le donne perché le donne che si sono spese per la nostra terra lo hanno fatto al di là delle preferenze di genere o delle quote rosa ma per le loro competenze e la loro volontà di impegnarsi".

Filippo Mancuso (Lega Salvini), invece, ha detto: "Ho pensato molto prima di intervenire perché temevo di poter essere frainteso, penso che donne siano un valore aggiunto nella giunta e nel consiglio e in tutte le componenti della società civile, il sistema elettorale che stiamo per votare rischia di far passare un principio di tutela di genere come quasi una mortificazione. Non vorrei che questa parità di genere si trasformasse in uno sfruttamento delle donne, io metto a bando l'accoppiata l'uomo-donna, perché nel momento in cui si realizza questo abbinamento il risultato elettorale potrebbe essere drogato da preferenze che con il voto singolo non ci sarebbero. Avrei preferito che nella legge ci fosse la presenza delle donne ma il voto singolo".

“Oggi il Consiglio regionale, nella sua interezza, ha colmato un ritardo storico attraverso un percorso sano e condiviso da tutte le forze politiche. Il gap nella rappresentanza di genere viene finalmente cancellato, attraverso un lavoro che si è rivelato, nella nostra regione, più difficile e tortuoso del previsto. Ci avevamo già provato diverse volte, anche nella scorsa legislatura, nella quale ero stato tra coloro che avevano sostenuto l’approvazione di questa legge. Finalmente abbiamo scritto una pagina importante per il futuro della nostra terra”. Lo ha affermato, nel corso del suo intervento in aula, il consigliere regionale Nicola Irto (Pd).

Il rappresentante dem a Palazzo Campanella ha proseguito: “Se questo risultato oggi è arrivato, lo si deve anche allo straordinario contributo che, al di fuori dell’aula del Consiglio regionale, è stato offerto dalle associazioni culturali, dal mondo impegnato, specie quello volto alla promozione e al pieno riconoscimento del ruolo delle donne, dai movimenti civici e dagli stessi organismi regionali, tra cui la Commissione regionale pari opportunità e la Consigliera di parità, che hanno aperto e condotto un grande dibattito su questa materia. Hanno organizzato tantissime iniziative, momenti di riflessione e di stimolo e raccolte di firme, a volte giustamente alzando i toni. Tutto questo però non basta - ha concluso Nicola Irto -. La Calabria non può fermarsi, ma deve dare piena e completa attuazione allo spirito della normativa nazionale, anche riguardo agli organismi di governo e sottogoverno e agli enti e alle aziende regionali, in cui è necessario garantire un’adeguata rappresentanza di genere, nel rispetto della Costituzione”.

Nel dibattito, fra gli altri, è intervenuta anche Flora Sculco, il consigliere regionale di opposizione che si era battuta anche nella scorsa legislatura per l'approvazione della doppia preferenza di genere. "Oggi  - ha detto - si pone fine ad una lunga via crucis, è stato un cammino irto di ostacoli e resistenze, finalmente si giunge in Aula ed oggi si è in condizione di pervenire all'approvazione di un provvedimento che offre la possibilità ad una parte della società fino ad oggi esclusa. Bisogna riconoscere anche per le battaglie fatte nella precedente legislatura in favore della partecipazione di genere in ambiti precedentemente ad appannaggio principarmente maschile. Le donne hanno smesso di stare in disparte e deciso di fare parte della politica istituzionale di questa regione".

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