Bersani tira la volata per Falcomatà: "Vinciamo contro una destra distruttiva e pensiamo in grande"

Il presidente di "Articolo uno" ha fissato i paletti per il futuro: spesa dei fondi europei in piena legalità e argine a chi ha sempre offeso il Sud: "Reggio è una capitale del Mezzogiorno datele voce in Italia"

Falcomatà e Bersani

“Non si può perdere con una piazza così, con una piazza in cui si sente la presenza anche di Italo. Sono contento di essere qui per qualche ora per partecipare alla vostra battaglia in un momento non facile per le restrizioni del Covid però ci dobbiamo mettere allegria perché bisogna convincere la gente ad andare a votare”. Così Pier Luigi Bersani, da Piazza Camagna e dal palco di “Articolo uno”, ha lanciato lo sprint finale della campagna elettorale di Giuseppe Falcomatà per il “secondo tempo” a Palazzo San Giorgio.

E Pier Luigi Bersani non si è lasciato sfuggire l’occasione di sostenere Falcomatà, incitare i suoi sostenitori ma anche di rivolgersi alla maggioranza che sostiene il Governo Conte e, soprattutto, per bacchettare l’opposizione.

“Reggio Calabria - ha detto - è una delle capitali del Mezzogiorno e, quindi, non può risentire dello stato generale della politica italiana. Il Governo sta facendo bene ma non sempre la maggioranza che lo sostiene non sembra avere le idee chiare su quello che vuole fare davanti ad una destra regressiva, incombente che come le destre del mondo non ha preso le misure di questa emergenza, non ce l’ha nel Dna la solidarietà, non possiamo chiederglielo. In nessuna parte del mondo vi è stata una opposizione così inutile, aggressiva, negativa e distruttiva e spesso fascistoide come quella che abbiamo noi in Italia”.

Il futuro di Reggio Calabria e dei suoi cittadini potrebbe cambiare nei prossimi mesi, Bersani naturalmente spera che al timone di questo cambiamento ci sia ancora Giuseppe Falcomatà e la sua squadra di governo, ai quali, però, Bersani ha chiesto di fare un salto di qualità, di pensare in grande.

“In questa battaglia - ha detto dal palco di piazza Camagna - e in quello che dovrete e dovremo fare bisogna che ci sia l’ambizione di dire qualcosa che valga per Reggio Calabria ma che vale per tutto il Mezzogiorno, bisogna saper sfruttare l’occasione del Recovery Fund abbinata alla sfida della programmazione dei nuovi fondi europei. Vi invito, quando sarete all’amministrazione, ad avere il coraggio di sperimentare, di inventare qualcosa in qualsiasi settore, perché in Italia le grandi rivoluzioni, come quella del Servizio sanitario nazionale, che ha sostituito le mutue che non sempre risolvevano i problemi delle persone, che è partito dal basso, da iniziative territoriali”.

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Chiudendo il suo intervento, infine, Pier Luigi Bersani ha fissato un paio di paletti. Il primo: “In qualche modo, a breve, arrivano nei soldi li vogliamo nella legalità, nella trasparenza e nella pulizia, noi ci fidiamo solo di Giuseppe Falcomatà”.

Il secondo: “Noi non siamo quelli che hanno insultato i meridionali per poi chiedergli il voto non siamo dio patria e famiglia e neanche fiamma tricolore, non abbiamo bisogno del diverso per scaricargli i problemi, non abbiamo bisogno di venire da fuori noi ci siamo. Noi siamo quelli dell’uguale dignità di tutte le persone. Non siamo per una società di mercato. In questi ultimi giorni di campagna elettorale andiamo con questi valori faccia a faccia con i nostri avversari, sicuri del nostro sindaco, delle nostre liste, delle nostre idee e, ne sono convinto, riusciremo a vincere”.

Prima di Pier Luigi Bersani dal palco di piazza Camagna, sul quale è salito anche il neo consigliere regionale Antonio Billari, era intervenuto il sindaco Giuseppe Falcomatà che, non senza ricordare il lavoro fatto e le prossime vittorie della sua amministrazione, non ha lesinato critiche agli avversari.

“Vogliono trasformare Reggio Calabria - ha detto - in una pedina piccola e insignificante di uno scacchiere più ampio, per piantare una bandierina, della città di Reggio Calabria non interessa nulla, non conoscono la città, non conoscono le sue possibilità di sviluppo e vengono in visita a dirci quale è la ricetta per il cambiamento, anzi non ce lo dicono perché non si presentano ai confronti”.

Per Giuseppe Falcomatà, infine, “Reggio non ha bisogno di ricette calate dall’alto, Reggio ha dentro di se le energie positive di coloro che ci vivono in questa città, che vi hanno investito e stanno lavorando per cambiarla in meglio. Oggi il futuro c’è perché dobbiamo giocarci la partita più importante di tutte: quella del Recovery Fund che ci darà l’opportunità di una nuova crescita economica e sociale. Andiamo a vincere”.

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