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Comunali, il rilancio del sistema universitario al centro del programma di Minicuci

Per il candidato sindaco della coalizione del centrodestra "non può esserci futuro per Reggio Calabria senza le migliori energie del nostro territorio, coloro che dovranno reggere e costruire la città del domani"

Un sistema universitario di livello nazionale e integrato nel tessuto occupazione del territorio è il principale mezzo di supporto alle giovani generazioni, aiutandole a rimanere a Reggio Calabria. Il candidato a sindaco Minicuci non ha dubbi e mette al centro del programma elettorale l’emergenza legata all’esodo dei giovani verso il nord Italia e l’estero.

"E’ una delle principali criticità da risolvere. Non può esserci futuro per Reggio Calabria senza le migliori energie del nostro territorio, coloro che dovranno reggere e costruire la città del domani. Per far crescere in maniera esponenziale il sistema universitario reggino, c’è bisogno di tessere collaborazioni e sinergie con le migliori espressioni internazionali del settore cosi da far salire i nostri atenei nelle classifiche nazionali".

In sintesi le idee progettuali per il rilancio del sistema universitario 

"Pensiamo ad una sinergia con Israele, il paese con più startup procapite al mondo (una ogni 1.800 cittadini), di cui 350 attive nella cybertechnology. Reggio Calabria deve puntare ad inserirsi nell’alto livello di formazione fornito da università specializzate sul tema della ricerca e sviluppo in materia cibernetica, come quella di Be’er Sheva con la quale abbiamo avviato i primi contatti.

La nostra intenzione -sottolinea Minicuci- è quella di creare una sede distaccata dell’Università di Enna ‘Kore’, ateneo che sta realizzando una collaborazione con Israele in tema di cyber security. Reggio Calabria sarebbe così l’unica sede del Sud Italia, Sicilia esclusa. Una sinergia di questo tipo darebbe un impulso fondamentale al nostro sistema universitario”.

Tanti i progetti inseriti nel programma, tra queste le collaborazioni con l’Università Bar-Ilan di Tel Aviv, (la seconda più grande istituzione accademica israeliana, con oltre 26.800 studenti e un personale docente di 1350 unità) e la ‘School of Economics and Management‘ di Ginevra. “Costruire ponti accademici di conoscenze e competenze con le maggiori realtà universitarie internazionali rappresenta uno dei punti crociali del nostro programma.

Solo con sinergie di questo tipo sarà possibile far crescere enormemente la qualità delle nostre università e di conseguenza favorire la permanenza dei nostri giovani nella loro terra. Il rilancio delle università è un punto cruciale ma che necessita anche di un miglioramento sensibile degli indici occupazionali.

Se il primo obiettivo è quello di far restare i giovani in Calabria una volta conclusa la scuola superiore, il secondo non può che essere quello di dargli una possibilità lavorativa senza costringerli ad abbandonare la loro terra. Non ce lo possiamo permettere, si tratta di un vero e proprio dramma sociale che per la sua risoluzione coinvolge in modo principale il Governo nazionale. Noi, senza chiacchiere o vendendo false illusioni, siamo pronti a fare la nostra parte".

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