Elezioni comunali, Putortì: "Basta campagne elettorali alla Cetto La Qualunque"

Continua senza sosta l'attività del Miti Unione del Sud. Nel pomeriggio il movimento, che sostiene la corsa di Putortì, incontrerà i componenti del Comitato di quartiere di viale Calabria-via Palmi

Fabio Putortì

Da cinque anni continuano senza sosta  le attività sul territorio di Miti Unione del Sud che questo pomeriggio,  alle ore 18.30, incontreremo i componenti del Comitato di quartiere di viale Calabria-via Palmi, e i concittadini che risiedono nella zona interessata.

"Ci fa piacere - afferma il candidato a sindaco Fabio Putortì - che sempre più cittadini stiano cominciando a rivendicare il proprio ruolo nei procedimenti di amministrazione del territorio ed a tal proposito sono in crescita i comitati civici di quartiere che abbiamo fatto costituire, negli ultimi due anni, in osservanza dell’articolo 8 del TUEL e del Regolamento comunale DCC n 95 del 2016.

Purtroppo vi è da segnalare che mentre noi da un lato promuoviamo l’apartiticità dei comitati territoriali e la loro autonomia dall’organo di indirizzo politico, dall’altro lato in Consiglio comunale si cerca di limitare la partecipazione indiscriminata di tutti i cittadini alla gestione delle risorse pubbliche".

Miti Unione del Sud ricorda "che tra le funzioni importanti dei Comitati civici di quartiere vi è quella di poter inserire le proprie proposte nel bilancio comunale e negli altri documenti programmatici, così come possono intervenire nelle fasi successive dell’impiego delle spese e nello svolgimento dei lavori attraversi delle assemblee circoscrizionali con il sindaco, l’assessore o altro organo competente.

Funzioni scomode per chi non vuol essere vincolato alla volontà dei cittadini nella gestione della spesa pubblica e non desidera essere controllato nel proprio operato, ecco perché nel 2019 si cercò in un Consiglio comunale straordinario di deliberare in sordina un Regolamento sui comitati territoriali per vincolare la loro costituzione alla convocazione dei comizi del sindaco, in contrasto con il principio normativo dell'articolo 8 del TUEL che ne sancisce invece “la libera formazione”, così come i componenti dovevano essere scelti in delle liste formate dai rappresentanti politici presenti in consiglio comunale o dei
partiti presenti in parlamento.

Un abominio antidemocratico e anticostituzionale di cui siamo riusciti a farne sospendere l’approvazione visto che vi è anche una petizione popolare in corso con delle modifiche e integrazioni alle funzioni dei Comitati territoriali e di quartiere affinché venga assicurata la natura civica e indipendente da qualsiasi
forza politica, anche perché le vigenti normative sulla partecipazione e la trasparenza prevedono che i
cittadini, nonché destinatari finali del servizio pubblico, devono essere i soggetti in grado di controllarel’operato degli amministratori e non viceversa.

Purtroppo il 13 agosto scorso, mentre si concentrava l’attenzione sulla vicenda del finanziamento o meno a
copertura del debito comunale, in un altro Consiglio comunale d’urgenza è stato piazzato in sordina il punto
sull’approvazione di un ennesimo Regolamento sui Comitati Territoriali, senza coinvolgere i cittadini ed i
comitati di quartiere nonostante la fondamentale rilevanza per la vita democratica, sociale ed economica
della comunità locale.

E questa volta sono riusciti a deliberarlo in tutta fretta, tanto che non ci è rimasta altra soluzione che effettuare una manifestazione di protesta in data 11 settembre con i rappresentanti dei comitati di
quartiere costituiti secondo l’articolo 8 del TUEL".

Per questo motivo afferma ancora Putortì "oggi restiamo allibiti dal clima surreale che sta alimentando per l’ennesima volta questa tornata elettorale. Nella nostra città vengono meno le basi democratiche che dovrebbero operare in uno Stato civile ed il pensiero unico degli altri candidati, e dei loro sostenitori in cerca di qualche effimero beneficio, si concentra sulle più disparate strategie mediatiche utili a fargli acquisire più voti possibili.

Non è sufficiente, infatti, la strategia di candidare una persona per ogni famiglia conoscente, ma si protrae
l’usanza di imbrattare edifici e aree pubbliche con miriadi di manifesti, si gareggia sulle gigantografie più sfarzose, su chi si inventa l’azione più trash, sul numero dei comunicati pubblicati ogni singolo giorno,
anche solo per dire a che ora si prende il caffè al mattino.

Precisiamo che non siamo contro la pubblicità e chi lavora in tale settore, ma se alla forma si aggiungesse
anche la sostanza sicuramente ne uscirebbe un quadro più dignitoso, oltre ad esserne tutti più avvantaggiati, soprattutto in termini di benessere economico generale.

Ma invece siamo costretti ad assistere ad altri scenari impietosi, ad esempio non capiamo cosa ci sia da
pavoneggiarsi anche di fronte le richieste di incontro ricevute da parte delle varie formazioni sociali o dagli
enti di categoria.

Non riusciamo a capire quale sia l’elemento che spinga i soggetti sopraindicati a presentare il fatto come
un risultato meritevole. L’assenza di ascolto e di dialogo, specialmente nel periodo elettorale, non è il deficit principale nel nostro territorio, piuttosto è l’assenza di risposte, soprattutto passate le elezioni, che ha sempre caratterizzato l’operato della nostra classe politica.

Precisiamo che ai nostri indirizzi arrivano le richieste di incontro, in quanto sono comuni per tutti i candidati
a sindaco, ma non capiamo quale sia il merito nell’incontrare un cittadino o un’associazione che desidera
delucidazioni sulle attività che i futuri amministratori intendono adottare".

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L’ultimo esempio è appunto la richiesta congiunta delle sigle sindacali, le quali propongono dei punti per il
rilancio della Città Metropolitana di Reggio Calabria, "tra l’altro condivisibili anche da parte nostra, ma che ad oggi non rappresenta alcun accordo di avvio lavori o risultato ottenuto in termini di benessere collettivo.
In ragione di quanto esposto, si dovrebbe cominciare a riportare questa campagna elettorale modello Cetto
La Qualunque, verso delle modalità di comunicazione più ricche di contenuti e, se si è capaci, spiegare
concretamente come si intende tradurre un’idea in fatti concreti, poiché la maggiore garanzia per
un’efficiente gestione delle risorse pubbliche non è data da chi ha lo sponsor o il partito più grosso alle
spalle ma da chi ha dimostrato concretezza, competenza, integrità e libertà di agire, prima di assumere il
ruolo istituzionale.
 

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