rotate-mobile
Domenica, 2 Ottobre 2022
L'intervista

Antonia Condemi: "Priorità a tutte le infrastrutture nel breve e medio termine"

La dirigente di Ancora Italia, candidata per Italia Sovrana e Popolare, spiega come si dovrà agire concretamente per il territorio

Presidente provinciale Codacons, di professione avvocato e impegnata negli ultimi due anni dell’emergenza pandemica in una battaglia legale per difendere cittadini e lavoratori nel diritto alla libera scelta sulla vaccinazione. Antonia Condemi, che ha ampliato la sua attività alla politica come dirigente calabrese di Ancora Italia per il voto del 25 settembre è nello scacchiere dei cinque candidati regionali della coalizione Italia Sovrana e Popolare, precisamente per l’uninominale al Senato (collegio Sud Reggio-Vibo-Catanzaro). L’abbiamo ascoltata sui punti principali del programma della coalizione, che mette insieme anime variegate ma convergenti in prevalenza dentro un’area di centrodestra.

Nella compagine di Italia Sovrana e Popolare c’è qualche connubio tra matrici molto diverse. Qual è il terreno comune su cui si sono incontrati, ad esempio, Vox e i comunisti di Marco Rizzo?

“Abbiamo in comune la lealtà. E aggiungo, non solo politica ma personale. La considero l’unica base di ogni tipo confronto”

Vi presentate come movimento alternativo e ispirato a valori traditi o svuotati, che volete restituire agli italiani. Quali sono?

“Nella Costituzione era stato concepito un paese fondato sul lavoro, sulla sovranità, sulla cultura. Nel momento in cui si demoliscono cultura, sovranità e istruzione la democrazia è condannata, non esiste più. Lo abbiamo visto nella storia attuale con l’esempio macroscopico dei vaccini e della paura che hanno dolosamente creato tra la gente. La divisione dei sudditi fa sempre bene al governo, specie se governabile, ma fa malissimo ai sudditi ed alla cultura, al valore alto e al libero pensiero”.

Parliamo di Calabria. Quali ritiene possano essere la qualità della vita attuale e le risorse finanziarie del tessuto sociale regionale?

“Domandiamo a noi stessi quale sia realmente lo status attuale e chiediamoci anche se abbiamo bisogno di verificare i dati statistici per avere confermato che il nostro territorio è sprofondato in uno stato di inedia e di debolezza finanziaria. Non è neanche necessario rammentare ai presenti che anche le migliori risorse umane, intese come giovani portatori di elevati livelli culturali e tecnici ed energie fisiche e mentali da vendere, siano andati quasi tutti altrove dedicando il meglio di se stessi all’incremento del benessere di altre regioni d’Italia o addirittura e forse più spesso di altre nazioni. Questa premessa è necessaria per fare il punto su prospettive e soluzioni estremamente realistiche e pragmatiche lasciando in cantina il libro dei sogni, i programmi e le promesse parolaie che echeggiano nelle nostre orecchie da più di trent’anni, soprattutto perché la politica tradizionale ci ha consentito di farne indigestione”.

Lei si candida per rappresentare una terra che dal governo centrale non ha mai ricevuto la giusta attenzione. Quali soluzioni propone per uscire dall’impasse che ha descritto?

“Si devono sfruttare realmente ed immediatamente le caratteristiche morfologiche e territoriali, in generale spesso simili in tutta questa regione, utilizzando una visione che consenta di scorgere in tempi brevi una differenza concreta, che si possa riflettere in benefici di benessere per tutte le famiglie”.

Passando dalle parole ai fatti, quali sono le conseguenze del suo ragionamento applicandolo in termini di strategie per il nostro territorio?

“Occorre votarsi per  operare immediatamente e costruttivamente su tutta la regione e incrementare i collegamenti, in primis quelli aerei e portuali che rappresentano a breve termine i punti nevralgici di sistema sui quali intervenire, iniziando contestualmente a lavorare con gli enti competenti per il miglioramento delle principali arterie stradali, locali e regionali. E’ sciocco ed improduttivo immaginare da adesso alberghi, grattacieli destinati all’accoglienza di turisti che non arriveranno mai perché sono scoraggiati in anticipo quando ci si rende conto che raggiungere il posto da visitare è difficoltoso e non raggiungibile se non dopo una odissea-calvario”.

La priorità per il Sud proposta da tutti i partiti è infatti quella delle infrastrutture (Ponte in testa), oltre che il lavoro. Qual è il vostro orientamento per passare da quella che da anni è propaganda teorica ad azioni concrete per lo sviluppo della Calabria?

“Il Ponte sullo Stretto lo hanno già promesso altri, quindi non ho intenzione di disturbarli e lascio che siano loro stessi a realizzarlo, se ci riusciranno. Quello di cui intendo occuparmi sono gli interventi sulla viabilità, l’alta velocità e tutto quello che è realizzabile nel medio e breve termine. Sposo tutti i temi che riguardano le infrastrutture, ma con la stessa lealtà che ho citato prima, comunico sin da ora che non sarò in grado di regalare ai miei elettori posti nella pubblica amministrazione”

In questi giorni si è registrata un’uscita pubblica del sindaco sospeso Falcomatà per invitare a votare e dare fiducia al centrosinistra. Sembra un po’ un preludio al rientro nelle sue funzioni, lei quali prospettive vede per Reggio se Falcomatà tornasse al suo posto?

“Su questo preferisco astenermi da qualsiasi commento sull’argomento e soprattutto sulla persona. Non rientrano nella mia logica gli attacchi personali né quelli cosiddetti politici, con i quali di solito non si fa altro che sparare sulla croce rossa”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Antonia Condemi: "Priorità a tutte le infrastrutture nel breve e medio termine"

ReggioToday è in caricamento