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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Il vademecum

Elezioni politiche 2022, come si vota il 25 settembre

Si andrà al voto con due novità: da un lato i parlamentari sono stati ridotti del 30% e per la prima volta non ci sarà più il limite d'età dei 25 anni per votare al Senato. Ecco come cambia la scheda elettorale

Come funziona la legge elettorale, come si volta alle urne e come sono diversi i due sistemi elettorali del Rosatellum, tra collegi plurinominali da eleggere con il proporzionale e collegi uninominali da votare con il sistema maggioritario.

Sono tra le domande che gli italiani si stanno facendo in vista della tornata elettorale che il 25 settembre, dopo cinque anni e tre governi diversi, porterà ad un nuovo parlamento e poi ad un nuovo governo. Si andrà al voto con due importanti novità: da un lato i parlamentari sono stati ridotti del 30% e per la prima volta non ci sarà più il limite d'età dei 25 anni per votare al Senato e tutti i cittadini con più di 18 anni avranno entrambe le schede elettorali da compilare e inserire nell'urna.

I collegi proporzionali e quelli uninominali

Come previsto dalla legge elettorale l'Italia è divisa in collegi con un dato numero di elettori, all'interno delle quali i partiti e le coalizioni presentano liste con i propri candidati. Nei collegi plurinominali vige il meccanismo proporzionale, dove ogni partito o coalizione presenta una lista di candidati e ottiene i seggi in base ai voti ottenuti, purché superi la soglia di sbarramento del 3% (10% per le coalizioni). In questo modo vengono assegnati 392 seggi per la Camera e 122 per il Senato.

Il restante 37% dei parlamentari vegono scelti attraverso i collegi uninominali (147 per la Camera e 74 al Senato) dove vince il candidato che prende, in un turno unico, anche solo un voto in più rispetto agli altri. Restano poi 12 collegi appartenenti alla Circoscrizione estera che decretano 8 deputati e 4 senatori.

Come si vota

Al seggio, l'elettore riceverà due schede identiche ma una di colore rosa per l'elezione della Camera e una di colore giallo per il Senato. Ogni elettore dispone di un voto unico ma ha diversi modi per farlo valere:

  • si può tracciare un segno sul nome del candidato uninominale che si presenta con un partito o con una coalizione di essi, assegnando un voto al candidato e alla lista collegata, e viceversa sul candidato per darlo anche alla sua lista.
  • se invece la X è per un candidato uninominale collegato a più liste in coalizione, il voto viene ripartito tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti nel collegio.
  • si può altrimenti decidere di segnare il nominativo del candidato del collegio uninominale e il contrassegno della lista per dare il proprio voto sia al candidato sia alla lista e ai suoi candidati plurinominali.
  • si può tracciare una duplice X sul contrassegno della lista e i candidati nel collegio plurinominale della lista stessa diventa un voto valido per la lista e per il suo candidato uninominale.

Non è valido il voto digiunto

Non si può votare in modo disgiunto ossia decidere di tracciare un segno sul nome di un candidato uninominale e poi sul contrassegno di una lista ad esso non collegato, pena la nullità della scheda. Allo stesso modo, non è proprio possibile esprimere una preferenza specifica per i candidati proporzionali indicati vicino al simbolo della lista, definiti bloccati proprio perché l'eventuale elezione avviene in ordine di presentazione.

Che cos'è il Rosatellum

(fonte Today.it)

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