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Gli scenari del dimensionamento

Scuola, comunicati gli elenchi dei docenti perdenti posto a Reggio Calabria

L'ambito territoriale ha inviato l'avviso per ogni ciclo d'istruzione, e nella nostra provincia quasi cento insegnanti dovranno essere trasferiti

"Avevano detto che sarebbe stato indolore, invece il dimensionamento scolastico sta già mostrando i suoi effetti anche sul personale docente". A dirlo è Michele Mileto, segretario provinciale Reggio Calabria del sindacato Sinatas-Fgu Gilda Unams. Dati alla mano, che sono i numeri degli insegnanti soprannumerari comunicati alle scuole del territorio metropolitano dall'ambito territoriale dell'ufficio scolastico. "Sono circa un centinaio  - afferma Mileto - e certamente non vogliamo fare allarmismo perché precisiamo che perdenti posto non significa licenziamenti. Ma questi docenti dovranno ora essere spostati altrove e si accingono a fare domanda di trasferimento con uno stato d'animo che non è sereno per chi dovrà lavorare a diversi chilometri di distanza e non sa dove ci sarà disponibilità. Se questo non è niente chiediamolo ai pendolari che a Palmi dopo anni hanno perso il posto di lavoro e ora sono costretti a lunghe trasferte".

In dettaglio, per la provincia di Reggio Calabria sono stati comunicati per il secondo grado 40 soprannumerari; per il primo grado 21, distribuiti nelle varie classi di concorso; 17 nella primaria; 14 nell'infanzia; a cui si aggiungono altre unità per sostegno e lingua inglese. 

Uno scenario allarmante per i docenti reggini, soprattutto nel saldo occupazionale, come spiega ancora Michele Mileto. "Se è vero che non ci sarà tecnicamente una riduzione perché i posti saranno mantenuti con sedi diverse, dobbiamo ragionare anche da un'altra prospettiva. Non ci saranno nuove assunzioni e a seguito degli accorpamenti ovviamente non avremo nuovi dirigenti. Una situazione che già caratterizza da tempo gli insegnanti di alcune discipline, ad esempio nella classe 046, scienze giuridiche ed economiche, bloccata proprio a causa di 23 soprannumerari, che impediscono di indire nuovi concorsi". A farne le spese sarà soprattutto la platea dei precari destinati a restare tali e che non possono sperare neanche nelle novità annunciate da Valditara, ad esempio quella sulla continuità per i docenti di sostegno. "Il ministro dovrebbe spiegarci come si farà e se è forse previsto un apposito decreto - replica il dirigente sindacale - perché sulla base dell'attuale contratto non è possibile neanche con un insegnante di ruolo che fosse soprannumerario".

Non tutti i sindacati hanno la stessa visione. Secondo altri il dimensionamento sarò vantaggioso nei maxiplessi in cui con un unico dirigente sarà necessario un rafforzamento del personale amministrativo (per il quale l'Atp ha già comunicato i dsga perdenti scuole e quelli confermati dopo la riduzione delle autonomie). Mileto, che sul tema si era già espresso in passato, ribadisce: "La situazione degli ata è un altro capitolo, che vedremo nei prossimi mesi, ma sottolineamo che i tagli non riguarderanno solo dirigente scolastico e direttore dei servizi amministrativi, anche se questo è quello che il governo vuole far credere. Il 1 settembre 2024 le decurtazioni avverranno per altre unità di personale in tutte le scuole accorpate, ed è già successo in passato con il dimensionamento voluto dagli ex ministri Gelmini e Tremonti". 

Tornando ai docenti, entro cinque giorni dalla comunicazione di soprannumerarietà, ricordiamo che gli individuati, per evitare l'assegnazione a una sede d'ufficio, hanno la facoltà di presentare di propria iniziativa una domanda di mobilità. Perdendo la cattedra nella scuola in cui sono in servizio, possono partecipare alle operazioni ordinarie di mobilità interprovinciale come tutti gli altri insegnanti, oppure scegliere la mobilità condizionata. In questo modo, se durante i movimenti si dovesse liberare un posto nella scuola di titolarità, la domanda non verrà presa in considerazione e il docente verrà riassorbito nella stessa scuola. Inoltre, per un periodo di otto anni, si configura un diritto al rientro con precedenza nella scuola da cui era stato trasferito in quanto soprannumerario. 

"A questo punto - continua Michele Mileto - l'unica cosa giusta da fare sarebbe una massiccia mobilitazione pubblica. Non si può restare in silenzio e accettare passivamente. Soprattutto nelle nostre aree più isolate, il dimensionamento aggraverà i problemi già esistenti con il calo demografico, che ci porterà a perdere un migliaio di alunni che non si iscriveranno nella scuola dell'infanzia". 

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