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In campo con Libera e Csi Reggio Calabria tra memoria, racconto e partecipazione

Il resoconto del Cantiere Educativo sportivo e sociale promosso nell'ambito della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia

All'interno delle iniziative promosse in occasione della XXIX Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, Csi Reggio Calabria e il coordinamento di Libera Reggio Calabria, guidato da Elena Crucitti, hanno promosso il Cantiere educativo sportivo e sociale: "In campo tra memoria, racconto e partecipazione. Gioco, diritti e comunità".

L'attività è inserita all'interno del progetto Arianna Fuori dal Labirinto, selezionato da Con i nambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. La settimana ha coinvolto quaranta società sportive del territorio, circa trecento atleti, trenta operatori tra educatori, animatori, istruttori e volontari, quattro comuni della Città metropolitana e cinque centri sportivi.

L'idea della rete messa in campo è stata quella di sviluppare percorsi educativi e di cittadinanza con l'obiettivo di generare processi di cambiamento attraverso il gioco, la partecipazione e lo sport, garantendo diritti e opportunità per tanti ragazzi e favorendo la nascita, a Reggio Calabria, di una e vera e propria comunità educante nello sport.

Si è partiti domenica 17 con la tappa del Match Day Experience al PalaCsi di Gallina, un torneo giovanile di calcio a 5 preceduto dalla lettura, da parte dei ragazzi della società sportive giovanili presenti, dei nomi delle giovani vittime innocenti delle mafie. Un momento emozionante, rafforzato dal un laboratorio educativo all'interno dello spogliatoio sul valore del fare memoria e sul significato e l'importanza delle scelte di legalità.

L'esperienza del ricordo delle vittime ha caratterizzato tutta la settimana con l'attività: "O Capitano. Mio Capitano!". Infatti, tutte le squadre partecipanti alla fase provinciale dei campionati nazionali di pallavolo, pallacanestro e calcio a 5 del Csi Reggio Calabria, hanno ricordato e approfondito la storia di una vittima calabrese di mafia. Un segno che ha caratterizzato tutta l'attività sportiva Csi in questi giorni.

Martedì 19, il bene confiscato Samarcanda, ex sala giochi e luogo di disvalore per tantissimi giovani della nostra città, ha ospitato il torneo giovanile di dama, promosso dall'associazione Il Bianco e Nero, sapientemente coordinata da Antonino Cilione. I ragazzi partecipanti, prima dell'inizio del torneo, hanno approfondito alcune storie dei bambini vittime dell'aggressione mafiosa.

La gara simbolo dell'iniziativa è stata quella di giovedì 21 presso il Centro sportivo Maestrelli. In campo la polisportiva San Nicola Gallina e i ragazzi della polisportiva Arghilla a Colori, esperienza educativa nata sette anni fa nel fragilissimo e complesso territorio di Arghilla.

Venerdì 22, l'Istituto Comprensivo Gallico-Boccioni- Lazzarino di Reggio Calabria ha ospitato il laboratorio guidato da Santo Nicito. L'obiettivo è stato quella di sviluppare un percorso educativo e di riflessione sul tema della memoria, attraverso l’approfondimento di alcune storie, tutto finalizzato alla realizzazione di un elaborato finale da parte dei ragazzi.

Il fine settimana è stato caratterizzato dalla seconda edizione del trofeo polisportivo "Dodò Gabriele 2024", giovane di appena 11anni, vittima innocente di mafia, ammazzato mentre giocava a calcetto nel 2009. Sabato 23, il centro sportivo Barbaro di Gioia Tauro, ha ospitato oltre centocinquanta ragazzi tra gli 8 e i 12 anni per le attività di calcio a 7 in ricordo del piccolo Dodò.

La referente Csi sport e disabilità Mariangela Giovinazzo, affiancata dai tecnici della Cantera Gioiese, ha coordinato un pomeriggio intensissimo, con le partite precedute dal racconto delle storie dei tanti piccoli calabresi ammazzati dalla criminalità e dal laboratorio sul valore della pace.

Domenica 23, al PalaColorCsi di Pellaro, la tappa del torneo giovanile di pallacanestro Sport&Go in ricordo di Dodò Gabriele. Una mattinata, guidata dal responsabile pallacanestro Csi Armando Russo. Due giornate che hanno coinvolto oltre duecento ragazzini, famiglie e tantissimi istruttori del territorio metropolitano di Reggio Calabria.

Educatori e volontari Csi hanno guidato i ragazzi a confrontarsi e dialogare, scegliendo un messaggio di speranza, in ricordo delle vittime di mafia, partendo da una parola chiave e da un simbolo che li accompagnerà durante i prossimi mesi di sport. Si è sviluppato, di fatto, un grande e significativo "manifesto dello sport educativo" che vuole rappresentare tutto il territorio metropolitano di Reggio Calabria.

A tutte le attività promosse hanno preso parte anche i ragazzi e gli adulti che da due anni svolgono i percorsi di messa alla prova all'interno delle attività Csi. Ancora una grande e significativa esperienza in campo, un segno che
caratterizza l'azione sportivo ed educativa del Csi Reggio Calabria. Minori in Map ad arbitrare o animare e adulti impegnati accanto alle società sportive o a sostegno dell'azione dell'equipe Csi.

Un percorso di legalità realizzato attraverso gesti, scelte e azioni concrete. Le parole, per una volta, lasciamo campo aperto ai volti, alle storie e ai percorsi che, ormai da tempo, stanno caratterizzando questo pezzo di territorio.

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