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In viaggio con i Bronzi di Riace

Dalla nave fantasma al rilancio internazionale, i Bronzi come ponte tra la città e il mondo

A cinquant'anni dal ritrovamento a fare il punto lo storico Francesco Arillotta: "Occasione per ricostruire una collocazione nel turismo mondiale"

Manca poco al cinquantenario della più grande scoperta archeologica del XX secolo: i Bronzi di Riace. Il nostro viaggio per conoscere da vicino i due colossi della Magna Grecia, che a distanza di anni continuano a destare interesse e curiosità negli studiosi di tutto il mondo, continua con il professor Francesco Arillotta.

"Quando, il 16 agosto 1972 - dichiara lo storico - Stefano Mariottini fece, sul fondale sabbioso del mare di Riace, l'importante ritrovamento tutti pensammo che la fortuna aveva fatto a Reggio Calabria un grossissimo regalo; quasi a compenso dei tanti momenti negativi che la città ha dovuto subire durante la sua trimillenaria esistenza.

La sensazione sembrava confermata quando, nel 1982, dopo dieci anni di restauri, le due statue bronzee trovarono adeguata collocazione nella vasta, luminosa sala inferiore del nostro Museo nazionale. L’interesse che esse avevano suscitato in occasione di una prima loro esposizione nelle sale del Quirinale, fu ampiamente ribadito qui, a Reggio. Tutti ricordiamo le lunghe file di turisti in paziente attesa di poter entrare nell’affollatissimo Museo. Le cifre ufficiali parlano di oltre 700.000 visitatori nel 1982, di poco meno nel 1983, è così via. E tutti sognammo il lancio internazionale del turismo reggino".

Arillotta Franco-2In realtà, come sottolinea lo studioso, il rilancio del turismo per la città non c'è mai stato: "Forse le categorie commerciali - continua - non seppero adeguarsi alla particolare occasione che si presentava loro. Forse la grave lacuna numerica di una ricettività qualificata pesò negativamente sulle possibilità di accoglienza del forestiero".

Ma per i cinquant'anni come potrebbe la città essere parte integrante di un progetto di rilancio turistico?  "Oggi si potrebbe impostare un discorso completamente nuovo - aggiunge - facendo riprendere alla città quella collocazione nel turismo mondiale che aveva raggiunto, che non è riuscita a mantenere, e che però potrebbe sicuramente riconquistare.

Il termine “festeggiamenti” confesso che non mi piace: non si tratta di programmare una serie di pur vivaci manifestazioni fine a se stesse, ma di cogliere questa nuova occasione per costruire un rapporto duraturo tra la città e il mondo".

Tra prospettive e preparativi per l'imminente anniversario sono ancora tanti gli interrogativi a cui oggi non si riesce a dare una risposta: "Uno dei misteri più profondi della vicenda “Bronzi di Riace” - prosegue lo storico reggino -  è quello della nave che trasportava le due, e non più di due, per motivi anche di tonnellaggio – statue. Dov’è questa nave? Ritrovarla, significherebbe rispondere a tante domande che da cinquant’anni ci facciamo in proposito.

E realizzare, con i suoi resti,una coinvolgente struttura museale, a Riace, significherebbe consentire anche a quel ridente centro dell’affascinante Costa Ionica di occupare, nel rilancio generale, quello spazio che, tutto sommato, gli spetta".

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