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Domenica, 23 Giugno 2024
L'agonia del Tito Minniti

L'aeroporto Tito Minniti va gestito da una società dello Stretto, la proposta del deputato Tucci

Il parlamentare M5S ha presentato i contenuti dell'interrogazione a Salvini dove c'è anche l'idea di un nuovo aeroporto, che fa discutere

La conferenza stampa di stamattina all'hotel del Torrione è stata convocata per illustrare le iniziative per salvare e rilanciare l'aeroporto di Reggio del parlamentare M5S Riccardo Tucci e l'interrogazione presentata al ministro Salvini insieme alla collega Angela Raffa, ma inevitabilmente il dibattito in sala si è ampliato al sentire collettivo di istituzioni cittadine e reggini sulla sorte del Tito Minniti. Invitati e presenti i sindaci facenti funzioni di Comune e Città Metropolitana Paolo Brunetti e Carmelo Versace, entrambi hanno espresso un concetto chiarissimo: a Reggio sulla questione aeroporto la pazienza è finita. "In consiglio comunale - ha detto Brunetti - avevo denunciato una precisa volontà politica di affossare il Minniti a vantaggio di Lamezia e sono felicissimo di aver usato queste parole perché in quel momento sembra si siano svegliati tutti dopo mesi di silenzio. Poi però - ha aggiunto - nessuno ha portato una soluzione e sono partiti gli insulti a comune, città metropolitana e il sindaco sospeso per attribuire colpe e responsabilità. Se questo è l'andazzo, se le forze politiche positive non si uniscono, l'aeroporto di Reggio Calabria non volerà mai". Significativo anche che l'interrogazione a Salvini (che segue precedenti richieste a favore del Tito Minniti) sia iniziativa di un parlamentare vibonese e non di uno dei colleghi reggini, i quali peraltro nella polemica infuriata negli ultimi giorni non hanno finora rilasciato dichiarazioni.

Brunetti e Versace: "Abbiamo atteso ma a Reggio la pazienza è finita"

Sulla partecipazione alla conferenza stampa di Tucci insieme all'attivista pentastellato Fabio Foti, presidente del Meetup reggino, Brunetti ha dichiarato: "Io appartengo a  Reggio e oggi sarei qui anche se mi avessero invitato partiti di altra area. Tengo a precisare che le istituzioni sull'aeroporto non hanno dormito, noi abbiamo rispettato il percorso che ci era stato garantito da Regione e Sacal e abbiamo aspettato. Forse siamo stati troppo fiduciosi nelle loro promesse, questo è stato il nostro principale errore". 

Carmelo Versace tra poche ore avrebbe dovuto essere in Senato a Roma per un altro evento importante, legato alla promozione della Varia di Palmi, ma ha dato priorità all'aeroporto (proprio dal sindaco metropolitano nei giorni scorsi erano arrivate prese di posizioni molto dure a seguito di dichiarazioni giustificazioniste dell'amministrazione unico Sacal Marco Franchini). Con una battuta amara potremmo dire che se il Tito Minniti fosse stato quello dei tempi d'oro sarebbe riuscito a partire ugualmente. 

Uno dei fulcri della proposta di Tucci al ministro è la subconcessione della gestione dello scalo reggino a una società composta da istituzioni territoriali dello Stretto, e Versace ha ricordato il lavoro compiuto proprio in questa direzione dalla task force comunale presieduta dall'avvocato Salvatore Chindemi mentre si compiva l'iter catastrofico per il Minniti, dal fallimento di Sogas al bando con Sacal unica partecipante, e il tentativo di entrare nella governance comprando una quota del 10% con 2 milioni di euro. "E' stato il mio primo atto come città metropolitana - ha spiegato - ma sapevamo che bisognava cambiare lo statuto e che la Regione doveva dare parere favorevole. Risposero picche e lo stesso è accaduto quando abbiamo chiesto accesso agli atti sia sul piano industriale che sul dossier commissionato per analizzare la possibilità di rimuovere le limitazioni nel nostro aeroporto". Poi la paziente attesa di vedere attuati i dodici progetti per Reggio del piano di sviluppo regionale e il fallimento degli ultimi bandi. "Spero che su questo argomento - ha concluso - si entri solo nel merito e con informazioni esatte. Non è nostra intenzione far pensare che qui oggi ci siano parti politiche che vogliono instaurare un conflitto bellico con la Regione, ma siamo stanchi di ascoltare proclami che non si realizzano sul decollo del nostro aeroporto". 

L'interrogazione a Salvini, la subconcessione e l'ipotesi di un nuovo aeoporto

La creazione di un soggetto interistituzionale delle città metropolitane dello Stretto che ottenga da Sacal una subconcessione, al centro dell'interrogazione di Tucci e Raffa, è una strada già avviata dalla città metropolitana in interlocuzione con il sindaco messinese Federico Basile. Ma l'altro importante punto del testo dei grillini è l'idea di una nuova aerostazione che serva l'utenza reggina e messinese. Territorialmente ubicata a Reggio, assicurano i parlamentari, fugando il dubbio (ragionevole) di un interesse diverso dell'altra riva strettese, dove non è un mistero da anni si promuova uno scalo per la valle del Mela. Tucci riferisce invece di una visione su Reggio condivisa proprio con Basile, che forse avrebbe potuto essere suffragata dalla presenza stamattina, se non di Angela Raffa, di altri parlamentari pentastellati siciliani, impossibilitati a intervenire in conferenza stampa.

Il deputato Cinquestelle sottolinea: "La gestione Sacal sta portando l'aeroporto di Reggio a morire e l'unico intervento previsto è quello di rifare una facciata che cade a pezzi spendendo 60 milioni di euro. Noi abbiamo detto al ministro di valutare alcuni preventivi esistenti, che con la metà della cifra, 30 milioni, permettono di creare uno scalo nuovo con l'intermodalità prevista per Messina, perfetto per un bacino di oltre un milione di persone". La competizione, aggiunge, non dev'essere con Lamezia: "Il Tito Minniti resta il primo è più importante scalo calabrese e io sono ottimista perché da questo governo che si presenta come attento alle innovazioni mi aspetto una risposta positiva. Così scopriremo se c'è davvero la volontà politica, a livello regionale e nazionale, di non far morire questo aeroporto. In caso contrario, dovranno prendersene la responsabilità".

L'ipotetico nuovo aeroporto potrebbe sorgere nella zona di San Gregorio-San Leo, interessata anche dal progetto Mediterranean Life di polo turistico e sede diportistica, e nell'interrogazione si fa riferimento all'istituzione di una Zes (richiesta anche da un gruppo di imprenditori reggini guidati da Giuseppe Falduto) spostando quella attuale, incredibilmente situata tra le piste del Tito Minniti. Ma stamattina Carmelo Versace ha detto quello che a Reggio, quando si è nominato uno scalo nuovo, hanno pensato moltissimi: "Non è mancanza di fiducia e non so se è una soluzione praticabile anche per costi, ma abbiamo già un aeroporto e credo si debba lavorare su questo. Con l'aria che tira, la nostra paura è che chiudendo il Tito Minniti poi ci sarà il nulla". 

Per le amministrazioni reggine la partita da giocare è più quella della subconcessione, ma Tucci ha affermato che una governance locale sarebbe comunque necessaria anche nel caso di una nuova infrastruttura: "I numeri dell'aeroporto di Reggio ci dicono che la gestione di Sacal di fatto non esiste e ne serve una vera, ed è chiaro che la società composta dagli enti del territorio dovrà essere messa nelle condizioni economiche di lavorare con risorse specifiche". 

Foti elenca i numeri da brivido del declino: "Nel Cis mancano gli interventi davvero necessari"

Da 700.000 passeggeri a 150.000 in pochi anni. Fabio Foti ha affrontato l'argomento con le cifre da brividi del declino dell'aeroporto di Reggio: "I problemi sono diversi e riguardano sia l'infrastruttura che le limitazioni presenti in tutti gli aeroporti ma che qui sono state strumentalizzate per portarci a un operativo voli assolutamente inadeguato per la comunità che lo scalo serve". Detto in termini netti: "O Sacal fa la società di gestione del sistema aeroportuale calabrese o fa la società di Lamezia e Catanzaro". Nero su bianco, tra i azionisti non figura nessun soggetto della provincia di Reggio. Con l'aggravante che dopo il riacquisto della maggioranza pubblica da parte del governatore Occhiuto, il Tito Minniti continua a "essere mortificato da un piano industriale inadeguato". Foti ha ricordato come nel Cis Volare non sono previsti interventi davvero necessari come la modifica del sentiero di atterraggio della pista 33 ma anche la rimozione degli ostacoli presenti su due fabbricanti prospicienti la testata della pista 15. In cambio il surreale rifacimento di una pista considerata la migliore d'Italia. 

L'obiettivo in fondo è elementare, perché il rilancio passa dall'aumento dei voli e la riduzione dei costi dei biglietti. Usando le risorse disponibili anziché sperare nell'esito di bandi evidentemente non vantaggiosi. "L'aumento dei passeggeri con più voli a/r per gli hub di Roma e Milano - dice ancora Foti - permetterebbe alle compagnie di ammortizzare i maggiori costi dei pernottamenti degli equipaggi, perché il riempimento dei vettori aumenterebbe dall'attuale 62% a oltre 80%".

Nell'interrogazione si sostiene la subconcessione quinquennale a una costituenda società dello Stretto ma esiste anche la possibilità (ventilata lo scorso anno dalla task force comunale) di un'azione giudiziaria fino alla corte europea per la revoca della concessione Sacal da parte di Enac, con la motivazione dei gravi inadempimenti contrattuali legati al piano di sviluppo e gestione dello scalo reggino.

Appello delle istituzioni alla cittadinanza: "Pronti anche a scendere in piazza"

Le istituzioni reggine hanno confermato la loro volontà di contribuire a tutte le iniziative utili alla salvezza del Tito Minniti, comprese quelle esposte nell'interrogazione di Tucci e Raffa. Ma ora si chiede un sussulto anche da politica e cittadinanza. Brunetti ha ribadito: "Se si vuole chiudere il Minniti lo dicano apertamente, e vengano a dirlo qui, a Reggio". Applausi in sala hanno accompagnato l'appello di Carmelo Versace: "Il tempo è scaduto, non ne possiamo più. Abbiamo difeso la Reggina dalla prospettiva del fallimento, ora serve uno scatto di orgoglio per l'aeroporto, dobbiamo essere pronti a scendere in piazza".

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