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Martedì, 28 Maggio 2024
La testimonianza

Sydney, il racconto di Mary Musicò: "Abbiamo paura, l'orrore è entrato nelle nostre abitudini quotidiane"

Originaria di Reggio e residente nella capitale australiana, la giovane madre come tutti frequenta giornalmente il centro dove è avvenuto l'attentato

"È stato uno shock e lo è ancora adesso, per tutti e soprattutto per noi mamme. Quando poi è arrivata la notizia della bambina, è stato ancora peggio. Non si può neanche pensare che tu esci con la tua bambina, la tua prima bambina di soli 9 mesi, con l'idea di fare una tranquilla passeggiata per trascorrere del tempo con lei, e invece non tornerai più a casa. E c’è anche la probabilità che la tua bambina non sopravviva".

Sono le parole commosse e inquiete di Mary Musicò, consulente di orientamento presso l'università Tafe Nsw di Sydney, il giorno dopo l'attentato nel centro commerciale della metropoli australiana che ha suscitato paura e sconcerto in tutto il paese. Mary è originaria di Reggio Calabria, ma dal 2015 vive a Sydney con il marito Daniele Barresi, artista e intagliatore nato a Bagnara, e i loro bambini: la minore proprio oggi ha festeggiato il suo secondo compleanno. Un party all'aria aperta sotto un sole caldo, tra colori pastello, palloncino e tanti bambini allegri. Il destino fa sfiorare vite e persone in modo imprevedibile e spesso agghiacciante: una madre soffia le candeline sulla torta della sua piccola, mentre poche ore prima un'altra, vittima di un folle gesto, ha dovuto abbandonare per sempre l'adorata figlia. 

A Sydney in questo momento è sera inoltrata e si avvicina la notte. L'attentatore che ieri pomeriggio ha assaltato diverse persone nel centro commerciale Westfield di Bondi Junction, causando sei morti e numerosi feriti, ha anche lui perso la vita, fermato da una poliziotta. Identificato dalle forze dell'ordine australiane, è stato accertato oggi che non era un terrorista ma uno psicopatico. Avrebbe agito spinto dalle sue turbe mentali, senza un movente, seminando terrore e lasciandosi dietro una scia di lutti assurdi. Messi a letto i suoi bambini felici e stanchi dopo la frenesia del B-day, Mary ripensa a quanto è accaduto. "Siamo tutti vicini a tutte queste povere famiglie distrutte - continua - Al momento dell'attacco anche io mi trovavo in uno di questi centri commerciali, per fortuna non in quello in cui è avvenuta l'aggressione. Sì, mi sento fortunata, ma questo non basta... non basta per sopprimere la paura di andare in giro e condurre la mia vita normale. Oggi stavamo festeggiando il compleanno di mia figlia, e ad ogni persona che vedevamo passare avevamo sempre quel timore, l'ombra di un brutto pensiero che tornava alla mente. Tutte noi mamme ci domandavamo: e se quel pazzo fosse stato qui adesso? Saremmo state noi le sfortunate. I nostri figli".

Mary Musicò ripercorre la giornata di ieri, simile a un undici settembre per gli abitanti di Sydney: "È stato scioccante già dalle prime news, quando nel pomeriggio la radio parlava di che questo pazzo entrato nel centro commerciale di una catena che siamo abituati a frequentare tutti i giorni, con i nostri figli. Ci andiamo per commissioni varie e anche per far giocare i nostri bambini negli shared playground". Sarebbe potuto accadere a chiunque, e la più popolosa città australiana è immersa in un'atmosfera di trauma. "Abbiamo ancora paura ad andare in giro - confida la giovane student sales advisor - non ci sentiamo al sicuro. Personalmente sono grata alla poliziotta che con grande coraggio e rischiando la sua incolumità è riuscita a fermare l'aggressore, tutti noi la consideriamo eroica: altre vite avrebbero potuto essere spezzate e lei lo ha impedito".

Tempo fa, ricorda Mary, un attacco con modalità simili si era verificato in un altro centro commerciale australiano. "Se ci penso, questo fa crescere la mia paura. E se ci fosse qualcosa, un germe violento, che si sta diffondendo tra le persone malate di mente? Qui non abbiamo mai pensato che in giro ci sia gente capace di tali atrocità, ma a questo punto temiamo che ovunque possa spuntare un pazzo del genere, pronto ad attaccarci senza motivo".

"C’è tanta paura - continua - perché l’orrore è letteralmente entrato nelle nostre vite, nelle nostre abitudini quotidiane". 
Dopo la drammatica notizia, da Reggio la famiglia di Mary ha vissuto attimi di immensa preoccupazione. "I miei parenti mi hanno subito contattata per informarsi se stessimo tutti bene, erano molto agitati. Sono venuti qui molte volte e sanno  che i Westfields sono nelle nostre abitudini giornaliere. Per questo sono stati sono stati subito avvolti dal panico". Nella bellissima e trafficata Sydney, tra i luoghi con la più alta qualità della vita al mondo, Mary e i suoi cari dovranno adesso superare lo choc e soprattutto tranquillizzare i figli mettendoli al riparo dalla paura. Ma per tutti è ancora il tempo del cordoglio per la giovane mamma Ash Good, che come un angelo custode con il suo corpo ha fatto scudo alla figlioletta, ricevendo le mortali coltellate dell'aggressore. In post e reel il suo viso sorridente, fiocchetti neri e candele accese in segno di preghiera. 

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