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Autonomia differenziata, Calderoli in Calabria per "riequilibrare i divari esistenti"

Il ministro leghista ha incontrato il governatore Occhiuto, il presidente degli industriali Ferrara e il segretario della Cisl Russo

E' arrivato in Calabria il ministro leghista Roberto Calderoli. Incontra, nel palazzo della Regione, il governatore Occhiuto e la giunta regionale. E' qui per parlare di Pnrr e anche per spiegare la sua idea di autonomia differenziata per le Regioni, un'idea che è però già avanti visto che il ministro leghista l'ha già presentata in presidenza del Consiglio dei ministri. Un disegno di legge che di fatto ha già spaccato la triade sindacale in Calabria, ma che ha messo in agitazione molti presidente di Regione. 

Sindacati e governatori, dunque, sono sul piede di guerra anche perchè Calderoli ha di fatto bypassato la conferenza Stato-Regioni, evitando di condividere il testo del disegno di legge. 

Qui in Calabria, oggi, al tavolo con il ministro si è seduto solo il segretario regionale della Cisl Tonino Russo, seppur critico, per capire cosa accade e il presidente di Confindustria Ferrara. Cgil e Uil hanno rifiutato. 

Dal canto suo Roberto Occhiuto, in conferenza stampa alla Cittadella, afferma che "Non ho nessun pregiudizio nei confronti dell’autonomia differenziata” e aggiunge "se nel testo di legge troveranno attuazione anche le parti della Costituzione relative ai livelli essenziali delle prestazioni, (che adesso sono garantiti all'articolo 117  e che la Costituzione vuole che vengano garantiti su tutto il territorio nazionale) e alla perequazione, ritengo che l’autonomia differenziata sia una grande opportunità". Poi Roberto Occhiuto aggunge che l'autonomia differenziata sarebbe utile anche per le politiche energetiche di ogni regione”.

Il ministro Calderoli spiega che l'idea che a per l'autonomia differenziata non vuole assolutamente penalizzare nessuno ma  "piuttosto creare le condizioni per riequilibrare i divari esistenti. Nessuna Regione potrà correre in avanti, ma sola l’attuazione delle potenzialità delle Regioni”.

Dice Calderoli: " "Ho previsto che debbano essere definiti i Lep, i costi ed i fabbisogni standard. La spesa storica sarà un'operazione trasparenza per verificare come i soldi siano stati spesi in passato, se bene o se male e che fine abbiano fatto. Sono dell'idea che ogni regione deve essere messa in condizione di dare il massimo. Se ha dei deficit, ad esempio, a livello di istruzione, o in altre materie di competenze, questi devono essere riallineati e superati".

Poi aggiunge: "La nostra Costituzione ha 75 anni ed il deficit e la sperequazione sono un dato di fatto, non una cosa che stiamo portando. Noi cerchiamo uno strumento per superare quella sperequazione. Il dato di fatto è che il centralismo ha portato a questo stato dell'arte. Dall'analisi della spesa storica verranno delle sorprese se qualcuno ha ricevuto di meno in passato credo che quello gli vada compensato".

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