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Giovedì, 19 Maggio 2022
La protesta / Bagaladi

A Bagaladi le campane non suonano più al mattino ed il paese non ci sta

Dopo le proteste di un singolo cittadino, adesso è partita la raccolta firme per chiedere il ripristino al vescovo

La mattina presto il suono delle campane dell'antica chiesa di San Teodoro, a Bagaladi, non si sente più. Le due bellissime campane di bronzo sono state messe a tacere. Nel borgo aspromontano, infatti, dopo le continue lamentele di un cittadino, non residente,  è arrivato il provvedimento che ha silenziato le campane delle sei e mezzo e delle sette del mattino.

Erano venti secondi di scampanellio, per il buon giorno al paese e poi dalle ore 7 in poi i rintocchi per segnare l'ora. Troppo rumore per qualcuno, ma i cittadini di Bagaladi non ci stanno e per questo è partita una raccolta firma per chiedere che le campane continuino a suonare, come sempre.

La signora Mimma Tripodi è la proprietaria del bar Centrale e racconta: "Le campane davano il buongiorno alle 6,30 e poi ogni ora contavano il tempo. Avere la melodia delle campane al risveglio è una tradizione, ormai, per noi di Bagaladi e manca davvero tanto poterla ascoltare. Non capisco che fastidio può dare, per me era una compagnia piacevole. Stiamo raccogliendo le firme e spero che possano ritornare a suonare presto".

"Sto raccogliendo personalmente le firme - spiega Pasquale Tuscano - ed entro domenica le consegneremo al vescovo. Abbiamo parlato prima con il vicario don Domenico Nucera e ci ha speigato che è necessario rivolgerci a mons. Morrone, e noi faremo così. Tutti stanno firmando per avere il suono delle campane". 

Il vicesindaco Antonino Marrapodi, usa i social per dire quello che pensa e afferma:  "Le campane suonano per ciascuno di noi e per la comunità nel suo insieme. Le campane suonano per il singolo che ha il diritto di esprimere un possibile fastidio da esse arrecato e suonano per gran parte della comunità, cui adesso manca quella melodia mattutina che ci ricorda l'immancabile presenza divina e scandisce l'inizio della giornata, riempiendo i cuori. 

Suonano per chi ha deciso di sospendere momentaneamente questo suono, nell'attesa di valutare il merito della questione ma che maggior precauzione avrebbe dovuto assumere nell'affidare celermente alla nostra comunità una guida spirituale. Suonano per chi sta supplendo in questo ruolo e si è attivato per approfondire quanto avvenuto. Suonano per chi amministra questa comunità e, pur non dovendo entrare a gamba tesa in questa vicenda, reputa debbano essere contemperati le richieste del singolo e i bisogni spirituali della comunità: esistono possibili soluzioni che vanno in questa direzione e dovranno essere ponderate nelle sedi opportune.

Suonano per rammentarci che ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ciascuno la propria indignazione ma che questioni come questa di ordine tecnico-amministrativo e spirituale-morale devono essere risolte seguendo norme e buon senso, non in base al numero di chi sostiene una posizione piuttosto che un'altra.  Le campane suonano per dirci che bisogna essere comunità sempre e comunque. Questo è il suono da seguire".

Essere comunità, dice il vicesindaco, e per questo adesso la comunità di Bagaladi si sta unendo per cercare di ripristinare le campane. Un fatto questo che va ben oltre il sentire religioso, ma che unisce, appunto, la comunità ed è identitario di Bagaladi.

Non essendoci un parroco, il cittadino infastidito, sembra essersi rivolto direttamente al vescovo Morrone per chiedere il silenzio ed è stata accolta la sua richiesta. Adesso c'è da capire cosa accadrà, in questo piccolo borgo che accoglie anche donne straniere e i loro figli nel progetto Sai. Una comunità accogliente, dal forte spirito di appartenenza, che non intende di certo perdere le sue campane e che chiede a gran voce anche che venga assegnata una guida spirituale per il paese, visto che il prete proveniente dal Madagascar ha lasciato Bagaladi  ad ottobre e ancora non è stato sostituito.

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