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La protesta

Imprese funerarie in rivolta, Triolo: "La legge regionale ha fermato le nostre ambulanze"

Mentre si attende la discussione in Consiglio regionale, la FunerCalabria ha presentato ricorso al Tar e all'Agcm

È scontro acceso tra le imprese funerarie e la Regione Calabria. Da mesi c'è uno stato di agitazione per l'entrata in vigore della legge regionale numero 38, del 7 agosto, che modifica la precedente legge del 2019. Modifiche che secondo la federazione del comparto funerario calabrese, FunerCalabria, ed il suo presidente Giuseppe Triolo danneggiano il comparto e per questo chiedono, ancora una volta, alla Regione l'abrogazione della legge 38/23 o l'abrogazione  dell’art. 6 p.l. 264/XII del consigliere Giuseppe neri,  "per come emendato ed inviato al Consiglio regionale dalla FunerCalabria".

Ma il Consiglio regionale, malgrado avesse messo all'ordine del giorno la discussione, non ha fatto in tempo a portare in Aula l'emendamento, così è ancora una volta tutto rinviato. Nel frattempo sotto Palazzo Campanella sono arrivati i carri funebri e le ambulanze per far sentire la loro voce. 

"Dal 31 dicembre - spiega Triolo - non possiamo più utilizzare le nostre ambulanze e, sempre in virtù di questa legge, saremo costretti ogni 28 febbraio a rinnovare la Scia con un inutile aggravio di spese. Sono tanti i punti critici ma noi non ci arrendiamo. La FunerCalabria raggruppa tante imprese in Calabria, oltre cinquanta, e anche se siamo nati formalmente all'indomani di questa legge, in realtà eravamo già attivi dal 2019 come raggruppamento spontaneo e infatti abbiamo fatto tante iniziative che si possono facilmente trovare sul web. Ma al di là di tutto, qui ci sono le istanze di un comparto e non di una azienda.  

Dal 31 dicembre, come dicevo, non possiamo più effettuare il trasporto privato a pagamento con ambulanza, non sanitario, un servizio che abbiamo sempre fatto e che ci consente di vivere quando non abbiamo servizi funebri, ma soprattutto un servizio che risponde alle richieste della gente che ha bisogno di trasportare i malati o chi non riesce a muoversi. Un servizio che non è sanitario perché a bordo non abbiamo né medici, né infermieri". 

"Per non parlare dell’abolizione delle sale del commiato che sono strutture che oggi si usano in diverse regioni e là dove sono state abolite esistono però le sale del commiato comunali, perché allora abolirle? Ed ancora le Case funerarie si salvano quelle appena fatte dall’adeguamento alla nuova legge 38/2023.  È stata inserita, anche,  la certificazione di qualità uni en 15017, del valore di circa 5mila euro, ma solo per chi si associa con altre agenzie e non per chi è possessore del carro funebre, perché questa differenza?" domanda il presidente Triolo.

Il ricorso al Tar e all'Agcm

Così ecco che al di là delle proteste e delle manifestazioni, la FunerCalabria ha presentato ricorso al Tar e una interrogazione all'Autorità garante del mercato e della concorrenza antitrust Agcm.  

"La pratica - specifica Triolo - è stata attribuita per competenza al dipartimento per la Concorrenza 2, Direzione credito, assicurazioni, poste, servizi, turismo e sport dell'Agcm. La direzione valuterà i fatti segnalati ai fini dell'applicabilità delle disposizioni di cui alla legge n. 287/90". 

"Il Tar - evidenzia Triolo - rigetta le eccezioni delle controparti, Regione e Città metropolitana e con riguardo alla questione di incostituzionalità la rinvia al merito a prossima sentenza. Si legge nella sentenza: "Ritenuto che la prospettata questione di illegittimità costituzionale dell’art. art. 5, comma 1, lett. a) della Legge Regionale 7 agosto 2023 n. 38, avente ad oggetto “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria)”, mal si concilia con la sommarietà propria della fase cautelare del giudizio, presupponendo invece un più articolato e completo approfondimento nel merito circa la delimitazione dell’ambito di interferenza della disposizione regionale censurata, che sottende delicati aspetti attinenti al tema della salute, dell’igiene sanitaria e dell’assistenza in genere, con la “materia” della concorrenza di esclusiva competenza statale (art. 117 co. 2 lett. e) Cost.)". 

Sono già oltre 400 le firme raccolte online per l’abrogazione della legge 38/23. Dunque che c'è da capire cosa accadrà.

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