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Il fatto / Rosarno

Rosarno, incidente sul lavoro: morto un operaio edile

La segretaria generale Feneal Uil Calabria Senese chiede alle "forze dell’ordine e magistratura di accertare ogni eventuale responsabilità"

È precipitato dal ponteggio su cui stava lavorando ed è morto sul colpo. È finita così la vita di un giovane operaio, di trentotto anni, di nazionalità romena ma da diverso tempo residente nella cittadina della Piana di Gioia Tauro,  che lavorava alle dipendenze di un'impresa edile impegnata in alcuni lavori di ristrutturazione di un edificio in via Nazionale a Rosarno.

Le cause sono in corso di accertamento. La segretaria generale della FenealUil Calabria Maria Elena Senese subito ha espresso "la massima vicinanza alla famiglia dell’operaio deceduto", ma al contempo  chiede "che forze dell’ordine e magistratura accertino ogni eventuale responsabilità, non possiamo esimerci dal segnalare la necessità del massimo rispetto delle norme di sicurezza che informano il corretto svolgimento dell’attività professionale".

"Continuiamo a ripeterlo, e vorremmo non doverlo fare più,  - afferma Senese - per fermare questa emorragia è necessario il massimo impegno della politica, delle parti sociali ed imprenditoriali. La politica, però, è poco attenta alle questioni del lavoro e della sicurezza: ci sono 1.200 morti ogni anno, in Calabria in questi ultimi mesi il numero si è amplificato drammaticamente, e noi chiediamo che ci si ponga l'obiettivo di zero morti sul lavoro. Obiettivo che, in splendida solitudine, abbiamo lanciato con la nostra campagna avviata in piena emergenza da pandemia Covid. Questo è il nostro impegno: continuiamo a rivendicare misure utili per cancellare questa tragedia".

"Tutto ciò nella convinzione che il tema della sicurezza sul lavoro deve innanzitutto diventare culturale. È necessario aumentare le ispezioni, intervenire sulla sicurezza - anche parlandone nelle scuole – e sulla precarietà. Va fatta - come sostenuto dal segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri - una operazione verità: quando si violano in modo doloso le norme sulla sicurezza, non possiamo parlare di incidente sul lavoro, ma dobbiamo avere il coraggio di chiamarlo omicidio. Siamo convinti che si debba creare una Procura speciale, chiamata ad occuparsi di sicurezza sul lavoro".

"Proponiamo, infine, - conclude Senese - anche l’istituzione del reato di omicidio sul lavoro e una revisione della riforma Cartabia, che accelera la strada per la prescrizione nei processi per incidenti sul lavoro e l’applicazione di una attenzione particolare alla precarietà e all’alternanza scuola-lavoro".

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