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Sabato, 23 Settembre 2023
La protesta / Scilla

Scilla, il comitato pro Casa della Salute insorge: no alla demolizione ed è sit in

Dopo l'incontro con il commissario dell’Asp di Reggio Calabria Di Furia che ha presentato un nuovo progetto, gli scillesi discuteranno del futuro della struttura

Si sono dati appuntamento al calar del sole, per evitare il gran caldo di questi giorni, e così domani sera,  alle 19, si troveranno davanti all'ex ospedale di Scilla per far sentire la loro voce e cercare di capire quale sarà il futuro della Casa della Salute. 

Il comitato di cittadini è pronto a continuare la lotta in difesa della storica struttura, soprattutto dopo l'incontro avuto a luglio scorso con il commissario dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia. 

"Il 24 luglio abbiamo incontrato il commissario Di Furia  - racconta Carolina Cardona del Comitato - e malgrado in tutto questo tempo ci sia stato sempre detto che la chiusura sarebbe stata temporanea, adesso ecco che spunta fuori un altro progetto: niente più Casa della Salute ma una casa di comunità. Sorgerà sulle macerie dello Scillesi d'America, dopo che avranno demolito la storica struttura. Vogliono fare una nuova struttura, in tre anni, dicono, entro il 30 giugno del 2026". 

"Durante l'incontro però - aggiunge Cardona - è emerso anche che non ci sono i finanziamenti sufficienti per questa operazione. Il commissario Di Furia ha spiegato infatti che occorrerebbero  15 milioni di euro, fondi che  dovrebbero arrivare dalla Regione e dal Pnrr. Ma al momento non ci sono. Quindi ci chiediamo cosa accadrà. Butteranno giù la Casa della Salute degli Scillesi d'America e poi?".

Così ecco che domani ci sarà il sit in per discutere e analizzare i fatti e capire cosa fare. Da quando sono stati traslocati nel plesso vecchio, un anno fa, i reparti dell’ospedale nuovo giudicati a gravissimo rischio sismico, nessuno ha creduto che questa chiusura fosse temporanea.

C'era anche la promessa dal governatore Occhiuto nel suo ruolo di commissario della sanità calabrese: quello che riaprirà sarà non più un presidio ospedaliero - aveva detto -  ma, appunto, una casa della salute. E nella struttura che in un modello di sanità manageriale va a sostituire gli ospedali caduti sotto la scure dei piani di rientro, non è previsto il pronto soccorso ma solo la gestione dei codici bianchi.  Di certo nell'ex Scillesi d'America non tornerà più. 

Da allora i cittadini non hanno mai smesso di far sentire la loro voce per scongiurare quella che sembra un'annunciata chiusura permanente. Tante sono ancora le zone d'ombra in questa vicenda iniziata nel 2012 con un grande progetto per potenziare la sanità territoriale. Finito dieci anni dopo con la perdita di ogni diritto a curarsi per i residenti nei comuni della Costa Viola. 

L'opera degli Scillesi d'America

Ma lo Scillesi d'America ha, appunto, un valore storico per il territorio e l'architetto Gioffrè  aveva spiegato le ragioni della necessità di un suo recupero: “È stato realizzato – aveva scritto Alberto Gioffrè nella missiva all'Ambasciata – alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso, da un gruppo di Scillesi residenti negli Stati Uniti d'America. Per tale motivo fu chiamato Ospedale Scillesi d'America".

"Mio padre Giuseppe Gioffrè (cugino del senatore Anthony B. Gioffrè che presiedette lo Scilla Community Hospital Fund, Inc.) lo fondò nei dieci anni successivi e lo rese operativo, presiedendelo per quasi venti anni in maniera egregia, al servizio di una vasta popolazione e del territorio circostante”.

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