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Domenica, 14 Aprile 2024
Il giallo della donna scomparsa

Caso Tiziana Iaria, il racconto choc del rapimento agli inquirenti

L'avvocato Aloi riferisce che la donna è stata ascoltata sui fatti e ha ricostruito quello che le è accaduto per le indagini in corso

La drammatica vicenda che ha coinvolto Tiziana Iaria, scomparsa giovedì sera nel centro di Reggio Calabria e ritrovata in stato di choc il giorno dopo, continua ad essere sotto la lente delle indagini della polizia. Ieri la 53enne è stata ascoltata dagli inquirenti, assistita dal suo legale Antonino Aloi. E ha ricostruito le terribili ore in cui dichiara di essere stata rapita, un racconto ancora impreciso e con zone oscure: Iaria sarebbe stata drogata e per questo non riesce a ricordare perfettamente quello che è accaduto. 

L'avvocato Aloi sottolinea la gravità dell'episodio, che pur essendo stato di breve durata ha caratteristiche che potrebbero circoscrivere un vero e proprio sequestro di persona. "Abbiamo una nostra ipotesi in merito - dice - ma in questo momento non diremo nulla perché parlarne potrebbe interferire con le indagini. Siamo però certi che tutto sia da ricondurre all'attività di Tiziana Iaria per aiutare le donne vittime di violenza".

La testimonianza della donna agli inquirenti sullo scioccante rapimento lampo

Dottoressa in psicologia e impegnata a titolo di volontariato con varie associazioni, da San Camillo Onlus alla odv Centro Antiviolenza Margherita, durante il colloquio con la polizia la donna ha detto di essere stata avvicinata da due persone nella zona centralissima nei pressi del Duomo. Ha anche tentato di fornire un identikit dei presunti rapitori, una donna e un giovane, che hanno richiamato la sua attenzione chiedendo assistenza per una donna in difficoltà. Iaria sarebbe poi stordita e prelevata, per condurla e trattenerla in un luogo al buio dopo averle somministrato una droga le cui tracce, afferma il legale, sono state riscontrate dagli accertamenti eseguiti al Gom. 

"E' lei stessa a parlare di rapimento - continua l'avvocato Aloi - e poiché è stato per breve tempo è chiaro che si è trattato di un'azione dimostrativa, un avvertimento. Da parte della mia assistita c'è piena disponibilità a collaborare alle indagini, ma tengo a dire che ci troviamo davanti a una donna che è stata maltrattata e ha vissuto un'esperienza per la quale adesso dovrebbe ricevere soltanto solidarietà".

L'avvocato Nino Aloi

Invece in questi giorni la scomparsa di Tiziana Iaria in città ha alimentato varie illazioni che hanno coinvolto sia il lavoro e l'impegno nel sociale della donna che la sua vita privata. L'allarme lanciato da Joe Puntillo, marito della 53enne, ipotizzando per primo un rapimento, ha alimentato molti interrogativi, pur essendo stato determinante per far circolare la notizia della scomparsa e attivare un passaparola nelle ricerche. "Forse in quella situazione avrà detto qualche parola di troppo - commenta l'avvocato Aloi - ma bisogna comprendere lo stato d'animo di un uomo in ansia per la moglie. Se ha parlato di rapimento lo ha fatto perché evidentemente qualche elemento strano lo ha portato a pensarlo". Pare che a turbare il coniuge sia stato il ritrovamento di effetti personali di Tiziana (che la donna avrebbe dovuto avere con sé e da cui non si sarebbe mai separata), facendogli formulare quella congettura. Anche il cellulare? Su questo punto chiarisce l'avvocato: "Non c'è nulla di losco, lo aveva lasciato alla segretaria per svolgere una pratica, pensava di mancare pochi minuti e rientrare presto in ufficio". 

Su Puntillo aggiunge il legale: "Ha trascorso una giornata di disperazione, ha partecipato personalmente alle ricerche, siamo andati insieme anche in ospedale". Controlli sono stati effettuati anche sui cellulari della coppia, consegnati agli investigatori per scandagliare le telefonate registrate e contattare i numeri trovati, ma non sarebbero emerse informazioni utili.

Il legale: "Dovrebbe esserci solo solidarietà attorno a lei, soprattutto dalle donne"

L'avvocato Aloi precisa: "Le indagini sono portate avanti dalla polizia, ma al di fuori di questo mi sembra assurdo che non si rifletta su quanto accaduto a una donna che ha subìto questa aggressione a causa del suo impegno a favore delle altre donne. Un'attività che svolge in modo assolutamente volontario, mettendo la sua conoscenza al servizio di chi ha bisogno di essere difesa da abusi e violenze. In questo caso la vittima di maltrattamenti è stata lei, e bisognerebbe dimostrarle piena vicinanza. E questo dovrebbe arrivare in particolare dalle altre donne". Lo ha fatto, al momento in forma privata, l'assessora Lucia Nucera, con una telefonata che ha valore particolare per il ruolo istituzionale ricoperto. "Credo anche - conclude Aloi - che l'attenzione dovrebbe essere puntata sul modo in cui, di giorno e in una zona centrale di Reggio, una donna è stata portata via con la forza. La nostra città non è sicura? Tiziana in questi anni ha dato il suo aiuto a tantissime donne, e le è già capitato di affrontare situazioni di rischio accanto a donne che hanno a che fare con persone maltrattanti e pericolose. Questo minaccioso rapimento lampo non cambierà niente, mi ha già detto che il suo impegno in difesa dei bisogni della gente non si fermerà". 

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