Cronaca Centro / Piazza Duomo

Cerimonia solenne in Cattedrale per il saluto all'arcivescovo Morosini

Autorità civili e religiose, fedeli sono arrivati in Basilica per partecipare alla celebrazione eucaristica in occasione della conclusione del servizio episcopale di mons. Giuseppe Morosini nella festa liturgica del Corpus Domini

monsignor Giuseppe Fiorini Morosini (foto Adriana Sapone)

C'è grande emozione in Cattedrale quando alle 18 in punto vi è l'entrata della suggestiva processione con pastori e sacerdoti che solca l'intero colonnato della navata principale dell'antica basilica. Una processione che accompagna l'arcivescovo Morosini sull'altare per  la celebrazione eucaristica in occasione della conclusione del servizio episcopale nella festa liturgica del Corpus Domini. 

Dopo i canti è don Salvatore Santoro, delegato ad Omnia dell'arcidiocesi a portare il saluto. Esordisce citando Bonhoeffer: “Nella vita ordinaria noi raramente ci rendiamo conto che riceviamo molto di più di ciò che diamo, e che è solo con la gratitudine che la vita si arricchisce”. Poi aggiunge: Ci ritroviamo, stasera, radunati dall'Amore trinitario - fonte, culmine e paradigma di comunione piena e vera, l'unica  capace di renderci degni di essere figli dell'unico Padre e, per questo, tutti fratelli e sorelle! - per  rendere grazie al Signore di questi otto anni trascorsi insieme. Ed è proprio nel grazie al Signore, che desideriamo incastonare  il grazie, commosso e sincero, a lei padre Giuseppe! Si prima che per darle un deferente saluto, pur doveroso e necessario, siamo qui per dire e per dirle grazie,  vescovo Giuseppe, per tutti noi padre, fratello ed amico! Che bello saper dire grazie: è segno evidente che si è diventati davvero grandi, nella vita e nella fede; è prova eloquente di nobiltà d’animo; espressione sicura di affidabile sincerità. Grazie:  in questa parola - mai scontata, mai inutile, mai banale - c'è la sintesi perfetta e completa di ogni sentimento profondamente umano, prima ancora che realmente cristiano. Grazie è.. parola che basta a se stessa".  

Poi aggiunge: “Perdoni, eccellenza, le occasioni di preoccupazione, di incomprensione o sofferenza che in questi anni non sono mancate; soprattutto quelle che proprio noi le abbiamo arrecato! Perdoni, perché un padre fa così! Continuiamo, in modo diverso ma non meno bello, a camminare insieme, nell'attesa di accogliere, assieme a lei, il vescovo Fortunato,  al quale va il nostro pensiero affettuoso e la nostra preghiera,  ormai a pochi giorni dalla sua consacrazione episcopale”.

Si prega e si canta e mons. Morosini è visibilmente emozionato davanti a tutto il clero e alle autorità religiose e civili intervenute in Cattedrale. Fiori bianchi ornano l'altare in questo giorno che è una vera e propria festa, la festa di una comunità che ha voluto abbracciare l’importante uomo di fede e gioire con lui per il rilevante traguardo di vita e di chiesa.

Dopo otto anni di ministero pastorale il vescovo saluta l'arcidiocesi 

L'omelia di mons. Morosini

“Oggi, in questa festa liturgica del Corpus Domini, l’Eucarestia, con la celebrazione della quale noi abitualmente ogni domenica facciamo memoria della risurrezione del Signore e della speranza che ci attende, è fatta oggetto di riflessione tutta particolare per coglierne la portata salvifica” , afferma nell'Omelia mons Morosini. 

“L’Eucarestia rimane così al centro della trasmissione della fede da parte della comunità cristiana, non solo a parole perché l’annuncia come contenuto di fede, ma soprattutto perché essa vive ogni momento del suo cammino nel tempo e nel mondo nel contesto di questo memoriale, in quanto sa che ricordare e celebrare l’Eucarestia significa fare memoria solenne del cuore della nostra fede cristiana, cioè del dono che Gesù ha fatto della sua vita al Padre per la salvezza dell’uomo e trovare in questo annuncio la forza del cammino: l’Eucarestia come viatico, che spinse i martiri di Abitene in quella solenne professione di fede:  senza la domenica noi non possiamo vivere. Tutto ciò che la Chiesa compie in ordine alla sua missione attinge forza dall’Eucarestia. Anche questo breve segmento di storia che abbiamo vissuto assieme, carissimi fratelli della Chiesa reggina-bovese, voglio leggerlo e consegnarlo a Dio e a voi tutti come una Eucarestia di dono e di rendimento di grazie, che assieme abbiamo offerto a Dio per la salvezza integrale, spirituale e materiale, di questo popolo, all’interno del quale noi siamo costituiti come comunità di fede". 

"In questi otto anni questa Chiesa ha scritta questo frammento di storia con tutti voi, sotto la mia guida pastorale.   Storia breve, ma preziosa, come ogni segmento di storia che forma i singoli anelli di una catena, che perderebbe la sua unità e continuità, se solo un anello, un segmento, dovesse cadere o dovesse essere ritenuto inutile per la continuità e l’unità della storia stessa. Nessuno può presumere di identificarsi con questa storia o di ritenersi artefice unico essenziale e necessario del segmento chiamato a costruire in qualsivoglia ruolo. La storia, anche la storia della salvezza, appartiene alla comunità ed essa la scrive con Dio. Ecco, oggi mettiamo fine ad un piccolo segmento di una storia, scritta da me e da voi dopo l’incontro, per volere di papa Francesco, della mia persona con questa Chiesa diocesana nel settembre 2013". 

"Abbraccio tutti indistintamente: dalle istituzioni a tutto il presbiterio, ai vari collaboratori ecclesiastici e civili e a tutti i fedeli. Ringrazio per l’affetto, la stima, la collaborazione. Dispensatemi dal fare l’elenco, che sarebbe troppo lungo. L’unica eccezione la faccio per i tre vicari generali e per il mio segretario, che hanno condiviso più direttamente il  pondus diei et aestus. Grazie dal profondo del cuore. Dio ricompensi tutti. Ora, con l’arrivo del nuovo vescovo, monsignor Fortunato Morrone al quale va il mio saluto fraterno, la nostra comunità diocesana riprenderà il suo cammino con la creatività, la freschezza e l’entusiasmo che chi inizia il proprio percorso saprà imprimere ad essa. Preghiamo che sia un cammino sereno e pieno di frutti, con la benedizione della Madonna della Consolazione”.

Uniti in Cristo, dunque, con l'Eucarestia che viene celebrata insieme all'arcivescovo emerito mons. Vittorio Mondello e al decano mons. Antonino Denisi. Si prega e si canta. Poi è momento della parola dei fedeli che portano la testimonianza di questi otto anni di cammino insieme e così ecco che rappresentanti della Consulta laicale, volontari, gli sposi Bellantoni e le suore si susseguono per dire ancora grazie all'arcivescovo, al padre mons. Morosini.

Sono quasi le venti quando si conclude la cerimonia con un lungo applauso che accompagna mons. Morosini che prima di lasciare l'altare ha consegnato alla comunità reggina la sua ultima lettera pastorale "In fide vivo Filii Dei”.

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