Mercoledì, 17 Luglio 2024
L'analisi

"E’ dalle circoscrizioni che può rinascere Reggio": l'opinione di Raso

Una ricetta utile ad un miglioramento delle condizioni critiche in cui versa, ormai cronicamente, Reggio Calabria nelle parole dell'ex assessore comunale di centrodestra

"Un modo semplice per riconnettere gli interessi dei cittadini con le azioni quotidiane della politica è a portata di mano e necessita solo dei passaggi che ne consentano finalmente l’avvio operativo. Mi riferisco alla auspicata reintroduzione, nell’assetto amministrativo locale, delle circoscrizioni".

A formulare una ricetta utile ad un miglioramento delle condizioni critiche in cui versa, ormai cronicamente, Reggio Calabria è Michele Raso, già consigliere ed assessore comunale di centrodestra.

"Innumerevoli sono i drammi che attanagliano in una morsa la comunità inerme di fronte alla conclamata incapacità dell’esecutivo Falcomatà/Brunetti. Questa è la rappresentazione diretta di quanto il distacco netto tra le esigenze della collettività e l’inidoneità a soddisfarle produca – sottolinea il già esponente della stagione scopellitiana – un malcontento ormai ingestibile che si agita nelle viscere dell’opinione pubblica.

Naturalmente non è solo la contingenza legata alla attuale gestione fallimentare della città a convincermi della bontà del ripristino delle circoscrizioni, ma anche la consapevolezza che, attualizzate in modo efficace, renderebbero enormemente più fluido il sistema delle politiche pubbliche condotte dell’ente locale.

Quanti sono i disservizi che, pur segnalati, non ricevono alcuna attenzione? Quante le opere che non riescono ad uscire dal pantano degli uffici? Quante le istanze provenienti dal cittadino che non trovano sbocco nel muro di gomma di Palazzo San Giorgio?

Intere aree della città, sia in centro che in periferia, piombate in uno stato impossibile da descrivere se non con gli occhi tristi di quello che avrebbe potuto essere e non è a causa del disinteresse mostrato dagli eletti anche nei confronti delle vie, delle strade, delle case in mezzo alle quali sono cresciuti e continuano, impassibili, a vivere".

Giovarsi della presenza di Municipi di prossimità, vicini ai sentimenti individuali e collettivi, sarebbe un toccasana – è la convinzione ragionata di Raso, "per un riavvicinamento alle istituzioni assolutamente necessario ad assicurare un corretto equilibrio democratico ed una ricostruzione del patto di fiducia che regola i rapporti tra amministratori ed amministrati.

Occuparsi della gestione della cosa pubblica dall’interno della bolla evanescente di Palazzo San Giorgio ha reso tutto più farraginoso, anche la banale presa d’atto e la conduzione quotidiana di servizi primari, essenziali, dai quali dipende la qualità della vita di una città sotto il giogo della mediocrità. Reggio Calabria, non dimentichiamolo mai, è una Città metropolitana e, vantando tale status istituzionale, grava su di essa l’onere di dotarsi di una struttura organizzativa funzionale ad una visione proiettata verso orizzonti, presenti e futuri, all’altezza di un disegno ampio ed in linea con le ambizioni che devono esserle proprie".

"Il nostro - rimarca l’ex assessore - è un territorio molto vasto, costellato da quartieri e frazioni che presentano problemi insopportabili su cui i partiti ed i loro rappresentanti locali hanno il dovere di intervenire con celerità ed efficacia. La riproposizione delle circoscrizioni, con un approccio da Terzo Millennio, incarna, dunque, la necessità impellente per i reggini di essere ascoltati da punti di riferimento in carne e ossa che siano in simbiosi con lo spirito popolare e non si rifugino, anonime comparse, dietro le mura del Palazzo.

I vantaggi sono indiscutibili, gli svantaggi inesistenti: il Comune avrà l’opportunità di sgravarsi di compiti che non è nelle condizioni fattuali di svolgere, la suddivisione in macroaree circoscrizionali accorderà un nuovo ordine ad una città che oggi, come certificato indistintamente da tutti gli indici statistici, da tutti gli studi analitici, da tutte le graduatorie nazionali, dal buonsenso di chi può dirsi dotato di onestà intellettuale, ha abbandonato, e ciò è intollerabile, tutti i canoni del vivere civile".

"Sarà anche l’occasione, finalmente, per concedere lo spazio necessario – prosegue nella sua dettagliata analisi Miche Raso – alle idee e ad una rinnovata vivacità delle forze politiche che in questa fase storica sono state fatte oggetto di una pericolosissima emarginazione, causa principale di quel vuoto nel quale si sono infilati improbabili figure votate alla mediocrità".

"E’ dalle circoscrizioni che può rinascere Reggio Calabria, è dalle circoscrizioni - tira le conclusioni l’ex assessore Raso – che la Città metropolitana potrà respirare l’ossigeno necessario per uscire dalla cappa soffocante della
frustrazione civile".

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