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L'attesa

Capitale della cultura, il 1 febbraio il responso per la candidatura della Locride

Si avvicina la data in cui saranno resi noti i finalisti e si spera nel progetto della Metrocity, finora unico a mettere in gara un intero territorio

Manca pochissimo e sapremo se la Locride sarà tra le dieci proposte finaliste in gara per il titolo di Capitale italiana della cultura 2025. I progetti che hanno raggiunto l'obiettivo saranno resi noti il prossimo 1 febbraio, e la candidatura della Città metropolitana di Reggio, ente capofila, insieme al Gal Terre Locridee e l'agenzia di comunicazione Officina delle idee e con il sostegno della Regione, è contrapposta a concorrenti temibili, tra cui Assisi, Agrigento, Otranto e Spoleto. Una sfida non semplice, ma la Locride ha dalla sua la peculiarità di essere l'unico territorio comprendente più comuni nella storia del concorso del MiC. L'idea è rappresentare l'identità di 42 centri come unico patrimonio immateriale collettivo di valori, arte, paesaggio ed esperienze. Il titolo del progetto, "Locride, tutta un'altra storia" è significativo perché vuole sfatare la nomea di delinquenza e spopolamento per raccontare la costruzione di un laboratorio culturale diffuso, affidato alle comunità. Per questo i promotori hanno intrapreso un percorso strutturato con il coinvolgimento dei residenti, che non si finalizza al titolo di capitale della cultura e proseguirà ugualmente fino al 2025 anche se il 1 febbraio dovesse andar male. L'obiettivo è dunque la promozione di un sistema ambientale e culturale unitario, dove le realtà locali sono valorizzate e integrate tra loro. Animare il territorio, creare nuovi stimoli e trasformare i laboratori in occasioni di crescita e lavoro. E' un'opera ambiziosa e proseguirla fino in fondo senza abbandonare la meta sarà il vero successo, come già ci aveva detto Francesco Macrì, presidente del Gal. 

Dopo le nomine dei finalisti (10 su 15 candidati attuali), inizierà l'iter di valutazione. Entro il mese di marzo i proponenti saranno convocati per le audizioni e la giuria si esprimerà il 5 aprile designando la candidatura vincitrice, alla quale il ministero assegnerà un milione di euro, da usare (nel solo arco del 2025) per la divulgazione del progetto. 

Nell'attesa arrivano due milioni di euro per lo sviluppo della montagna

Mentre va avanti il conto alla rovescia verso la selezione, è arrivata una bella notizia per il Gal Terre Locridee. Il progetto di valorizzazione delle aree montane della Locride è stato approvato nell’ambito della misura Montagna Italia, all'interno del piano di sviluppo e coesione del Ministero del Turismo, con uno stanziamento di due milioni di euro. Al centro del progetto c'è la costruzione di un prodotto turistico composito, attraverso valorizzazione delle risorse agricole, enogastronomiche, paesaggistiche, storiche e culturali dell'area montana, con la mission di accrescerne la capacità attrattiva, favorire lo sviluppo di beni e servizi e la riqualificazione del patrimonio pubblico e privato del territorio come strumento di rivitalizzazione sociale ed economica. Tra i partner il consorzio di albergatori Jonica Holidays e varie associazioni e imprese che operano nel settore del turismo sostenibile, oltre ai comuni interni della Locride.  
Il progetto del Gal Terre Locridee è stato approvato insieme ad altri 18 su un totale di 326 candidature.

Terra di bellezza naturale e cultura, la Locride deve debellare i suoi mali endemici, il primo dei quali è l'isolamento non solo geografico. Il progressivo abbandono dell'area mette a rischio tutto il patrimonio antichissimo di arti e tradizioni del comprensorio, ad esempio il mestiere del pastore che sta scomparendo insieme alle greggi. I Gruppi di Azione Locale Terre Locridee e Kroton stanno portando avanti un progetto di recupero sulla capra aspromontana, che negli ultimi mesi si è collegato anche all'emergenza delle stragi di capre da parte dei lupi nei comuni di Africo Vecchio e Bova. 

Del territorio, in alcuni casi più che altrove, bisogna prendersi cura. Insieme al simbolo della stella polare di Nik Spatari, "Locride tutta un'altra storia" prende in prestito una frase di Fernando Pessoa: "È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo". Ed è quello che si sta facendo qui con associazioni, enti e cittadini per scrivere una pagina nuova oltre pregiudizi e barriere di svantaggio.

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