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Domenica, 23 Gennaio 2022
Palazzo Alvaro

Città Metropolitana, arriva il Codice di condotta contro il mobbing e le molestie

Il consigliere Quartuccio: "Misura tutt'altro che simbolica. Così si rispetta, ulteriormente, la dignità delle persone e dei lavoratori"

La Città Metropolitana di Reggio Calabria si dota del “Codice di Condotta per la prevenzione e il contrasto alle molestie sessuali, al mobbing e alle discriminazioni a tutela dell’integrità e della dignità delle persone”. Il documento porta la firma del sindaco ff della Città Metropolitana Carmelo Versace e sarà unito al codice di comportamento dell’Ente. Sarà, quindi, sottoposto, per la dovuta accettazione, ai dipendenti e ai titolari di contratti di consulenza o collaborazione a qualsiasi titolo, anche professionale, ai titolari di organi e di incarichi negli uffici di diretta collaborazione dei vertici politici dell'amministrazione, nonché ai collaboratori a qualsiasi titolo, anche professionale, di imprese fornitrici di servizi in favore dell'Amministrazione. 

L'Amministrazione, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro o, in mancanza, all'atto di conferimento dell'incarico, consegna e fa sottoscrivere ai nuovi assunti, con rapporti comunque denominati, una copia del Codice di Condotta.

«Si tratta di una misura tutt’altro che simbolica», ha spiegato il consigliere metropolitano delegato alle Pari opportunità, Filippo Quartuccio, aggiungendo: «Nato a seguito degli esiti di un questionario distribuito e compilato, in forma anonima, dai dipendenti metropolitani proprio per fotografare il fenomeno delle molestie sessuali sui luoghi di lavoro e comprendere in che modo intervenire, il Codice di Condotta vuole contribuire, ulteriormente, a rispettare il diritto ad un ambiente di lavoro sicuro, sereno e favorevole alle relazioni interpersonali, nell'osservanza dei principi fondamentali di inviolabilità, eguaglianza, libertà e dignità della persona».

«Infatti – ha proseguito Quartuccio - la Città Metropolitana riconosce e garantisce ad ogni dipendente il diritto alla tutela da atti o comportamenti indesiderati a connotazione sessuale, da violenze morali e persecuzioni psicologiche, anche adottando le iniziative necessarie, ai fini della formazione, dell'informazione e della prevenzione tese a favorire la cultura del rispetto reciproco tra le persone. Ed è dovere d'ufficio di ogni dipendente astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona, favorire la piena osservanza del presente Codice, contribuire alla promozione ed al mantenimento di un ambiente e di un'organizzazione del lavoro sereni».

«Ringrazio i dirigenti e funzionari dell’Ente, ma soprattutto i dipendenti metropolitani – ha concluso il consigliere delegato – per la serietà e la precisione con la quale hanno affrontato e risposto alle attività poste in essere dell’amministrazione. Senza il loro supporto, indispensabile e fattivo, sarebbe stato impossibile arrivare alla stesura ed all’approvazione di un codice che tutela e rispetta, prima di ogni altra cosa, la dignità delle persone e dei lavoratori».

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