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Ecoballe a Sambatello, vertice alla MetroCity: il Comitato annuncia di andare in Procura

I residenti della frazione a nord della città e dell'intera Vallata del Gallico hanno incontrato gli amministratori per trovare una soluzione alle famigerate ecoballe

Una delegazione del comitato Pro Sambatello è stata ricevuta a palazzo Alvaro dal sindaco Giuseppe Falcomatà, alla presenza dell'assessore Armando Neri, del consigliere di maggioranza Rocco Albanese e del comandante della polizia municipale Salvatore Zucco, per discutere e trovare una soluzione all'emergenza rifiuti e un'eventuale alternativa alle ormai famigerate ecoballe.

I delegati del Comitato, impegnati nella tutela della salute e dell’incolumità pubblica dei reggini, hanno contestato la soluzione  del confezionamento e stoccaggio delle ecoballe nell’impianto TMB di Sambatello, "non idoneo per questo tipo di attività".

Durante l'incontro si è discusso di tutte le problematiche che, in questi giorni, hanno investito la frazione collinare a nord della città e l'intera Vallata del Gallico. A partire dal capannone, preposto al confezionamento dei rifiuti, ad oggi adibito a "recupero attrezzi", del "piazzale", destinato allo stoccaggio, che secondo i delegati "non sarebbe mai in grado di contenere le oltre 4.000 ecoballe da stoccare". 


Inoltre, i delegati hanno sottolineato che "la fuoriuscita di percolato dalle ecoballe sarà inevitabilmente causata dai continui incendi che colpiscono periodicamente il sito, poiché i terreni limitrofi sono soggetti ad incuria, in quanto abbandonati da decenni dai legittimi proprietari".

E non va dimenticato che la "stessa area di stoccaggio è a serio rischio idrogeologico, costantemente soggetta a frane e smottamenti che, pochi anni fa, hanno causato la definitiva chiusura del tratto stradale (ex Strada Statale 184) che collegava il centro abitato di Sambatello con la località Ponte di Calanna". 

Falcomatà ha rassicurato i residenti che l’ordinanza contiene i pareri positivi dell’Asp e dell’ArpaCal e che l'emergenza durerà "massimo 20 giorni". Affermazione contestata dal Comitato "poiché i 20 giorni sono previsti esclusivamente per il confezionamento delle oltre 3.000 tonnellate di rifiuti, e che l’ordinanza prevede una validità di 180 giorni salvo proroga, circostanza confermata anche dall’assessore Neri nel corso di un’intervista rilasciata qualche giorno prima".

Secondo i cittadini, ormai esasperati, si potrebbero trovare altre soluzioni per risolvere la delicata e grave questione. La soluzione indicata dalla Città metropolitana è la discarica di Melicuccà, "inagibile" secondo il sindaco "per cause a lui non imputabili, presso la quale i lavori sarebbero cominciati pochi giorni fa". I cittadini però ribadiscono di essere venuti a conoscenza che  "i lavori di messa a norma di Melicuccà risulterebbero già finanziati da circa un anno".

I delegati del Comitato, concluso l’incontro con i rappresentanti dell’amministrazione hanno richiesto la revoca immediata dell’ordinanza poiché "illegittima" e il sindaco ha ribattuto che si impegnerà a revocare il provvedimento solo nel caso in cui la Regione Calabria autorizzi il conferimento di almeno 300 tonnellate di rifiuti al giorno presso altri siti, mentre i delegati hanno informato il sindaco che "si vedranno costretti a ricorrere al Tar per richiedere la revoca dell’ordinanza e si rivolgeranno alla Procura della Repubblica".

La protesta, dunque, continua. Il Comitato ha richiesto un incontro con il prefetto Massimo Mariani, con il procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri e con l’assessore regionale all’Ambiente, colonnello Sergio De Caprio.

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