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A Che punto siamo / L'intervista

Comune, Delfino: "Abbiamo dato un'accelerazione per rispondere ai bisogni sociali"

Lo stato dell'opera dell'amministrazione nell'approfondimento di ReggioToday. Oggi parla l'assessore al welfare e alle politiche della famiglia

E' il cuore pulsante della macchina amministrativa: l'assessorato al Welfare e Politiche della famiglia e a guidarlo, da ottobre 2020, c'è Demetrio Delfino. 

Non è sicuramente facile giuidare la complessa attività dei servizi sociali, che costituiscono uno strumento fondamentale di resilienza della nostra comunità, soprattutto in un periodo così difficile come quello vissuto durante la pandemia e anche adesso che siamo nella fase post. L'assessorato attraverso la conoscenza diretta e associata delle problematiche e delle risorse individuali e collettive presenti sul territorio ? svolge un ruolo chiave nella promozione della coesione sociale e nella costruzione di sicurezza sociale.

Demetrio Delfino, nella sua stanza al primo piano della Torre H al Cedir, lavora a tempo pieno per dare risposte concrete ai cittadini, insieme al dirigente Francesco Barreca. 

Qual è lo stato dei servizi sociali in città? 

"Quando mi sono insediato ho subito pensato che fosse necessario partire dalla ricognizione dei bisogni, da una mappatura di quanto c'era e soprattutto di una programmazione. Così subito abbiamo messo in piedi un percorso, fatto di consultazioni e partecipazione attiva di associazioni per contribuire direttamente ai processi concernenti la definizione delle politiche di sviluppo sul territorio. E' nato lo strumento di programmazione e il Piano sociale, uno strumento indispensabile e necessario che doveva essere redatto da diciannove anni e che Reggio non aveva. Lo abbiamo redatto ed è stato approvato. Una volta definiti quindi gli obiettivi ci siamo messi subito al lavoro per realizzare i servizi e dare risposte concrete ai cittadini. 

L'idea che ci guida è quella di creare sicurezza sociale, organizzando una rete strutturata per offrire la certezza a tutte le persone e le famiglie di potere contare su un sistema di protezione, per rispondere ai bisogni sociali, per prevenire e contrastare gli elementi di esclusione e promuovere il benessere non solo attraverso interventi di riduzione del disagio e della povertà ma anche attraverso il coinvolgimento, attivo e diretto, dei destinatari del sistema di assistenza nei loro percorsi di inclusione sociale ed economica. Il Piano sociale di zona è un documento programmatico che ha valenza triennale". 

Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disposto il rafforzamento dei servizi sociali professionali introdotto dalla Legge 178 del 30 dicembre 2020 (Legge di Bilancio 2021) che ha come obiettivo il raggiungimento di un nuovo standard di servizio a livello di Ambito Territoriale Sociale (ATS). In particolare, si incentiva l’incremento del livello essenziale di copertura dell’assistenza sociale, passando dalla dotazione di un operatore ogni 5.000 abitanti, a un operatore ogni, invece, 4.000 abitanti. A Reggio Calabria qual è il rapporto? 

"Quando mi sono insediato, all'assessorato, avevamo solo 4 assistenti sociali. Poi sono stati assunti altri otto e presto ne arriveranno altri dieci. Tutto ciò proprio grazie ai contributi volti a supportare gli Ambiti territoriali e i comuni nell’assunzione di nuovi operatori. In particolare, è previsto un incentivo di 40.000 euro annui per ogni assistente sociale assunto, a tempo pieno e con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che mantenga il livello di dotazione del personale in un range compreso tra l’operatore ogni 6.500 abitanti e ogni 5.000 abitanti. Inoltre, attraverso l’attribuzione di una quota pari a 20.000 euro annui, si incentiva un ulteriore incremento della dotazione di personale da un operatore ogni 5.000 abitanti a uno ogni 4.000 abitanti. La media nazionale è di un operatore ogni seimila abitanti, qui a Reggio prima eravamo ad 1 ogni 35 mila poi con l'arrivo delle nuove forze la media si è abbassata e siamo ad 1 ogni 15.000". 

Bambino asilo-2 Dagli asili nido agli anziani in difficoltà, sino ai centri per disabili e alle donne vittime di violenza, c'è davvero tanto da fare quali sono gli ultimi progetti messi in campo? 

"L'idea guida è sempre quella di dare risposte ai bisogni dei cittadini. Per questo dopo la pandemia è nato il bando “Reggio resiliente” per dare una boccata d’ossigeno ai settori rimasti fermi. Grazie ai fondi Pon inclusione con 4,6 milioni abbiamo finanziato 27 progetti di servizi sul territorio, a fondo perduto, fino a un massimo di 100 mila euro". Grazie a questo bando, per fare un esempio, nella zona sud della città al rione Modena-Ciccarello, è nato un Centro di aggregazione sociale per i giovani". 

A luglio abbiamo anche disposto un avviso pubblico per l’individuazione di un soggetto del terzo settore interessato alla presentazione di idee progettuali ai fini di un processo di co-progettazione finalizzato alla definizione e realizzazione di "Cafè Alzheimer" e al potenziamento delle azioni di sostegno e prevenzione nei confronti di pazienti con Alzheimer e dei loro familiari / caregiver. Abbiamo ricevuto tre progetti e proprio adesso il dirigente Barreca ha firmato la graduatoria deinitiva dei tre soggetti, in ordine di arrivo,  per assegnare il servizio. Tre idee diverse, ma complementari, sul territorio che saranno portate avanti per un anno. E' un esperimento e ci auguriamo vada bene".

trasporto disabili

A che punto siete sul servizio di trasporto disabili? 

"Il Comune aveva fatto negli anni due bandi, andati deserti, per affidare il servizio. A quel punto noi abbiamo scelto di offrire un rimborso per il trasporto ma visto che molte famiglie hanno bisogno del servizio stiamo lavorando per capire come rispondere a queste esigenze. Non è facile perchè è un servizio molto complesso, visto che si tratta di accompagnarli a scuola o nei centri riabilitativi e abbiamo una richiesta di 280 soggetti. Stiamo dialogando con l'Atam per capire se potranno coprire loro il servizio. Vedremo per il prossimo anno scolastico se riusciremo a dare questa risposta".

Dopo la scuola viene l'inclusione lavorativa per i disabili, cosa state facendo per favorire questo processo?

"Siamo riusciti a realizzare dieci percorsi di tirocinio retribuito per un anno e sono già partiti. Siamo davvero molto soddisfatti di questo, perchè sinceramente non erano mai stati realizzati. Così come abbiamo messo in campo i Progetti individuali per disabili grazie anche alla collaborazione con gli Ambiti di Vila San Giovanni e Melito e all'Asp. Così nei locali di Viale Amendola, gli esperti, lavorarenno, dopo aver ascoltato le persone portatrici di disabilità o i loro familiari, sui progetti individuali da realizzare. 

Sempre pensando alle difficoltà di chi gestisce una persona disabile o anziana, abbiamo pensato anche ai caregiver: abbiamo avuto 700 domande. Adesso sempre in accordo con l'Asp si valuteranno le domande ed i requisiti e chi avrà diritto e rientra potrà avere un contributo di 400 euro per dodici mesi. Risposte concrete per cercare di cambiare questa città e non lasciare nessuno indietro". 

Siamo riusciti anche ad ottenere dei finanziamenti per realizzare una campagna contro le truffe agli anziani. Abbiamo portato avanti una campagna, in estate, con assemblee pubbliche per mettere in guardia gli anziani ed i loro familiari da questi pericoli. Questo è un progetto che è partito da un avviso del Ministero dell’Interno che ha messo a bando fondi per le amministrazioni comunali e noi abbiamo ottenuto un finanziamento di 45 mila euro".

minori pixabay

Il Pnrr passa anche dal welfare?

"Abbiamo avuto finanziati ben cinque progetti per cinque milioni di euro e si lavorerà sulle capacità genitoriali, sulla disabilità, sugli anziani e ancora sulle stazioni di posta per i senza fissa dimora. Tanto lavoro, insomma, per un assessorato che ha diverse utenze e diversi problemi in un territorio che non è omogeneo". Ma non ci sono solo i fondi del Pnrr ci sono anche i fondi del Por Calabria Fesr Fse che ci hanno permesso di fare un avviso pubblico, per il sostegno agli investimenti dei servizi socio educativi per i minori del territorio. 468.950,00 euro che sono stati ripartiti a sei centri cittadini, dopo una valutazione e una graduatoria. Ancora abbiamo avuto approvato un progetto sperimentale "Autismo in rete" per l'avvio di centri polivalenti per giovani adulti con disturbi dello spettro autistico ed altre disabilità con bisogni complessi. 

Il prossimo obiettivo?

"L'obiettivo che mi sono dato è quello di aprire il quinto Polo sociale a Sbarre. Questo nasce dal fatto che adesso c'è il polo Modena-Sbarre-Gebbione che copre un'area molto vasta con utenza difficile. Ecco per il prossimo anno, al massimo per il 2024, puntiamo a realizzare il Polo su Sbarre". 

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