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Alfonso Aliperta

Alfonso Aliperta

Nasce il premio "Giovane geologo", rivolto agli studenti delle scuole superiori

Si potrà partecipare sia individualmente sia con lavori di gruppo, presentando elaborati di tipo multimediale/sperimentale o artistico-letterario, inerenti ai più svariati aspetti della geologia

Il consiglio di corso di studio in scienze geologiche dell’Università della Calabria, afferente al dipartimento di biologia, ecologia e scienze della terra (DiBEST), con il patrocinio del Consiglio nazionale dei geologi (CNG) e dell’Ordine dei geologi della Calabria ha indetto un concorso a premi, riservato a studentesse e studenti degli ultimi 2 anni di scuola secondaria superiore.

Si potrà partecipare sia individualmente sia con lavori di gruppo, presentando elaborati di tipo multimediale/sperimentale o artistico-letterario, inerenti ai più svariati aspetti della geologia. L’iniziativa mira a promuoverne l’importanza nella cultura e nella società, a partire dalla formazione scolastica, per un territorio come quello calabrese, tanto fragile quanto esposto a svariati rischi naturali ma anche ricco di geo-risorse.

Essa intende stimolare la consapevolezza della necessità di azioni di prevenzione, protezione e sviluppo sostenibile dell’ambiente, a partire da un’adeguata conoscenza del territorio, per favorire sicurezza e qualità della vita pertutti i cittadini. “La figura professionale del geologo”, spiega Fabio Scarciglia, professore associato di geografia fisica e geomorfologia e coordinatore del consiglio di corso di studio in scienze geologiche, “ha una grande specificità, nonché un ampio spettro di competenze e corrispondenti opportunità occupazionali, forse ancora poco conosciute.

Il potenziale contributo del geologo spazia dalla pianificazione territoriale alla valorizzazione del paesaggio,dalla tutela del patrimonio geologico all’insegnamento, dall’imprenditoria geognostica alla ricerca scientifica, dall’impiego nella pubblica amministrazione all’esplorazione di altri pianeti, dalla consulenza tecnica in ambito forense all’analisi, mitigazione e gestione dei rischi naturali, fino allo sfruttamento sostenibile delle risorse del pianeta, anche in considerazione dei cambiamenti climatici e
degli scenari futuri”.

Il concorso vuole quindi sensibilizzare studenti, famiglie e insegnanti su tali temi, che costituiscono importanti sfide per la società con ricadute sulla vita quotidiana e sulla salute. “Grazie ai vari tipi di elaborati previsti dal concorso”, aggiunge il professor Scarciglia, “il premio intende valorizzare le diverse qualità e attitudini dei partecipanti, stimolando competenze disciplinari e trasversali. Il fine ultimo del premio consiste nello stimolare una scelta consapevole del percorso formativo universitario, promuovendo la conoscenza degliambiti lavorativi tradizionali ed emergenti della geologia, per i quali esiste una significativa domanda da parte del mondo del lavoro,nella convinzione che potranno originarsi presto ulteriori opportunità di occupazione”.

Il presidente dell’Ordine dei geologi della Calabria, dottor Alfonso Aliperta, sottolinea l’importanza di una simile iniziativa di sensibilizzazione e divulgazione delle questioni inerenti alla professione del geologo, ancor più in un territorio particolarmente fragile come quello calabrese.

“Un paesaggio, il nostro, che è al contempo mozzafiato e insidioso per la sua natura aspra e dinamica, capace di offrire sia ricchezza e sviluppo per le sue peculiari risorse, sia eventi tragici e disastrosi. Purtroppo, di questa professione tendiamo a ricordarci soltanto nei momenti più tristi, quando siamo costretti a fare i conti con i disastri derivanti, in massima parte, da mancata conoscenza dei rischi, assenza di prevenzione, occupazione e sfruttamento disordinato del suolo, mancanza miope d’investimenti.

Il ruolo del geologo dovrebbe piuttosto essere valorizzato, per garantire un corretto utilizzo delle risorse geologiche e per proteggere la popolazione dai possibili effetti negativi dei fenomeni naturali. Questo tipo di sensibilizzazione, rivolta alle future generazioni di classe dirigente, è sicuramente un passo necessario ma non sufficiente.

Fino a quando in Italia non ripudierà la cultura dell’improvvisazione e delle continue emergenze, adottando quella virtuosa della pianificazione e del rispetto dell’ambiente, continueremo a vedere sempre più frequenti eventi disastrosi. Il nostro Ordine, in accordo con il Consiglio nazionale, da tempo insiste peraltro per un continuo adeguamento dei piani di studio universitari, finalizzato a offrire agli studenti strumenti sempre più efficaci e innovativi per affrontare con successo tematiche tanto complesse e affascinanti, quali quelle legate alle risorse e ai rischi geologici”.

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