Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Centro / Via Diana

Il Coolap: "Il commissario condanna a fine certa i servizi psichiatrici"

I lavoratori in protesta: "Il commissario non ha ancora reso noto come e soprattutto se intende pagare gli arretrati dei servizi resi che contano ben quattro mesi e in dirittura d’arrivo il quinto"

Una recente protesta

Continua la lotta dei lavoratori delle strutture psichiatriche reggine che hanno proclamato per questa mattina un nuovo sciopero davanti alla sede Asp di Reggio Calabria. "Si sta sempre più concretizzando - scrivono Vincenzo Barbaro, Filippo Lucisano e Giuseppe Foti del Coolap - la fine certa dei servizi psichiatrici e il declino economico di intere famiglie di lavoratori.

Il commissario Longo non ha ancora reso noto come e soprattutto se intende pagare gli arretrati dei servizi resi che contano ben quattro mesi e in dirittura d’arrivo il quinto. Noi lavoratori siamo seriamente indignati per tale indolenza che mette la nostra dignità e quella dei tanti pazienti sotto i piedi, perché non si considera il suo principio di inviolabilità, fondato sui diritti costituzionalmente e umanamente riconosciuti.

Caro commissario, perdonateci la presunzione, ma per capire di disabilità è necessario accettare la diversità come ricchezza e tutelarla a costo di tutto perché fa parte della storia dell’uomo e lo arricchisce. Contrariamente ci vediamo costretti a lottare allo stremo delle nostre forze per i diritti violati e poter andare avanti con il servizio o meglio il nostro mandato morale e sociale. Perdonateci un piccolo, ma più che mai un esaustivo, inciso della scrittrice Federica Morrone: “la diversità richiede impegno, coraggio, pazienza, ma regala la gioia della scoperta, l’avventura del viaggio, il rischio del confronto e l’audacia del mettersi in discussione".

Crediamo fortemente - conclude la nota del Coordinamento lavoratori psichiatria - che queste qualità dalle nostre parti mancano da tempo e ci si nasconde dietro una burocratica senz’anima e senza cuore. Non riusciamo proprio a capire il perché di tanta rigidità che è una forza non reale che cresce generando sempre più disuguaglianze a beneficio di un ideale di perfezione pericoloso che non accetta la fragilità umana e oggi più che mai la sua necessità di essere ascoltata, valorizzata e tutelata".
 

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