Le misure della stretta contro il Coronavirus in arrivo oggi: nuovo decreto del premier Conte

Il provvedimento è atteso entro stasera. Dovrebbe prevedere ingressi scaglionati a scuola, smart working al 75% nella pubblica amministrazione, chiusura dei bar alle 21 e dei ristoranti alle 23 o alle 24. Saltano coprifuoco e stretta nei trasporti

Giuseppe Conte

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri previsto per oggi, domenica 18 ottobre, dovrebbe prevedere la chiusura dei bar e dei locali ale 21 e dei ristoranti alle ore 23 o alle 24. Nella serata di ieri, il premier ha avuto una riunione fiume con i capidelegazione della maggioranza su quanto dovrà prevedere il nuovo decreto. Ma sugli orari, confermano fonti di governo, si tratta di ipotesi, nessuna decisione è stata ancora presa. E il presidente del Consiglio Giuseppe Conte frena. 

Dpcm 18 ottobre: le nuove misure della stretta

Nella notte, durante il consiglio dei ministri che ha approvato ha approvato il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 e la proroga delle cartelle esattoriali al 31 dicembre 2020, si è discusso delle nuove misure dell'emergenza coronavirus mentre il bollettino della Protezione Civile di ieri riportava quasi undicimila casi e 47 morti. Ma le misure anti contagio da Covid-19 che entreranno nel nuovo Dpcm non sono ancora state definite nel dettaglio. Prima servirà un altro confronto con gli enti locali e una discussione finale nel governo: per questo si immagina il varo per stasera. 

Al termine di una discussione che fonti di maggioranza definiscono "assai tesa", manca ancora una sintesi ancora su diversi aspetti, per i quali decisivo sarà il confronto con gli enti locali: dallo stop a fiere e congressi, all'ipotesi di vietare di consumare alcolici in piedi fuori dai locali dalle 18. La nuova stretta dovrebbe puntare, come suggerito anche dal Cts, su una serie di misure come:

  • lo smart working al 75% nella pubblica amministrazione;
  • lo scaglionamento degli orari delle scuole superiori, con l'ipotesi di ingresso alle 11 e una quota di didattica a distanza per alleggerire i trasporti (ma non si esclude neanche una riduzione della capienza massima degli autobus).
  • lo stop agli sport di contatto dilettantistici e - ma ancora non c'è certezza - la chiusura di palestre e piscine.

Il "coprifuoco"

Si punta inoltre su una spinta al tracciamento dei contagi, sollecitata dagli esperti. Continua a dividere il pacchetto delle misure anti movida e una possibile forma di "coprifuoco". Al termine del vertice serale a Palazzo Chigi il punto di caduta sembra essere la chiusura di bar e pub alle 21, ristoranti alle 24, per non pesare su un settore già in grande sofferenza. Ma dal governo invitano alla cautela nelle indiscrezioni: c'è chi continua a spingere per misure ancora più dure, soprattutto nel weekend.

E chi, come Italia Viva, è contro le nuove chiusure e tiene alta la guardia: nonostante la smentita di diverse fonti di governo, i renziani non escludono che fino all'ultimo possa tornare sul tavolo l'ipotesi - da loro osteggiata - di uno stop a parrucchieri e centri estetici. E qui Repubblica precisa che al netto del duello sull’orario (23 o 24), l’impostazione dell’esecutivo prevede comunque che la misura vada differenziata a seconda dei territori, demandando alle Regioni il compito di accorciare ulteriormente la chiusura.

E questo perché la curva del virus cambia da Regione a Regione. A questa regola potrebbe aggiungersene un’altra: il limite di vendita degli alcolici da asporto alle 18 (pochi giorni fa era stato fissato alle 21). Dopo, si potrebbe solo servire al tavolo. È la proposta di Franceschini, forse la misura più drastica per colpire la movida.

Parrucchieri e centri estetici

C’è sempre la mano di Conte, invece, dietro la scelta di non bloccare parrucchieri e centri estetici. Il premier ritiene che chiudere queste attività darebbe il senso di un’emergenza che richiama il primo lockdown.

Lo smart working della pubblica amministrazione nel Dpcm 18 ottobre

Divide intanto la limitazione agli spostamenti dei cittadini e sembra escluso che sarà prevista nel nuovo dpcm. Resta in vigore il divieto di sostare di fronte ai locali pubblici oltre le 21 per evitare assembramenti. Secondo il Corriere della Sera il premier Conte è il più determinato a frenare i "rigoristi": "Non siamo a marzo, dobbiamo adottare scelte proporzionate e ponderate", ripeteva ieri a chi nel Partito Democratico chiedeva il coprifuoco alle 22 in tutta Italia e la Didattica a Distanza per le scuole superiori. 

Il presidente del Consiglio non riteneva così urgente varare nuove regole, avrebbe preferito aspettare e monitorare la curva epidemiologica. Anche perché, come ha spiegato ai ministri, «"a gente è stanca ed esasperata e c’è il rischio di disordini sociali".

Ma il Pd ha scelto una linea interventista, il capo delegazione Dario Franceschini ha cominciato a incalzare e il resto lo ha fatto Roberto Speranza, che guarda ai 33 mila casi della Francia e preme per rallentareimotori del Paese: "Dobbiamo accelerare per evitare di arrivare ai quei drammatici numeri".

Per ora però non tornernà l'autocertificazione, ma sullo smart working, spiega ancora il quotidiano, la decisione è presa: il 75% dei lavoratori dovrà rimanere in smart working. Una misura che mira a limitare i contatti all’interno degli uffici, ma anche a ridurre le presenze sui mezzi pubblici. Si tratta di un provvedimento che riguarda i dipendenti pubblici, ma potrà essere adottato anche nel settore privato con accordi mirati.

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Il Cts ha espresso parere favorevole e anche i governatori hanno espresso il proprio ok. La Stampa infine scrive sul coprifuoco che gli scienziati propongono la serrata dalle 22 minimo, come i più rigoristi nel governo. Il Piemonte è la prima Regione a prendere posizione contro questa ipotesi.

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