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"Aprire per non morire": in piazza Italia la protesta di ristoratori, partite iva e palestre |VIDEO

I liberi imprenditori uniti hanno protestato pacificamente questa mattina contro le chiusure delle loro attività rivendicando "il diritto al lavoro". Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura

Piazza Italia torna nuovamente ad essere teatro di una manifestazione pacifica contro le chiusure delle attività commerciali. Dopo le proteste dei giorni scorsi, questa mattina, per rivendicare il diritto al lavoro è toccato a ristoratori, palestre, partite iva e liberi cittadini. All'appello hanno risposto un centinaio di imprenditori del settore food di tutta la provincia di Reggio Calabria, in gran parte giunti dalla costa tirrenica, da Scilla e Bagnara, località che basano molto la propria economia sul settore turistico e della ristorazione.

"Senza diritti non esistono i doveri - dichiarano in una nota i Liberi imprenditori uniti, promotori dell'iniziativa - è arrivato il momento in cui in virus va affrontato con intelligenza e non col gioco dei colori".

Armati di manifesti funebri, determinazione e urlando "libertà" al cospetto dei palazzi istituzionali della città, gli imprenditori chiedono "l'annullamento dei colori regionali, il sostegno concreto e non l'elemosina da parte delle istituzioni, la costruzione immediata della sanità calabrese che ci permetterà di non essere perennemente penalizzati senza reali contagi. Niente rossi, niente arancioni". 

"Chiediamo libertà, chiediamo abolizione del coprifuoco - afferma ai nostri microfoni Ivana Labate, tra gli organizzatori della manifestazione - perchè questo apri e chiudi di tredici mesi, ci ha solamente distrutto. I ristori sono stati pari a zero, elemosine, - continua l'imprenditrice - e c'è anche chi non li ha ricevuti. Noi non siamo gli untori di questa pandemia". Una delegazione degli imprenditori è stata poi ricevuta dal dott. Marco Oteri, capo gabinetto della Prefettura reggina. 

All'iniziativa in piazza hanno partecipato anche i “Fantasmi del Passato” che hanno deciso di protestare al fianco dei Liberi imprenditori uniti contro le stringenti misure e le limitazioni imposte dalla attuale situazione pandemica, chiedendo appunto un ritorno alla vita.

"Dopo oltre un anno - si legge in una nota - veniamo presi in giro da istituzioni incompetenti che non hanno fatto altro che catapultarci in una rappresentazione fantascientifica della realtà, privandoci delle nostre libertà individuali, costringendoci ad una nuova normalità fatta di smart working, delivery, shopping online, social network e informazione pilotata a senso unico". Gli organizzatori dichiarano "che si tratta solo del primo atto, a cui seguiranno altre azioni di protesta fino ad un completo ritorno alla normalità".

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