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La riforma

Ecco come Occhiuto vuole rivoluzionare la gestione di acqua e rifiuti

La giunta ha elaborato il progetto di Autorità regionale che operi su di un ambito territoriale unico e sia guidata da un commissario

Dopo la sanità, i rifiuti e la gestione del bene più prezioso: l’acqua. Roberto Occhiuto, presidente della giunta regionale calabrese, pensa ad accentrare la gestione dei servizi pubblici ambientali e dell’acqua in un’unica società regionale, come precedentemente fatto con “Azienda zero”.

E’ questo il senso della proposta varata dalla giunta regionale lo scorso 21 marzo, finita nero su bianco nella deliberazione numero 118 avente ad oggetto: “disegno di legge per l’organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente”.

Il governo regionale, quindi, ha in mente un “modello di governance unico” per il servizio idrico integrato e per il sistema di gestione dei rifiuti urbani, un progetto che per Occhiuto ed i suoi assessori “costituisce un indubbio valore aggiunto per il razionale svolgimento delle connaturare attività, in capo ad un’unica governance che sia, tuttavia, espressione delle comunità locali”.

Questo perché la proposta prevede la creazione di un unico ambito territoriale ottimale, su base regionale, contro i cinque attualmente in attività previsti dalla riforma del settore varata nel 2019, sia per la gestione dell’acqua che dei rifiuti ma, soprattutto, l’istituzione di un ente unico di gestione - l’Autorità rifiuti e risorse idriche della Calabria con sede legale a Catanzaro - di questi servizi cui sono chiamati a partecipare “obbligatoriamente” tutti i comuni della regione Calabria.

L’autorità, poi, per svolgere le proprie funzioni sarà dotata di un’apposita struttura tecnica-operativa e potrà avvalersi di personale della Regione, degli enti locali e degli enti sub regionali.

Naturalmente l’applicazione di questa riforma prevede la nomina di un commissario straordinario che accorpi in se le funzioni di chi prima gestiva il ciclo delle acque e la raccolta dei rifiuti sul territorio della regione Calabria.

La novità, però, potrebbe portare con se il rischio che questo passaggio all’ambito territoriale ottimale unico su base regionale possa inceppare il sistema di raccolta dei rifiuti che, almeno per quanto attiene il territorio della provincia di Reggio Calabria e, quindi, l’Ambito territoriale ottimale reggino, non sta palesando particolari inefficienze - a differenza di almeno un altro ambito provinciale - nella raccolta dei rifiuti.

Ciò che preoccupa è l’imminente arrivo della stagione estiva che, per il combinato disposto dell’aumento del numero delle presenze sul territorio reggino e di una riforma che non prevede tempi celeri, possa far impazzire il sistema con il rischio di lasciare sul terreno sgradevoli cumuli di rifiuti.

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