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Lunedì, 20 Maggio 2024
Condivisione e riflessione

I gruppi di preghiera di Padre Pio della Calabria Sud ai piedi della Madonna della Consolazione

All'incontro ospitato nella Basilica dell'Eremo hanno partecipato i rappresentanti delle quattro diocesi appartenenti alle province calabresi. Gli interventi di padre Luciano Lotti e fra Pietro Ammendola

Nell'anno della preghiera voluto da papa Francesco, la Basilica Santuario dell'Eremo ha ospitato il convegno regionale dei gruppi di preghiera della Calabria Sud con la presenza di rappresentanti delle quattro diocesi appartenenti alle province più a sud della regione: Reggio Calabria con Oppido Mamertina-Palmi, Locri-Gerace e Reggio Calabria-Bova, come diocesi ospitante, e quella di Vibo Valentia con la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

Durante l'incontro, inteso come momento di grazia dell’anno, dedicato alla preghiera in preparazione al Giubileo del 2025, Padre Pio, il santo fondatore dei gruppi di preghiera che ne portano il nome, presentato come "maestro di preghiera”, è stato messo a fuoco l’aspetto della preghiera che è caratteristico della spiritualità di San Pio da Pietrelcina, che amava definirsi: "Sono soltanto un povero frate che prega".

"Padre Pio è un testimone gigante di santità del nostro tempo, ma noi restiamo ancora in superficie, rispetto a quello che è lo spessore della sua spiritualità, non siamo entrati in profondità", ha affermato padre Pietro Ammendola, superiore dell’Eremo, ma anche assistente spirituale dei gruppi di preghiera dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, nominato qualche mese fa dall’arcivescovo Fortunato Morrone, nell'accogliere i fedeli dalle varie zone del Reggino e del Vibonese.

Su questo aspetto è stata incentrata la catechesi di padre Luciano Lotti, segretario generale dei gruppi di preghiera di tutto il mondo, che è venuto appositamente da San Giovanni Rotondo, insieme a una rappresentanza dell'équipe che coordina i gruppi di preghiera, che fanno riferimento alla Casa Sollievo della Sofferenza, l’ospedale voluto da Padre Pio e attualmente uno dei più all’avanguardia d’Italia, conosciuto per le ricerche avanzate in campo medico scientifico, inaugurato da Padre Pio stesso il 5 maggio 1956.

Padre Luciano Lotti, figlio del professor Francesco Lotti, stretto collaboratore di Padre Pio e primo primario della pediatria di Casa Sollievo della Sofferenza, che sin da piccolo, come egli stesso ha raccontato, è stato vicino al santo, che definisce un santo di famiglia: "Quando parliamo della vita mistica di Padre Pio, che sembra una parola difficilissima, però proprio perché la sua preghiera era continua viveva la comunione con Dio, lo sentiva vicino in ogni momento. Non è difficile, lo possiamo fare tutti!

Quella vita mistica di padre Pio che poi è stata anche accompagnata dai fenomeni straordinari che però noi chiamiamo fenomeni concomitanti, qualche volta il Signore permette che si veda fuori la santità…ma quella vita mistica la possiamo vivere tutti noi…tutti noi possiamo far sì che la nostra preghiera diventi una preghiera di comunione, come la realizziamo questa preghiera di Padre Pio?

Dobbiamo fare quel passaggio che chiede Papa Francesco: dice che dobbiamo imparare come cristiani a passare dal tempo allo spazio, cioè non dire quando usciamo fuori dalla chiesa il tempo della preghiera è finito, se ne parla
domenica prossima…devi dedicare della tua vita non i tempi ma lo spazio, devi pensare che Dio sia sempre presente come spazio nella tua vita, vivere sempre alla presenza di Dio e sapete com’è fatto quello spazio di Dio? Padre Pio lo dice in una lettera e secondo me è la frase più bella di tutto l’epistolario: “Un’anima in grazia di Dio è così bella che non solo gli angeli, ma Dio stesso si ferma a guardarla”…. cerca di sentire questa luce di Dio che è nella tua vita. Vivi lo spazio di Dio".

"Sentiamoci spazio di Dio, allora, - ha continuato padre Lotti - la preghiera di qualità, la preghiera di continuità intesa come costanza nella preghiera, ci porta ad avere questa preghiera di comunione che crea in noi uno spazio nel quale Dio ci viene a guardare. Sentiamoci guardati da Dio". 

Dopo il saluto di padre Pietro Ammendola e l’intervento di catechesi sulla preghiera di Padre Pio di padre Luciano Lotti, la santa messa si è conclusa con l’atto di affidamento a Maria, madre della Consolazione, patrona di Reggio come saluto per tutti i partecipanti al convegno.

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