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L'iniziativa

Violenza sulle donne in città, storie di donne raccontate nei documenti dell'Archivio di stato

Iniziativa in collaborazione con le associazioni Fidapa e Le Muse in occasione della giornata internazionale del 25 novembre

Un'iniziativa per sensibilizzazione contro il dramma del femminicidio si è svolta domenica scorsa, all'indomani  della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne” mettendo insieme l'Archivio di Stato e due consolidate associazioni, la Fidapa (sezione Reggio Calabria presieduta da Rosaria Livoti) e Le Muse, laboratorio delle arti e le lettere.

Per l'evento è stata disposta l'apertura straordinaria dell’Archivio di Stato in via Casalotto, diretto da Angela Puleio, e titolo della manifestazione è stato “Tra memoria e realtà: il tempo dell’abuso”, un'occasione per far conoscere alla cittadinanza vari documenti degli anni ’20 e ’30 attinenti al ruolo femminile e storicamente legati nella nostra città e provincia al tema dei femminicidi e la violenza sulla donna. Ha affermato Puleio: "Come Archivio di Stato abbiamo scelto di fare una cernita tra i tanti casi di violenza trovati e concentrarci su due fondi, il teibunale penale di Reggio e la Corte d’Assise, con un occhio puntato sull’iter giuridico e legislativo". Il lavoro svolto dalle dottoresse Minarda, Chiriatti, Falduto, Carneri, Praticò ha dato spazio a varie forme di violenza, comprendendo maltrattamenti in famiglia, lesioni e sfregi, femminicidio, istigazione al suicidio e quindi violenza
psicologica e stupro ai danni di prostitute.

Ha continuato la direttrice dell'Archivio di Stato: "Non vi nascondo che ognuna di noi ha fortemente empatizzato con queste donne, ecco perché, chiamando ognuna di loro col proprio nome di battesimo (per motivi deontologici abbiamo oscurato i cognomi) abbiamo pensato di dar loro voce attraverso i racconti di storie, parole e testimonianze". Commenta ancora Angela Puleio: "La storia sicuramente è cambiata, sono migliorate tantissime cose, ma purtroppo la sostanza è rimasta uguale, e cioè che ancora molte donne sono vittime di violenza. E' necessaria - ha concluso - una rivoluzione culturale che insegni a non percepire più la donna come un oggetto che si possiede,  per il soddisfacimento dei propri bisogni e che quando non risponde più alle proprie esigenze viene distrutto".

Importante la presenza all'evento della Fidapa (Federazione Donne Arti Professioni e Affari) che, come ha ribadito la presidente della sezione reggina, Rosaria Livoti, collaborando con l'Archivio fa un nuovo passo in avanti: "Dopo la collaborazione con Adisco Calabria con finalità scientifiche, si passa ora ad una istituzione di alta cultura che conserva un patrimonio utile a capire ruoli e dinamiche della sopraffazione della donna nel tempo". Inoltre, ha aggiunto la presidente, la Fidapa in questo nuovo biennio, "rinnova la sua identità, in un processo di cooperazione nei territori cambiando modalità attuativa, collaborando con realtà altre così come ricorda la presidente
nazionale Concetta Corallo".

Riguardo il tema dell'evento esistono, ha ribadito Livoti, varie forme di violenza, tra cui quella psicologica, molto insidiosa perché "non riporta effetti fisici evidenti ma difficili da riconoscere, sia per la vittima stessa che per un osservatore esterno". Talvolta si tratta di comportamenti che, se rivolti a una donna, sono ancora culturalmente accettati. "La vittima di violenza - ha detto Rosaria Livoti - è di solito considerata dall’aggressore come una persona priva di valori, un mero oggetto che si convince della posizione sociale attribuitagli dall'aggressore".
L’associazione culturale Le Muse Laboratorio delle Arti e delle Lettere” si è occupata di un percorso espositivo con opere di vari artisti. Ha affermato il presidente Giuseppe Livoti: "Abbiamo voluto creare isole di pensiero, definite dal connubio di sculture, fotografie e pitture, esposte non insieme ma vicino alle fonti documentali dell’archivio. Un itinerario dentro gli ambienti espositivi rivisitati come luoghi deputati, che daranno al pubblico la possibilità di leggere, vedere, riflettere".

Hanno aderito all'iniziativa gli artisti Cosimo Allera, Francesca Avenoso, Cristina Benedetto, Maria Branca, Pino Gattuso, Manuela Lugara, Santa Milardi, Maria Grazia Musolino, Antonio Nicolo’, Grazia Papalia, Francesca Perina, Gaetano Villegiante.
La manifestazione ha previsto la proiezione del cortometraggio “Il tuo amore” di Francesco Nucara, ambientato a Reggio e realizzato nel 2011, che in un perfetto bianco e nero racconta un innamoramento negato attraverso simbologie. La testimonianza di Giuseppe Marino, avvocato e referente di Libera Contro le Mafie è poi stata  fondamentale per analizzare la contemporaneità attorno al problema della violenza. 

"Libera - ha detto Marino - riunisce associazioni da 27 anni e nella nostra storia Maria Chindamo è emblema del femminicidio. Le leggi ci sono, cambia la mentalità di chi opera all’interno dei processi. Occorrono un impegno ed anche un'ulteriore riforma normativa. Noi accompagniamo la donna alla denuncia - ha proseguito - anche se ci sono paura e resistenza. Le ascoltiamo e tuteliamo in questo percorso".
Importante, ha sottolineato, il ruolo di chi si fa portavoce e raccoglie testimonianze delle situazioni di disagio. L'avvocato ha spiegato che è un dato negativo che nel Pnrr non siano stati inseriti luoghi di aggregazione giovanile, soprattutto nelle aree che ne hanno più bisogno, come la Locride.

Il laboratorio di lettura di Clara Condello ha chiuso l'evento offrendo un ulteriore momento di riflessione sull’importanza della giornata del 25 novembre. La mostra documentale e di opere d’arte sarà visitabile nell'Archivio in via Casalotto fino al 10 dicembre con orario di visita dalle 8 alle 16.

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