Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Centro

Ex polveriera, sgombero coatto e famiglie senza casa

L'Osservatorio sul disagio abitativo denuncia la grave situazione e l'arrivo domani delle ruspe del Comune per abbattere le baracche

Manca poco ormai allo "sgombero coatto" all'ex polviera del rione Ciccarello. L'Osservatorio sul disagio abitativo tiene alta l'attenzione su quanto sta accadendo e afferma: "per la città il 15 luglio potrebbe essere una data da dimenticare.Purtroppo non si hanno notizie positive per le famiglie dell’ex Polveriera escluse dal Comune dall’assegnazione di un alloggio.Pare che proprio giovedì sia in programma lo “sgombero coatto” nella parte della baraccopoli che è interesse  di investimenti da parte del Ministero della Difesa  per la costruzione di una nuova caserma e di altre strutture sia civili che militari".

"Quanto potrebbe avvenire domani - continua l'Osservatorio - è un atto di forza verso due famiglie che vorrebbero semplicemente andar via dalle baracche in cui sono nati e cresciuti.  Ma chiedono di farlo non replicando le dinamiche che le hanno costrette a coabitare da sempre per  estrema necessità e chiedono che gli venga garantito il diritto fondamentale all’alloggio. È paradossale ma il Comune vorrebbe perpetuare lo stato di cose che avvengono per puro bisogno ma che spesso viene imputato all’appartenenza culturale delle persone  da sempre vissute in un contesto di esclusione abitativa".

"Ancora una volta un’istituzione cuce addosso alle persone un’etichetta, perpetuandola nonostante questi esseri umani  chiedano esattamente il contrario. Del resto è illegale l’assegnazione di un alloggio a più nuclei familiari assieme, legati da parentela, quando  la normativa vigente  prevede l’assegnazione di un alloggio per ogni  nucleo familiare. Questo è quanto il Comune ha imposto al nucleo della signora  Mimma Bevilacqua".

"È ugualmente illegale - prosegue - l’intimazione notificata dal Comune al  nucleo familiare della signora Giovanna Bevilacqua di trasferirsi presso l’alloggio assegnato al nucleo del figlio, sostenendo che lo stesso  sia  stato assegnato anche al suo nucleo, mentre la relativa documentazione  di assegnazione  riporta il solo nucleo del figlio non convivente.  Così, se domani avverrà quanto annunciato, due famiglie, di cui una composta da tre bambini, saranno costrette a sgomberare con un atto di forza e a coabitare con i propri parenti (in uno dei due casi sarebbero in 8 in un solo alloggio) nonostante la legge vigente e la volontà di vivere finalmente  in un’abitazione con  spazi adeguati e la comprensibile riservatezza familiare".

"Chiediamo, ancora una volta, - dicono le sigle associative dell'Osservatorio sul disagio abitativo -  al prefetto, al sindaco e all’assessore Albanese, di interloquire con queste famiglie per garantire loro il diritto alla casa che dia una speranza di un futuro diverso a persone che non hanno avuto fino adesso la possibilità di essere trattati secondo giustizia, in maniera egualitaria e non discriminata nel corso della loro vita. Se il Comune ha necessità di altro tempo per reperire i due alloggi da assegnare ai  nuclei, quest’ultimi potrebbero rimanere nelle due baracche, senza impedire la chiusura dei cancelli, permettendo  loro di accedere alle baracche attraverso la stessa via che il Comune ha concesso alle altre famiglie che, nella stessa area,  occupano un edificio di cemento armato a 3 piani costruito su demanio e al quale, fino ad oggi, hanno avuto accesso attraverso l’area militare.  Sarebbe un modo non solo di garantire il diritto alla casa, ma di correggere un’operazione che vede applicati anche due pesi e due misure". 

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