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Violenza di genere, Irto: "La battaglia deve essere condotta prima di tutto da noi uomini"

In Italia si consuma un femminicidio ogni tre giorni. La riflessione del consigliere regionale democrat nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne

"La battaglia contro la violenza di genere deve essere condotta innanzitutto da noi uomini. Solo attraverso un impegno straordinario dell'universo maschile contro questo triste fenomeno riusciremo ad avere risultati concreti e duraturi. Ne sono convinto da tempo".

Irto Nicola-2Sono le parole del consigliere regionale Nicola Irto che continua: "Negli ultimi anni, ho avuto l'opportunità di partecipare a numerose iniziative organizzate dal mondo delle associazioni attive nella difesa delle donne e nella promozione della parità di genere. E mi ha sempre molto colpito la circostanza che le platee, quando era ancora possibile riempirle di pubblico, fossero in larghissima maggioranza composte al femminile. Ma di violenza contro le donne - non 'sulle' donne, ma 'contro' le donne - occorre che ragionino, discutano e comprendano il disvalore soprattutto gli uomini, responsabili di quegli atti ripugnanti e vili che con frequenza inaccettabile continuano a verificarsi nel nostro Paese, specie al Sud".

Secondo l’esponente democrat, "in Italia si consuma un femminicidio ogni tre giorni. Questi numeri agghiaccianti ci consegnano una realtà che la società tende a rimuovere colpevolmente, salvo poi ricordarsi nel mese di novembre dell'esistenza di tale drammatico fenomeno. Soccorrono, ancora una volta, le opportune parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un faro per l'intera comunità nazionale in tempi così difficili, che ha definito 'emergenza pubblica' la violenza contro le donne, sollecitando l'intera società civile a far crescere la coscienza collettiva su questi crimini".

Poi il consigliere del Pd ricorda: "Nella scorsa legislatura regionale, d'intesa con la Questura di Reggio Calabria, all'epoca guidata dal dottor Maurizio Vallone, con le istituzioni scolastiche, con l'Osservatorio contro la violenza di genere da noi costituito, nonché con i centri antiviolenza e le tante associazioni attive in questo campo, abbiamo condotto un intenso lavoro di sensibilizzazione e promozione della cultura del rispetto di genere.

Tutto ciò, nella consapevolezza che solo la diffusione, in seno alle giovani generazioni, dei valori della nonviolenza, del dialogo, delle pari opportunità, della democrazia può contribuire a eradicare questo triste fenomeno". 

"Tra le numerose iniziative che abbiamo promosso assieme all'Osservatorio coordinato da Mario Nasone - aggiunge Irto -, mi piace ricordare l'istituzione della Stanza della memoria e dell'impegno a Palazzo Campanella, ma non posso non citare anche lo storico premio 'Ragazzi in aula', intitolato alla memoria di Fabiana Luzzi.

Rositani Maria Antonietta-5Oggi il compito di chi fa politica e di chi è chiamato a svolgere un ruolo all'interno delle istituzioni democratiche è quello di non abbassare la guardia sulla violenza contro le donne, che anche negli ultimi anni ha causato episodi gravissimi e dolorosi come un pugno nello stomaco. Si pensi alla vicenda di Maria Antonietta Rositani, coraggiosa leonessa reggina, (nella foto), cui l'intera comunità regionale deve rivolgere il più forte abbraccio e incoraggiamento". 

"Per riuscire a vincere questa battaglia, - conclude Irto - è necessario moltiplicare le occasioni di incontro e di confronto, rafforzare nel bilancio della Regione i finanziamenti alla legge 20 del 2007 sul sostegno ai centri antiviolenza, istituire un fondo di solidarietà regionale a favore delle vittime di violenza, continuare a promuovere tutte le iniziative culturali idonee a diffondere, specie in età scolare, una consapevolezza delle più giuste dinamiche nei rapporti tra i sessi.

Una società migliore - conclude Irto - si costruisce affiancando alle attività di repressione condotte dalle forze dell’ordine, quelle pedagogiche da promuovere in classe. Si tratta di un indispensabile investimento sul futuro di cui siamo tutti responsabili. Un investimento che ciascuno di noi deve compiere, mettendo a disposizione una delle risorse più importanti di cui disponiamo: il tempo, da dedicare all'ascolto e all’impegno".

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