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L'affondo

Graduatoria Gom, la Lega sposa la tesi della Marcianò e attacca

Per il commissario regionale Saccomanno "L'appello-denuncia della professoressa non può cadere inascoltato"

“Un grido di allarme e, allo stesso tempo, un appello quello di Angela Marcianò su pesanti sospetti, poi non solo tali, in relazione alla graduatoria del Gom che verrà utilizzata dal Comune di Reggio Calabria per proprie assunzioni che non avrebbero nulla di strano se non vi fosse stata una fretta inaspettata e la presenza di parenti, nipoti, cognati, cugini e perfino politici in carica”. Giacomo Saccomanno, commissario regionale della Lega in Calabria, riprende e rilancia la denuncia fatta dalla Marcianò.

“Soggetti che, afferma la Marcianò - scrive Saccomanno - hanno legami strettissimi con la politica, nel caso di specie con il Pd e, più in generale, con il centrosinistra.

Sono tanti i dubbi sollevati da Saccomanno: “ma perché attingere celermente alla graduatoria del Gom pubblicata da meno di un mese? Perché tanta fretta? Qual è l’interesse concreto? Ci sarebbe stato lo stesso interessamento e comportamento se tra i vincitori non ci fossero tante persone vicine ad esponenti del Pd e del centrosinistra?”.

La risposta per il commissario del “carroccio” potrebbe essere molto semplice: “dopo tutto quello che abbiamo visto combinare a questa amministrazione di sinistra l’utilizzo di una graduatoria compiacente non è, assolutamente, nulla! Cosa è, un possibile interesse in atti di ufficio, quando questa amministrazione è stata colpita da arresti, condanne, sospensioni per gravi reati penali! Quando, rischia di aumentare al suo interno la partecipazione di soggetti che sono indagati per il grave reato di brogli elettorali?”.

Giacomo Saccomanno, poi, affonda il colpo: “Reggio è allo stremo e appare inverosimile che dinnanzi a tali gravissime situazioni le Istituzioni non assumano nessuna iniziativa. Ci chiediamo perché il Prefetto non si muove, ci chiediamo perché la Procura non si fa sentire, ci chiediamo perché i sindacati tacciono, ci chiediamo dove sono i partiti che dovrebbero denunciare tali vergogne? Ha ragione la professoressa Marcianò quando afferma che non bisogna voltarsi dall’altra parte, ma si devono affrontare tutte le situazioni anomale per cercare di dare un minimo di speranza a tanti giovani che devono scappare dalla Calabria non essendoci qui la possibilità di conquistare onestamente un posto di lavoro basandosi solamente sulla propria preparazione. Esempi come questi sono peggio di un omicidio: incutono nelle persone, negli studenti, nei lavoratori la convinzione che solo con gli imbrogli e con la malapolitica si possono ottenere favori di tal genere”.

Per Saccomanno, ancora, a Reggio vige un paradosso: “è meglio non studiare e corteggiare il politico di turno! Mi auguro che qualcuno accolga il dolore e l’appello di Angela Marcianò e ripristini, per quanto possibile, una legalità ampiamente calpestata e che, finora, è stata pesantemente ignorata da chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole e tutelare la povera gente. Ma, il passato di questa città, la rassegnazione, il percorrere la strada più facile, le palesi collusioni, sono elementi che dovrebbero scoraggiare tali appelli, se non fosse così forte, così profondo, così insopportabile il vedere delle ingiustizie palesi e,contemporaneamente, constatare il silenzio allarmante ed inquietante delle istituzioni”.

“La Lega - conclude Saccomanno - ha fatto delle scelte chiare e indiscusse e, quindi, è e sarà accanto al coraggio, all’indignazione, allo sconforto di Angela Marcianò e di tutte le persone che cercano normalità e legalità e cercherà di svegliare dal torpore tutti quelli che avrebbero dovuto agire senza attendere alcun richiamo dei cittadini”.

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