Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Centro / Via Marina Arenile

Botta e risposta tra Chapeau e il Comune: la parola all'imprenditore del ristobar

Dopo la replica dell'Amministrazione comunale su dehors e isola pedonale arrivano le precisazioni dal noto locale del centro storico

Foto pagina Facebook Giuseppe Iatì

E' ormai botta e risposta tra il ristobar Chapeau e l'amministrazione comunale. Dopo la decsione presa dal titolare di chiudere il locale nel mese di agosto, per protesta silenziosa, e le precisazioni fornite da Palazzo San Giorgio su dehors e isola pedonale del corso Matteotti, oggi arriva la replica dal locale che riceviamo e pubblichiamo integralmente:

"Facendo seguito alle pretestuose quanto infondate argomentazioni sollevate dall’Amministrazione comunale, a mezzo stampa, in merito alla chiusura del nostro Chapeau, - si legge in una nota - corre l’obbligo fare alcune doverose precisazioni.

Sebbene volesse essere, da parte nostra, una “Protesta Silenziosa”, dignitosa e soprattutto civile, ci ritroviamo, nostro malgrado costretti a rispondere, per il momento, alle “Polemiche” così definite dall’Amministrazione comunale o da chi per essa, ascrivibili esclusivamente alla stessa ed ai soggetti “male informati” della quale, purtroppo, è affollata.

Corre l’obbligo seguire per ordine! Corrisponde al vero la circostanza che l’azienda Chapeau sia stata edotta del “Progetto Comunale” riguardante l’isola pedonale e della consequenziale installazione dei dehors, però; tale coinvolgimento, che ci ha travolti in un vortice, è stato dettato probabilmente dal fatto che Chapeau è una delle attività commerciali sita sulla via marina alta di Reggio di Calabria, alla quale necessariamente l’Amministrazione comunale ha dovuto comunicare, non direttamente bensì attraverso uno degli altri esercenti di altra attività commerciale sita sulla stessa via marina alta, l’iniziativa del suindicato progetto.

Vi è un dato certo! Nessuna risposta è stata sottoscritta dall'Au  e/o da alcuno dei soci del nostro Chapeau. Merita risalto il fatto che l’unico colloquio con l’arch. Federico incentrato prettamente su questioni tecniche e non economiche (non avremmo di certo potuto ottenere delle risposte esaustive), riguardante i parcheggi, la viabilità la sicurezza riferita al transito dei mezzi di soccorso tutti, struttura dei dehors (nello specifico le caratteristiche tecniche dei materiali usati e degli arredi che secondo il nostro parere non giustificavano la spesa necessaria che ogni sottoscrittore, coattivamente, avrebbe dovuto sostenere).

Abbiamo deciso, dopo aver fatto dei calcoli economico-finanziari, che nessuna utilità avrebbe portato un “Progetto” di questo tipo ma al contrario avrebbe soltanto danneggiato l’intera città e, se questa lungimiranza avesse colpito anche i titolari delle altre attività commerciali o, semplicemente la stessa Amministrazione Comunale che di scelte sbagliate oramai ne fa capo, non staremmo qui a parlarne!"

Infine concludono gli imprenditori: "Nessun motivo finanziario, pertanto, è legato alla mancata partecipazione da parte nostra a questa “folle iniziativa”; noi che – preme rammentare all’Amministrazione Comunale – siamo stati gli unici, negli anni scorsi, a non subire il sequestro dei gazebo sulla Via Marina proprio perché abbiamo rispettato i “Progetti” a cui abbiamo fatto capo, ma soprattutto perché, abbiamo regolarmente adempiuto ai nostri doveri, investendo il nostro denaro su iniziative fruttuose ed intelligenti.

Ed è proprio tale diligenza, correttezza, buona fede che rende “le incapacità” decisionali della nostra Amministrazione Comunale, inacettabili. Nessuna condivisione, pertanto, a questo “fallimentare progetto” vi è stata da parte nostra, restando sempre coerenti con i nostri ideali e desiderosi esclusivamente di contribuire, seppur rimanendo controcorrente, alla rinascita di Reggio di Calabria".

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