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Martedì, 4 Ottobre 2022
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Nessuna crisi al liceo classico, "fiore all'occhiello del sistema scolastico"

Maria Rosaria Rao, dirigente del Campanella per undici anni, va in pensione ma continuerà a far parte della cabina di regia ministeriale e smentisce l'allarme sul calo di iscrizioni

"Il liceo classico è il fiore all’occhiello del sistema scolastico, possiamo definirlo il “made in Italy” della scuola e credo non esista una formazione più completa". A dirlo è Maria Rosaria Rao, che dopo undici anni alla direzione del liceo classico Tommaso Campanella di Reggio conclude con il pensionamento una carriera intensa e vivace nella scuola.

Al Campanella non si sono stati segnali della flessione di studenti nei licei classici segnalata negli ultimi anni dal Miur. Determinato a reagire a una crisi che in realtà è generale rispetto agli istituti tecnici, il Classico reggino è proiettato verso progetti sperimentali e aggiornamenti grazie al confronto tra gli oltre 400 istituti della rete nazionale e alla cabina di regia ministeriale nella quale la dirigente Rao è stata confermata e continuerà ad operare anche dopo la quiescenza.

I dati raccolti dal ministero attraverso le iscrizioni on line mostrano quest’anno una generale emorragia di numeri in tutti i licei con l’unica eccezione delle scienze umane, mentre dopo la pandemia sono in crescita i tecnici e i professionali. Il dettaglio regionale attesta però una preferenza delle famiglie verso i licei, che pur diminuendo la popolazione studentesca sono la scelta. Insomma a pesare nella statistica è anche una contraddittoria lotta di classe infarcita di pregiudizi duri a morire (i tecnici sono per quelli che non studiano; chi esce dai licei non lavora).

Non è un problema di scuole, ma di scuola, esacerbato dalla sfiducia di genitori e allievi e dalle difficoltà dell’epoca del Covid. In Calabria i licei sono al 57% contro il 29% dei tecnici, percentuale che rispecchia la situazione meridionale e al Nord cambia con una forbice molto più stretta.

Ma Rao, che è stata anche responsabile della macro area sud della rete dei licei classici, non è d’accordo con cui vede i licei e in classico in testa a rischio estinzione, boutade catastroficamente diffusa mesi fa da qualche politico e rilanciata dall’ultimo scontro tra Calenda e Salvini, il primo sostenitore del rafforzamento dei licei, il secondo dell’incentivazione delle scuole tecniche e professionali: una diatriba ideologica che sta creando una competizione malsana tra corsi di studio che non giova né al sistema dell'istruzione né agli allievi.

"Le nostre iscrizioni sono stabili, sia nuove che confermate – spiega Maria Rosaria Rao – non abbiamo avuto dispersione, anzi c’è interesse a questo tipo di formazione liceale completa, che coniuga l’aspetto umanistico e quello scientifico per formare giovani menti che domani potranno interpretare la realtà sia come persone che nel mondo del lavoro".

I potenziamenti attivati al Campanella sono vari e con importanti sinergie, tra cui l’indirizzo biomedico che rafforza fisica, chimica e scienze grazie a un protocollo d’intesa con l’Asp e di concerto con Alfatest; quello giuridico in collaborazione con la camera penale; il bioingegneristico che permette la preparazione per uno dei più nuovi corsi di studi universitari, presente in pochi atenei italiani; il potenziamento di giornalismo con la partecipazione della Rai regionale.

Anche Maria Rosaria Rao ha studiato al classico, nella sua città natale a Cosenza e del “suo” Campanella dice: "I reggini non se ne rendono conto ma questa è una scuola molto importante, è il liceo più antico d’Italia. In questi anni sono molto soddisfatta del lavoro fatto perché abbiamo portato il nostro liceo a un livello internazionale. Abbiamo rappresentato la cultura italiana per conto del ministero sia in Australia che negli Stati Uniti. A Boston i nostri indirizzi sono considerati come i loro master".

Il vero orgoglio sono i ragazzi. Quelli del Campanella amano lo studio e rappresentano una meravigliosa controtendenza agli influencer che non sanno chi è Dante. "I nostri allievi – continua Rao – sono bravissimi e sono fiera di loro. Siamo riusciti a formare menti critiche capaci di distinguere l’essere dall’avere ma hanno anche un forte senso di appartenenza. Mi capita spesso che vengano a salutarmi ex studenti che sono rimasti molto legati a questa scuola perché sono stati bene qui".

Internet e i social per la preside Rao non sono da demonizzare ma devono essere ridimensionati. Sul tema la dirigente dice una cosa molto “da liceo classico”, che, con buona pace dei ricercatori da Wikipedia, è definitiva: "I ragazzi ricevono spesso messaggi sbagliati, che arrivano proprio dagli adulti. Nel caso del digitale si confondono strumenti e obiettivi. Internet è uno strumento importante di cui avvalersi per favorire la conoscenza e la scuola lo usa, ma non è l’obiettivo. Dà l’illusione che si possa sapere tutto e subito e i ragazzi sono presi da questo tipo di ansia delle nozioni immediate. La vera conoscenza richiede tempi e studio, la tecnologia è un mezzo ma non il punto di arrivo".

Tra pochi giorni Maria Rosaria Rao passerà il testimone della guida del liceo classico reggino a Carmela Lucisano. Le mancherà la trincea scolastica, messa a dura prova da due anni di emergenza pandemica? "Sono stati anni difficilissimi, ma io come preside ho dato gli input e non avrei potuto fare niente senza la mia classe docente, che è stata splendida.

I nostri professori non hanno mai abbassato la guardia, hanno dato il massimo anche nella situazione della dad. Certo, la scuola mi mancherà ma sono felice della stima del ministero che ha confermato la mia presenza nella cabina di regia, è una grande opportunità per continuare a lavorare per i licei classici e lo farò con piacere".

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