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Il personaggio / Taurianova

La tragica storia di Maria, la Marinella calabrese di De Andrè

La donna che ha ispirato la celebre canzone era emigrata al nord da Radicena, antica frazione di Taurianova, finita a prostituirsi e poi brutalmente uccisa

L'associazione di idee, istintiva e agghiacciante, è venuta a tutti guardando il video virale della festa di compleanno a sorpresa per Matteo Salvini. La premier e il suo vice si cimentano in un allegro karaoke sulle note della celebre e bellissima “Canzone di Marinella” di Fabrizio De André, ed è stato impossibile non trovare inopportuna e cinica la scelta di un brano dove si racconta di una giovane donna morta annegata, a poche ore dal consiglio dei ministri convocato da Giorgia Meloni a Cutro e concluso con l’approvazione del nuovo decreto per l’immigrazione.

Nella stessa giornata, una Meloni fredda e concentrata solo sull’aspetto decisionale ed efficiente del cdm non aveva inteso recarsi a rendere omaggio alle salme dei migranti naufragati né incontrare i loro parenti, e appena svincolata dalla conferenza stampa finale era volata alla volta di Como per partecipare al cinquantesimo compleanno del leader della Lega. Doveva restare un evento privato ma qualcuno (poi si scoprirà essere il giornalista Nicola Porro) ha paparazzato i partecipanti al party organizzato da Francesca Verdini, compagna del festeggiato: palloncini, luci stroboscopiche, sorrisi, balli e tavoli mondani a suggello dell'alleanza politica degli ospiti.

Polemica per la scelta di una canzone ispirata a una tragica morte 

Poi quella canzone intonata al karaoke da Giorgia e Matteo, il quale ha una nota predilezione per De André e già una volta sui social aveva fatto una gaffe postando una citazione da un altro famoso brano, “Il pescatore”, in occasione del ventennale della scomparsa del cantautore ligure. Il passo in cui il pescatore offre pane e vino all’assassino riconoscendo in lui semplicemente un uomo che ha fame ha scatenato polemiche e dileggio da parte di chi ha ricordato il pensiero tutt’altro che accogliente di Salvini verso gli ultimi e gli emarginati. 

Adesso il vicepremier e ministro ci ricasca e lo fa nel momento più sbagliato con una canzone che, oltre ad evocare una fine molto simile a quella dei migranti affiorati dalle acque di Cutro (il corpo di Marinella nel fiume), è anche legata alla Calabria. Il personaggio di Marinella è infatti ispirato a una donna realmente esistita, Maria Boccuzzi, nata nel 1920 a Radicena, antica frazione da cui si formò l’attuale cittadina di Taurianova. De André raccontò di aver appreso della sua tragica storia dalle cronache della provincia lombarda, che nel 1953 riportarono la notizia di un cadavere femminile ritrovato nel fiume Olona a Milano e la identificarono come una prostituta uccisa da un violento e poi gettata in acqua.

La giovane di Radicena, emigrata al Nord, fece una fine disgraziata

La storia di Maria, inizialmente un corpo senza vita né nome, fu ricostruita dai giornali e si seppe che era nata a Radicena da una famiglia umile i cui genitori, per sfuggire dalla miseria e il degrado in cui vivevano, si trasferirono a Milano. Anche lei una migrante partita dal Sud e diventata una dei tanti meridionali a Milano, anche lei andando incontro ad un destino disgraziato. Sposa sedicenne di uno studente spiantato che poi l’avrebbe scaricata per un’altra, con il nome d'arte di Mary Pirimpò inizia a lavorare come ballerina di avanspettacolo ma poi viene circuita da due truffatori che la avviano alla prostituzione: ad ucciderla potrebbe essere stato uno dei suoi protettori, contro i quali però non furono raccolte prove sufficienti ad indagarli.

A differenza di quello che accade nella canzone di Marinella, dove all'orrore del femminicidio si sostituisce il dubbio di un incidente che può anche essere interpretato come un disperato suicidio, ("nel fiume chissà come scivolavi), nella realtà il killer le tolse la vita con sei colpi di calibro 6. I giornali scrissero che i genitori, anziani e malati, non seppero mai la verità. Nonostante investigazioni durate anni e degne di un giallo d'autore, l'omicida non fu mai scoperto, come si racconta nel libro "Storia di Marinella...quella vera" di Roberto Argenta (edizioni Neos). L'ultima immagine di Maria la vede passeggiare con un'altra ragazza di vita, poi allontanarsi nel nulla per non essere più vista.

La notizia sui giornali dell'epoca

Turbato da questa storia, De Andrè scrisse la Canzone di Marinella per regalare alla sfortunata donna un finale consolatorio e soprattutto l'elevazione da anonima vittima di violenza a personaggio immortale, reso eterno nell'arte della musica. Marinella viene trasportata in cielo su una stella, innalzandosi sopra il male subìto sulla terra, mentre continuerà a cercarla per sempre l’uomo che il cantautore immagina come l’atteso vero amore della giovane prostituta, quello che avrebbe dovuto salvarla. In origine il brano era molto esplicito per contenuti ai limiti dell’hard: nella prima versione si cita il sesso orale e l’orribile morte per mano di uno dei suoi clienti. Fu poi lo stesso Faber, consigliato da amici e colleghi, ad autocensurare il brano epurandolo dalle parole forti e facendolo arrivare alla pubblicazione romantico e malinconico come l’abbiamo sempre ascoltato. 

Da appassionato ammiratore di De André è probabile che Matteo Salvini conosca la storia della calabrese Maria Boccuzzi, e se non la sensibilità umana richiesta dalla circostanza del naufragio di Cutro, il vicepremier avrebbe dovuto fare maggiore attenzione all’effetto di questa particolare canzone sull’opinione pubblica da cui era emerso già malumore per la festa di compleanno in sé, organizzata in un momento poco felice.

La querelle sul consenso che lo stesso Salvini avrebbe dato a Porro di divulgare il video (pare per dimostrare l’armonia e l’amicizia che regna nel governo di centrodestra) si sgonfia a causa dell'irruzione social della melitese Marta Fascina, quasi moglie di Berlusconi, di postare alcuni ridanciani momenti della serata nelle sue stories di Instagram. Anche lei potrebbe averlo fatto per le stesse ragioni addotte da Porro, ma possibile che lei e il Cavaliere non abbiano riflettuto sul danno d’immagine che avrebbe causato per Meloni e Salvini? Secondo qualcuno la vera ragione della scelta della Canzone di Marinella sarebbe però un omaggio subliminale a Marina Berlusconi, indicata alla successione del padre alla guida di Forza Italia - e spiegherebbe anche l'iniziativa di Fascina con la condivisione di quelle immagini della festa (anche per lanciare un segnale favorevole alla figlia del compagno, con la quale sembra i rapporti siano distaccati). 

E' certo che la canzone di Marinella a poche ore di distanza dalla riunione del governo in un luogo funestato da una tragedia non sia piaciuta a nessuno. E la foto delle Steccato di Cutro, sulla sabbia dove si innalzano steli di fiori per tutte le vittime, è diventata sfondo di reels in cui la musica onora i migranti annegati e la sfortunata emigrata calabrese Maria, che, come tutte le più belle cose, vissero solo un giorno come le rose. 

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