Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Omicidio brigadiere Tripodi, dopo 38 anni si riapre il caso: ci sono 4 indagati

I fatti risalgono al 1985 quando il comandante della stazione di San Luca venne ucciso in un agguato all'ingresso del paese della Locride. Il Ris effettuerà accertamenti su tracce ematiche

La Procura di Reggio Calabria ha riaperto l'inchiesta sull'omicidio del brigadiere Carmine Tripodi, comandante della stazione di San Luca, ucciso il 6 febbraio 1985 in un agguato all'ingresso del paese della Locride.

I sostituti Diego Capece Minutoli e Alessandro Moffa, come riporta l'Ansa, hanno notificato un avviso di garanzia a quattro indagati tra cui il boss Sebastiano Nirta detto "Scalzone" di 66 anni. Inoltre la Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri e dall'aggiunto Giuseppe Lombardo ha notificato lo svolgimento di accertamenti tecnici non ripetibili che saranno eseguiti oggi dai carabinieri del Ris di Messina su alcuni reperti rinvenuti presso l'Ufficio corpi di reato del tribunale di Locri.

Gli accertamenti riguarderanno gli indumenti ed altri oggetti (sassi, toppe di asfalto) rinvenuti sulla scena del delitto, che recano tracce ematiche riferibili, secondo gli inquirenti, "ad uno degli aggressori del brigadiere Tripodi". La speranza della Dda è di rilevare "tracce di materiale organico - si legge nell'avviso - utili all'estrapolazione di un profilo genetico e quindi all'identificazione degli autori dell'omicidio mediante comparazione con profili genetici presenti in banca dati". Quando il brigadiere Tripodi è stato ucciso era impegnato in alcune indagini contro le cosche di San Luca. 

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