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La procedura di gara

Palazzo Giustizia, ci sono due offerte per il completamento dell’opera: ecco di chi sono

La commissione dell'Unità tecnico-amministrativa del Consiglio dei ministri si è insediata e dovrà valutare le offerte

Sarà una settimana decisiva per il futuro del Palazzo di Giustizia. La commissione dell'Unità tecnico-amministrativa del Consiglio dei ministri infatti si è insediata e adesso dovrà valutare le offerte che sono pervenute per i lavori di completamento del Palazzo di giustizia. Un appalto da 74 milioni di euro che prevede l'aggiudicazione tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa.

La procedura di gara per i lavori del Tribunale era stata avviata il 18 dicembre con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Adesso si è entrati nella seconda fare operativa e cioè quella della valutazione delle offerte, e solo dopo si passerà all'aggiudicazione. 

Le offerte presentate

Due sono le offerte arrivate: una dall’associazione temporanea di imprese composta “Consorzio Infratech” e “Passarelli” nella qualità di mandante, e l'altra dal raggruppamento temporaneo di imprese formato da “Ceravolo Ingegneria srl” e “Techin srl”. 

Dopo l'attenta valutazione la commissione sceglierà a chi affidare i lavori e l’aggiudicatario dovrà redigere un progetto esecutivo nel giro di 40, 50 giorni e subito dopo partiranno i lavori.  Questo vuol dire che la data stimata sarà nel mese di maggio.

I lavori necessari

Il Palazzo di Giustizia è un'opera che in questi anni ha subito i segni del tempo e atti vandalici e che ancora deve essere completata. Lo aveva spiegato bene l'ingegnere Giovan Battista Pasquariello dell’Unità tecnica amministrativa del consiglio dei ministri. I lavori avranno la durata di due anni e mezzo.

Allo stato attuale, l'opera sarebbe a uno stato di avanzamento pari a circa il 55% dell'eseguito.  Un palazzo che è stato abbandonato e non custodito per circa dodici, tredici anni, per questo oltre ai segni del tempo, sono stati innumerevoli gli atti vandalici che si sono concretizzati con la ruberie di gran parte delle apparecchiature elettriche e delle relative reti di distribuzione e di quelle termomeccaniche, oltre al degrado dovuto all'esposizione degli agenti atmosferici.

Manca ancora da fare l'impianto bioclimatico e per questo la ditta che si aggiudicherà l'appalto avrà non uno progetto definito ma uno studio di fattibilità tecnico economico. 

Il cantiere fermo dal 2014 e la ripresa con la ministra Cartabia

Il cantiere è fermo da anni, dal 2014, dopo l'ennesimo stop dovuto alla rescissione forzata con l'impresa Passarelli aggiudicataria dell'appalto. Con il Comune c'era infatti un contenzioso. Poi la ministra della Giustizia Cartabia a gennaio del 2022, arrivata a Reggio Calaabria  per l'apertura dell'anno giudiziario ha  firmato il protocollo con il Comune per la ripresa dei lavori per il Palazzo di Giustizia  annunciando che "porterà il nome del giudice Antonino Scopelliti. Uomo di grande intelligenza e di umanità e proprio queste virtù, come quelle di Falcone e Borsellino, sono il volto migliore della magistratura che vogliamo". 

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