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Lotta allo spaccio / Melito di Porto Salvo

Sull'autostrada per Palermo con 3,2 chili di cocaina: corriere calabrese incastrato dal fiuto di Elisir

In manette un reggino di 58 anni trovato in possesso di tre panetti di sostanza stupefacente

Dentro la macchina aveva oltre tre chili di cocaina, che avrebbe potuto fruttare oltre 250 mila, ma il condizionale è d'obbligo perché il corriere della droga, un calabrese di 58 anni, è stato "pizzicato" dal fiuto del cane antidroga Elisir ed arrestato dalla guardia di finanza a Palermo. 

L'uomo, Giovanni Fabiano, originario di Melito Porto Salvo, è stato fermato dai finanzieri del comando provinciale di Palermo nei pressi dello svincolo autostradale di Buonfornello.

L'arresto è scattato, nella mattinata dello scorso 3 aprile, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio effettuati lungo le rotabili che conducono al capoluogo, una pattuglia del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo sottoponeva a controllo un’autovettura e identificava il conducente, il quale, nel corso delle operazioni, si mostrava da subito particolarmente agitato e insofferente.

Pertanto, i militari operanti hanno effettuato una più approfondita attività di ispezione del mezzo, rinvenendo, grazie al fiuto del cane antidroga Elisir del Gruppo pronto impiego di Palermo, tre involucri di plastica trasparente sottovuoto, cosiddetti “panetti”, abilmente nascosti in un doppiofondo ricavato nel vano airbag del lato passeggero, accessibile attraverso una apertura meccanica, contenenti complessivamente 3,2 kg di cocaina. Lo stupefacente, qualora immesso sul mercato, avrebbe fruttato al dettaglio ricavi per oltre 250.000 euro.

Il corriere è stato condotto presso la casa circondariale “Antonino Burrafato” di Termini Imerese, a disposizione della locale procura della Repubblica, che lo scorso 5 aprile ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare in carcere.

"Si evidenzia - spiegano i finanziarieri di Palermo - che i provvedimenti in parola sono stati emessi sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare, pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza".

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