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Sabato, 24 Febbraio 2024
Il provvedimento / Palmi

Invece di essere in servizio andavano alle poste o al supermercato, due dirigenti medici dell'Asp sospesi per dodici mesi

Il provvedimento è stato eseguito dalla Guardia di finanza che ha sequestrato anche le somme che sarebbero state indebitamente percepite quale retribuzione per le prestazioni lavorative attestate ma mai svolte

Andavano alle poste o al supermercato invece di essere sul posto di lavoro, adesso due dirigenti medici dell’Asp di Reggio Calabria sono ritenuti responsabili di assenteismo e dovranno difendersi dalle accuse di  truffa aggravata ai danni dello Stato e di false attestazioni della presenza in servizio. Per i due sanitari, poi, il gip di Palmi ha emesso un provvedimento di interdizione per 12 mesi e il sequestro delle somme che sarebbero state indebitamente percepite quale retribuzione per le prestazioni lavorative attestate ma mai svolte.

Il provvedimento è stato affidato alle cure dei finanzieri del comando provinciale di Reggio Calabria, comandati dal generale Maurizio Cintura, che hanno agito con il coordinamento della procura della Repubblica di Palmi, diretta da Emanuele Crescenti.

In particolare, sulla base delle risultanze delle indagini fin qui svolte e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità nelle successive fasi del giudizio, il giudice ha disposto in via cautelare la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione medica e dal rispettivo rapporto di lavoro, nonché il sequestro delle somme che gli indagati avrebbero indebitamente percepito a fronte di ore di lavoro dichiarate ma mai effettuate, contestando i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e di false attestazioni della presenza in servizio.

Le indagini svolte dalle Fiamme gialle della compagnia di Palmi, avviate a seguito di una missiva che denunciava frequenti e sistematiche assenze presso una struttura territoriale dell’Asp di Reggio Calabria, hanno permesso di rilevare come gli indagati avessero adottato, quale prassi consolidata, quella di assentarsi dal proprio luogo di lavoro.

I finanzieri, attraverso una meticolosa attività investigativa, hanno infatti riscontrato come gli indagati, contravvenendo ai propri doveri, si assentassero sistematicamente senza alcuna valida ragione di servizio per rientrare presso le proprie abitazioni o per esigenze di carattere personale, come recarsi al supermercato o alle poste, per poi rientrare solo in prossimità del termine dell’orario di servizio, certificando, solo in quel momento, l’uscita con il badge.

All’esito delle indagini, tenuto anche conto della funzione dirigenziale dei due medici nell’ambito struttura sanitaria, di conseguenza astrattamente rivestiti di maggiori responsabilità, il giudice per le indagini preliminari - allo stato del procedimento ed impregiudicata ogni diversa successiva valutazione nel merito - ha disposto l’interdizione per 12 mesi e il sequestro delle somme indebitamente percepite quale retribuzione per le prestazioni lavorative attestate ma mai svolte.

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