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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Parco Aspromonte, Nucera: "Chiarezza sulle competenze di antincendio boschivo"

Le precisazioni del componente del consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte

“L’arrivo della stagione estiva ripropone il doloroso fenomeno degli incendi boschivi e, contestualmente, il proliferare di cattive e distorte informazioni generate da chi ignora le specifiche competenze in materia, con il solo risultato di causare confusione nei cittadini. Per questa ragione è opportuno ancora una volta specificare i ruoli e le responsabilità in materia, evitando polemiche ma riportando rigorosamente i fatti".

Nucera_Consiglio parco-2Lo afferma Carmelo Nucera, componente del Consiglio direttivo dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte che in una nota spiega: "La Legge 353 del 21 novembre 2000 chiarisce le competenze in materia di incendi boschivi e stabilisce che in via esclusiva le Regioni adottano un “piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi”, attribuendo allo Stato il concorso alle attività di spegnimento con i mezzi della flotta aerea antincendio in dotazione.

Ogni Regione, inoltre, istituisce una Sala operativa unificata permanente (Soup) alla presenza dei rappresentanti degli organi attivi in materia, per consentire l’attivazione operativa delle squadre per lo spegnimento di terra e dei mezzi aerei in dotazione regionale e si coordina con il Coau (Centro operativo aereo unificato) per l’eventuale intervento della flotta aerea dello Stato in relazione alla gravità dell’evento in corso.

A tal proposito è da considerarsi prioritario l’intervento del mezzo aereo quando l’evento minaccia i centri abitati e vi è il rischio per la perdita di vite umane. Gli enti parco, dunque, non hanno competenze in materia di spegnimento, tantomeno possono gestire e decidere l’utilizzo dei mezzi aerei.

Nel rispetto delle uniche pratiche che la Legge in materia gli attribuisce, l’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, attraverso il coinvolgimento e l’impegno delle associazioni di volontariato e protezione civile, può svolgere solo ed esclusivamente attività di avvistamento, monitoraggio e segnalazione alla centrale operativa istituita dalla Regione.

Il Piano antincendi boschivi del Parco Nazionale dell’Aspromonte, elaborato con durata quinquennale ed
aggiornato annualmente - continua Nucera - è solo un’appendice del più ampio e completo piano AIB della Regione Calabria il cui soggetto attuatore è l’Azienda Calabria Verde.  Le attività in materia di Antincendio Boschivo assegnate all’Ente Parco, dunque, si integrano con le attività previste dal Piano AIB regionale in base alle quali i volontari delle associazioni effettuano esclusivamente attività di prevenzione e segnalazione interfacciandosi con Calabria Verde, soggetto attuatore del Piano regionale".

Per il componente del consiglio direttivo del Parco "gli interventi successivi e legati all’organizzazione delle attività di spegnimento, via terra e via aerea, non rientrano nei compiti dell’Ente Parco. In ultimo, in considerazione dei mutamenti climatici e delle nuove ed intervenute emergenze sempre più frequenti, ritengo utile un superamento della Legge 442 del 1984, ormai obsoleta ed inadeguata a regolamentare le norme sull'impiego di lavoratori idraulico-forestali nella regione Calabria.

Le attuali esigenze in materia di contrasto agli incendi e di tutela dal dissesto idrogeologico, suggeriscono, infatti, la necessità di rafforzare con rinnovate risorse umane e professionali, un comparto fondamentale per la salvaguardia e la cura del nostro territorio, con specifiche competenze destinate ad attività imprescindibili
in materia ambientale.

Storicamente gli operai idraulici-forestali, nella nostra regione, hanno svolto opera preziosa e professionale, ricoprendo il ruolo di “sentinella del territorio” imprescindibile per conoscenza delle aree interne e montane e capacità di intervento. Negli anni, la mancanza di personale qualificato ha pregiudicato l’azione di contrasto e prevenzione agli incendi estivi e anche dei rischi idrogeologici.

Sarebbe opportuno che la classe politica e la deputazione calabrese avviassero un dialogo proficuo per recuperare un tavolo nazionale e arrivare al superamento della Legge, al fine di permettere un potenziamento
dell’organico con personale qualificato e radicato sul territorio. Riteniamo opportuno ribadire la suddivisione delle competenze e delle responsabilità, riportando asetticamente le funzioni previste dalla Legge, con l’unico obiettivo di chiarire ancora una volta, alla cittadinanza e al territorio, i vari livelli in cui si esplica l’azione di contrasto degli incendi boschivi, materia complessa ma fondamentale per la tutela del patrimonio boschivo del nostro Paese.

Ci auguriamo che questa nostra ulteriore ed approfondita illustrazione, blocchi sul nascere le continue speculazioni che nascono da coloro i quali che, ignorando la materia in oggetto, attribuiscono colpe e responsabilità all’Ente Parco in maniera del tutto strumentale, generando solamente una distorsione dei fatti ed una confusione nella cittadinanza".

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