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Martedì, 5 Luglio 2022
La proposta

Dibattito pubblico su piazza De Nava, la proposta convince il Comitato civico

Per i vertici si tratta di "una democratica battaglia etica ed estetica, di civiltà, contro l'incultura urbanistica e l'ignoranza della storia dell'architettura"

Il Comitato civico per la tutela e la valorizzazione di piazza De Nava, al cui interno sono presenti i rappresentanti delle associazioni che, fin dal marzo dello scorso anno, hanno espresso la loro contrarietà alla demolizione di piazza De Nava progettata dalla Soprintendenza, "non può che vedere di buon occhio la proposta di Miti unione del Sud e della Rete dei Comitati di quartiere sull'opportunità di un dibattito pubblico ampio e coinvolgente sul triste destino che incombe sulla storica piazza".

Ciononostante il Comitato ritiene opportuno evidenziare alcune imprecisioni presenti nel comunicato di Miti e puntualizzare alcuni aspetti del proprio operato. "Una formale richiesta di democratico confronto, suffragata dall'appoggio del prof. Salvatore Settis, si è posta già nella primavera dello scorso anno. Reiterata per ben due volte, nei mesi successivi e a inizio del 2022 anche tramite formale richiesta al ministro Franceschini, che ha imposto alla Segreteria Regionale del Mic di rispondere ai nostri quesiti, tale richiesta è stata sempre elusa dalla Soprintendenza, che si è rintanata dietro un antidemocratico e ostinato silenzio".

"L'informazione sul tema è stata ampiamente proposta sui media e sui social; l'orientamento da parte della cittadinanza è stato raccolto e analizzato, con pubblicazione dei risultati che hanno certificato una quasi unanime contrarietà alla demolizione da parte della cittadinanza. Non vi è stata da parte del Comitato nessuna aprioristica opposizione né tantomeno lo spostamento della questione in un ambito politico, facendo particolare attenzione a questo ultimo aspetto".

Concludendo, "senza pregiudizi ed estremizzazioni, fin ora si è portata avanti una battaglia di etica sociale e di estetica urbanistica contro il sostanziale tradimento da parte della Soprintendenza della sua  mission di tutela e conservazione. Precisato ciò, la disponibilità a collaborare con tutta la parte non compromessa dell'associazionismo reggino, in un'ottica di comune maggiore interesse cittadino, è sincera e ampia. Questa è una democratica battaglia etica ed estetica, di civiltà, contro l'incultura urbanistica e l'ignoranza della storia dell'architettura: è in questo alveo squisitamente culturale che dev'essere mantenuta, senza particolarismi né derive politico/partitiche".

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