Domenica, 14 Luglio 2024
La sentenza

Processo Miramare, per i giudici della Cassazione: "Rilevante è stata la desistenza volontaria"

Depositate le motivazioni della sesta sezione penale che hanno portato all'assoluzione di Giuseppe Falcomatà e degli altri imputati

A distanza di più di tre mesi sono arrivate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione del processo Miramare, depositate in cancelleria il 5 febbraio scorso. Cinquanta pagine di motivazioni scritte dalla sesta sezione penale e dal suo presidente Massimo Ricciarelli e dai magistrati Martino Rosati, Maria Sabina Vigna, Pietro Silvestri e Fabrizio D'Arcangelo dove si trovano le ragioni per cui il sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme a tutti gli altri imputati, sono stati assolti.

Era infatti il 25 ottobre scorso quando la Corte di Cassazione pronunciò il verdetto di assoluzione che ha portato il ritorno del primo cittadino sullo scranno più alto di palazzo San Giorgio. Assolti con lui anche gli assessori che erano stati imputati: Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Maria Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone e Antonino Zimbalatti, oltre all'imprenditore Zagarella, la segretaria comunale Giovanna Antonia Acquaviva e l'ex dirigente Maria Luisa Spanò. 

Secondo i giudici della Suprema Corte rilevante è stata la "desistenza volontaria" per cui alla delibera del 16 giugno del 2015 che doveva portare all’affidamento diretto del Miramare all'associazione Il Sottoscala, non fu data esecuzione.

E’ scritto nelle pagine della sentenza "è stato prospettato che alla delibera non fu data esecuzione, in quanto la dirigente Spanò, che avrebbe dovuto curare la stipula della convenzione attuativa, da cui sarebbe derivata la consumazione del reato, dispose alla fine di agosto 2015, dopo un informale confronto con l'associazione, che non si procedesse più alla predisposizione della convenzione, ma si passasse subito alla fase connotata da evidenza pubblica, che avrebbe in effetti avuto corso fino alla scelta di un soggetto diverso dall’associazione Il sottoscala. È stato dunque dedotto che sarebbe configurabile un'ipotesi di desistenza volontaria".

"Alla resa dei conti - si legge nel documento - deve concludersi nel senso che - data la natura della desistenza, cui consegue l'eliminazione dell'antigiuridicità degli atti compiuti - in tanto può dirsi che la desistenza abbia rilievo in quanto essa produca la perdita del significato di quegli atti, discendendone dunque la rilevanza per tutti i concorrenti, ove l'interruzione volontaria della sequenza degli atti destinati a produrre l'evento valga a rendere gli atti compiuti improduttivi di ulteriori conseguenze e di ulteriori effetti ad essi riconducibili e non solo a privarli del contributo specificamente riferibile agli atti compiuti da un singolo concorrente. 

Dunque secondo i giudici si tratta di una desistenza volontaria, libera e coartata. "La desistenza, si legge al punto 10 di pagina 50, è dunque estendibile a tutti i concorrenti e implica l’annullamento della sentenza impugnata per tale causa nei confronti di tutti i ricorrenti con prevalenza sulla causa di proscioglimento correlata all'estinzione del reato per prescrizione”.

Il processo Miramare bis

Il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione adesso potrebbero produrre anche effetti sul processo, in corso nell'aula bunker del viale Calabria, Miramare Bis dove il sindaco Falcomatà è il solo imputato per abuso d'ufficio. Gli avvocati Lorenzo Gatto e Marco Panella avevano già chiesto, in avvio di processo, la declatoria immediata di non punibilità per insussistenza del fatto, argomentando sulla sentenza della Cassazione per il caso Miramare ma la richiesta è stata rigettata perché ancora non era stata depositata la sentenza di Cassazione. Adesso, quindi, si potrebbe arrivare alla immediata non punibilità. La prossima udienza è fissata per al 23 febbraio quando dovrà essere ascoltato proprio Giuseppe Falcomatà

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