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L'assessore Scopelliti

L'assessore Scopelliti

Brogli elettorali, l'assessore Scopelliti: "Reato squallido, la mia condanna è totale"

La figlia del giudice ucciso dalla mafia nel 1991 affonda il colpo sugli esiti dell'indagine della Digos e difende la memoria del padre da chi alimenta "confusione e strumentalizzazioni": "Lasciatelo in pace"

"Chi vuole usare l'inchiesta sui brogli elettorali a Reggio Calabria per fare polemica periodicamente, mi tira in ballo come assessore alla legalità. Fino ad oggi ho taciuto perché è noto a chiunque operi con onestà intellettuale che l'assessore alla legalità di un Comune non ha alcun potere inquirente, né giudicante. Ora non posso più tacere perché si chiama in causa mio padre". Così l'assessora alla Cultura e legalità del Comune di Reggio Calabria Rosanna Scopelliti, figlia del giudice di Cassazione Antonino, ucciso in un attentato mafioso nell'estate del 1991 a Piale di Villa San Giovanni, in un post su Facebook.

"L'ho già scritto e lo ripeterò ogni volta che sarà necessario: lasciate in pace mio padre - aggiunge - e allora scrivo per ribadire l'ovvio, visto che la confusione continua a farla da padrona, ben alimentata da chi non esita a strumentalizzare fatti già di per se molto gravi. E parto proprio dalla gravità dei fatti. Il mio giudizio su di essi non è consentito metterlo in dubbio: siamo di fronte ad uno dei reati più squallidi perché colpisce la credibilità delle istituzioni e quindi della democrazia, il bene più prezioso".

"La mia condanna - precisa - per chiunque si renda colpevole di turbare il momento più alto di partecipazione popolare è sempre stata, è oggi e sempre sarà totale, assoluta, senza appello. Su questo non accetto lezioni da nessuno". "La magistratura prima inquirente e poi giudicante avrà il compito di ipotizzare responsabilità, provarle e valutarle alla prova del contraddittorio - ribadisce Scopelliti - attribuendo quindi a ciascuno le proprie responsabilità, che sono esclusivamente individuali".

"Qui tra l'altro mi si chiama in causa come assessore - scrive ancora - confondendo i cittadini su quali siano i compiti e le funzioni di un assessore. Esse attengono all'indirizzo politico nelle attività da mettere in campo. Quindi, nel caso specifico, ciò che posso fare e sto già facendo è, tra le altre cose, promuovere un regolamento per la trasparenza amministrativa, tirare fuori dai cassetti il Comitato per le politiche Antimafia, coinvolgere tutto il Consiglio, trasversalmente, per promuovere e realizzare un regolamento atto a velocizzare le procedure a volte barocche, dietro le quali si incunea il malaffare o comportamenti al limite della legalità".

"Il processo elettorale che precede il momento del voto, per stare al tema ma il problema è generale - argomenta - va semplificato e reso più trasparente per quanto consentito dalla legislazione nazionale. Per quel che riguarda le competenze comunali è mio preciso dovere di assessore lavorare perché si rimuovano le cause che hanno permesso il verificarsi di alcuni comportamenti, anche al di la' del loro configurasi o meno come reato. E questo obiettivo lo raggiungi lavorando, agendo, intervenendo in modo puntuale, no di certo con i proclami".

"L'ho detto il giorno del mio insediamento - conclude Scopelliti - cittadini, aiutateci a far meglio, preparatevi a prendere il nostro posto. Senza ritorni mediatici o personali, ma con la voglia di contribuire a costruire una storia diversa per questa città. Una storia all'altezza delle sacrosante aspettative di tutti i reggini. Questo è il tempo della ricostruzione. Non è difficile capirlo se si ama Reggio. Difficile è farlo: ed è su questo che vorrei essere giudicata. È su questo che sarò giudicata".

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