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Domenica, 14 Aprile 2024
La cerimonia funebre

"Una vita al servizio del dono", l'ultimo saluto a Rosetta Neto Falcomatà

Nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo in Sant'Agostino si è svolta la cerimonia funebre officiata dal vicario mons. Catanese e concelebrata dai sacerdoti Gianni Polimeni e Gabriele Bentoglio

Si tengono stretti Giuseppe e Valeria mentre accompagnano a piedi il feretro della mamma, Rosetta Neto Falcomatà, in chiesa dei Santi Filippo e Giacomo in Sant'Agostino. La campana suona i rintocchi lenti e grevi e tanta gente è già arrivata a rendere omaggio alla professoressa di latino e greco, madre del primo cittadino di Reggio Calabria e moglie del sindaco della primavera, Italo. 

È la messa da Requiem e a officiarla, insieme al parroco don Gabriele Bentoglio anche don Gianni Polimeni, sempre molto vicino alla famiglia Falcomatà e c'è il vicario del vescovo mons. Pasqualino Catanese con altri componenti della chiesa reggina per una concelebrazione allietata anche dalle voci del coro.

La bara è lì adagiata e ricoperta di rose bianche. La chiesa è gremita, a rendere omaggio ci sono anche i gonfaloni del Comune e della Città metropolitana.

Si prega e si canta e quando la celebrazione è appena iniziata il dirigente Barreca, seduto tra i banchi, probabilmente per la troppa emozione avverte un lieve malore, viene subito soccorso dalla Croce Rossa e portato fuori dalla chiesa.

 E il nipote Italo, figlio di Valeria, a leggere la prima lettura del Vangelo. La voce trema e l'emozione è forte. Si prega e si canta ed è don Gianni a ricordare la vita di Rosetta. Nell'omelia dice il sacerdote: "Rosetta ha vissuto una vita al servizio del dono, non vissuta per sé ma per realizzare qualcosa che fosse grande per il Signore. È stata moglie, madre ma anche educatrice di tanti ragazzi, la sua passione per la lingua greca, per il teatro, esercitava il mistero della vita educando e ha fatto tante cose belle. Ha vissuto la fede e anche nel momento del dolore non ha perso mai il suo sorriso bello e risplendente anche nel momento del disagio. Rosetta non temeva alcun male. Ha saputo mantenere lo sguardo sulle cose invisibili".

"E nell'ottava di Pasqua - continua don Gianni - in cui si ricorda la resurrezione di Cristo ecco che celebriamo anche la vita eterna per Rosetta e affrontiamo il dolore del distacco terreno".

Si prega e si canta mentre in tanti, in fila, ricevono l'Ostia dalle mani del sacerdote, l'ultimo ad alzarsi è Giuseppe Falcomatà, sta lì davanti al sacerdote per la comunione, vicino al feretro della mamma. 

C'è emozione in chiesa e tra i banchi in prima fila c'è anche la prefetta Clara Vaccaro, mentre tra la folla c'è Giuseppe Garibaldi, il concorrente reggino, da poco uscito dalla Casa del Grande Fratello, arrivato a rendere omaggio al sindaco e alla sua famiglia. 

È il momento della benedizione. Il sacerdote asperge la bara con acqua santa e incenso. Invoca il riposo eterno e l’assoluzione dei peccati affinché possa essere accolta nel regno di Dio.

Prima di lasciare la chiesa, ecco che l'ultimo pensiero è della nipote Lavinia. "Il nostro rapporto era oltre quello di nonna nipote, va oltre". Lavinia, tra le lacrime, ricorda i consigli della nonna, il tempo trascorso insieme e le lezioni di greco e quando conclude il suo ricordo è lungo l'applauso. 

È tempo di andare. Un lungo applauso accompagna il passaggio del feretro che giunge sulla piazza dove l'aspetta il picchetto d'onore della polizia metropolitana e dei vigili urbani e polizia.

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